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Sinistra XXI - www.sinistra21.it

per l'Alternativa di Società

Ormai da tempo il mercato reclama per sé alcune funzioni secolari delle istituzioni politiche e statali.

La dottrina prevalente, ancora legata al punto di vista statocentrico ereditato dal cd. modello di Westfalia e fondato sui dogmi dell’unicità della sovranità e dell’indivisibilità dei requisiti dell’indipendenza e dell’effettività dell’ordinamento sovrano, ha finora letto il fenomeno secondo lo schema dell’erosione delle sovranità statali da parte della Ue e, in subordine, della sovranità della Ue da parte del mercato.

In realtà, la vicenda dello sviluppo dell’Unione Europea mostra una duplicazione della sovranità conseguente alla duplicazione delle constituencies: l’UE, infatti, si presenta come un iperstato che assume i connotati di sovranità e statualità secondo modalità compatibili con un ordinamento sovranazionale, che cioè si pone al di sopra della comunità degli stati nazionali (dai quali sussume i caratteri fondamentali della statualità), ma al di sotto dell’iperspazio pubblico globale, dominato dal sentiment dei mercati finanziari.

La sovranità dell’Ue è dunque duplice e derivata: essa attinge la propria autorità dalla sfera globale del mercato e la esercita mediante la rara prerogativa di poter “bucare” la sovranità degli Stati membri con norme direttamente applicabili ai loro cittadini. Il requisito statuale dell’indipendenza le è garantito dalla dipendenza dalla constituency economica del mercato (che superiorem non recognoscens), mentre quello dell’effettività è integrato direttamente dalla constituency politica rappresentata dalla recognitional community degli stati membri che le hanno trasferito parte della loro sovranità.

Questa configurazione corrisponde al nucleo fondamentale dell’ipotesi teorica della postdemocrazia, cioè di una forma statuale postmoderna in cui ai profili esterno ed interno della sovranità corrispondono due constituencies differenti (e non più una sola come nel modello moderno, democratico e nazionale), secondo un paradigma precedente all’affermazione degli ordinamenti fondati sul principio di sovranità popolare.

Caso Juncker: molto scalpore, soprattutto all'estero meno abituato di noi al mal'affare, per il presidente UE, Juncker, che da premier del Lussembrurgo ha favorito l'evasione fiscale internazionale.

Queste le accuse mosse dagli organi inquirenti. Al di là della loro rispondenza a verità delle accuse ad un governatore già di suo insostenibile, popolare seguace dell'austerità, cui al PSE è toccato ancora una volta, volontariamente o meno, accodarsi (salve le eccezioni come Cofferati), quali riflessioni si possono trarre da questo caso?

Roma 22 Febbraio

Aula del Chiostro – Facoltà di Ingegneria – Università di Roma La Sapienza, via Eudossiana 18 (S. Pietro in Vincoli). Ore 9,00 - 19,00

Premessa

Il vecchio asse franco-tedesco su cui si è costruita l'attuale Unione Europea, il sistema di governance di cui si sono dotati, le politiche di austerity che hanno imposto hanno finito col produrre e peggiorare l'attuale situazione di crisi economica e sociale e di demolire le forme della partecipazione democratica

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