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Sinistra XXI - www.sinistra21.it

per l'Alternativa di Società

Abbiamo assistito e stiamo assistendo ad un'incredibile opera di deturpazione della nostra democrazia.

Con sedute fiume notturne di un Parlamento prigioniero, si è messo un altro tassello nello stravolgimento del nostro assetto costituzionale, tra risse, emendamenti su questioni dirimenti per il nostro ordinamento giuridico votati in fretta e furia, totale indifferenza del Governo alle richieste delle opposizioni (tra cui gli esponenti Pd Civati e Fassina, che chiedevano un dialogo ed un ascolto reciproco). Addirittura, gli stessi Civati e Fassina hanno affermato l'indisponibilità a partecipare al voto in un siffatto clima: il ritorno ad una condizione aventiniana del parlamento è un rischio molto grave, da scongiurare.

Passato il momento dell'insediamento, in cui Matteo Renzi, sulla scia della vittoria rottamatrice, annunciava "una riforma al mese", il fiorentino ha avuto qualche cambio di stile. Forse ha fortunatamente capito che la politica, specie a livello nazionale, conosce pesi e contrappesi democratici: non è quindi tanto facile stradicare tutto da soli.

Ciò non gli ha impedito di procedere con un disegno che incorpora due tradizioni politiche europee, forti anche se sconfitte: un mix di democrazia cristiana e blairismo frutto di una tradizione liberaldemocratica in salsa italiana, che riunisce il liberismo e quel pizzico di populismo e paternalismo. Sul campo delle riforme, ha subito mostrato di voler tagliare quel minimo di rappresentanza di classe che esiste in Italia: alla Camera è già passato l'italicum con l'ulteriore innalzamento dello sbarramento, niente preferenze e niente quote rosa.

Ma come hanno affrontato questa legge elettorale ii partiti e le aree della sinistra?

Alle elezioni in Repubblica Ceca, il Partito Comunista di Boemia e Moravia (KSCM) conquista il 15%.

I media occidentali, da tempo, pubblicano "sondaggi shock" che rivelano che uno studente ceco su tre ritiene che nel socialismo si vivesse meglio, e che solo una persona su quattro è "soddisfatta della democrazia" capitalista.

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Sul settimanale Left uscito in edicola il 25 giugno, la bella recensione di Maurizio Brotini, della segreteria toscana della CGIL, che fa dialogare i diversi temi del libro (la genesi dell'economia mista e del governo democratico dell'economia, la priorità alla piena occupazione, il coinvolgimento di sidnacati e parti sociali nella politica congiunturale) con le questioni più scottanti della politica economica e sociale del post-pandemia e della ripresa.

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