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per l'Alternativa di Società

Con un golpe sostenuto nelle piazze dai fascisti, le opposizioni al governo Ianukovich, guidate dalla oligarca liberista Timoshenko e dal partito filonazista Svoboda, hanno orchestrato un vero e proprio golpe che ha deposto il presidente legittimo dell'Ucraina.

Ripercorrendo il solito schema delle rivoluzioni colorate, finanziate e sostenute da Usa e Ue, la miccia è stata l'adesione o meno dell'Ucraina alla Unione Europea, ma ben presto si è capita la vera natura dei manifestanti, grazie soprattutto al lavoro di denuncia del partito Comunista d'Ucraina, pur all'opposizione del governo Ianukovich.

Il caso Pussy Ryiot è emblematico delle difficoltà della quasi totalità dell'attuale sinistra nostrana ad individuare il campo in cui stare ed a riconoscere i compagni di strada.

Le Pussy Ryot, idolatrate da molta sinistra "radicaloide", ora che sono uscite dal carcere in seguito ad un provvedimento di aministia di Putin, svelano il loro vero volto: guardano all'impegno politico e indicano al posto di Putin un liberale come Teodorcoschy,  segno evidente del campo in cui si riconoscono.

Il signore in questione è un liberale e liberista filo-Usa, anticomunista, critico verso Putin (non per la mancanza di diritti civili o la democrazia limitata, benché molto stiano facendo i comunisti russi in tal senso, tant'è che lì gli sbarramenti elettorali si abbassano) in quanto troppo antiamericano e attento alla sovranità nazionale russa, troppo amico delle potenze comuniste e socialiste come i paesi del Brics. Ecco dove stanno le tanto amate Pussy Ryot, difese per la mancanza presunta di diritti umani o, meglio, idolatrate dalla sinistra "radicaloide" italiana.

E' evidente che, sempre e dovunque, tali saranno i risultati se continuerà l'assenza di una forte sinistra di classe, capace di avere solidi rapporti con i compagni dei corrispondenti partiti esteri.

Alle elezioni in Repubblica Ceca, il Partito Comunista di Boemia e Moravia (KSCM) conquista il 15%.

I media occidentali, da tempo, pubblicano "sondaggi shock" che rivelano che uno studente ceco su tre ritiene che nel socialismo si vivesse meglio, e che solo una persona su quattro è "soddisfatta della democrazia" capitalista.

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