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Perché è positivo il fatto che SEL entri nel PSE.

Venerdì, 15 Marzo 2013 11:58 Scritto da 

L'adesione di SEL al PSE per noi non rappresenta necessariamente un fattore negativo, anzi rischia di essere addirittura positivo.

Intanto perché, appunto, inserisce un elemento di chiarezza su quella nebulosa che è sempre stata SEL: un partito che, oltre la fine retorica del proprio leader, aveva sempre avuto delle difficoltà a collocarsi chiaramente in un campo europeo tra quelli esistenti (socialisti, verdi o sinistra europea).

In seconda istanza perché questa mutazione riapre il tema della questione socialista in Italia su di un versante molto distante da quello degli epigoni di Craxi. Sebbene l'adesione al PSE non significhi necessariamente il perseguimento di un'alternativa radicale al capitalismo (non lo fu per i Democratici di sinistra, d'altronde), tuttavia potrebbe significare il radicamento del generico antiliberismo di cui Vendola si è fatto portavoce in una corrente della sinistra tradizionale in cui si scorgono delle forti prese di distanza dalla "Terza via" centrista che fu di Blair e di Schroeder.

Inoltre, l'accoglimento della richiesta di adesione potrebbe produrre degli smottamenti all'interno del PD. A prescindere dallo scioglimento o meno di SEL nel PD, comunque tutta l'area legata ai temi dell'Internazionale socialista si ritroverà un interlocutore in più con cui ragionare di una forza politica coerentemente socialista in Italia, un Paese che paga a caro prezzo la mancanza di una forza financo socialdemocratica. E sconta questo fatto, in una fase di crisi della sinistra di classe, con la libertà dei populismi - conservatori e reazionari - di fare egemonia del voto popolare (pensiamo al grillismo, ma anche al leghismo ed al berlusconismo ancora vivi e vegeti).

Inoltre, questa novità dell'adesione aiuta la demarcazione del campo anticapitalista, a cui peraltro manca ancora un chiarimento di parte delle dirigenze di PRC e PDCI che dovranno, una volta per tutte, esplicitare quale sia effettivamente - cioè oltre le belle parole e gli slogan - il loro campo politico di riferimento. E' possibile, dunque, che emergano delle condizioni esterne non negative per la riomogeneizzazione dell'area anticapitalista e, nello specifico, dell'area comunista.

Da un punto di vista programmatico, ovvero di fase, nella chiarezza, e tralasciando vecchi rancori personali, sarà possibile produrre un lavoro unitario su più livelli: tra i comunisti, tra gli anticapitalisti, tra gli antiliberisti.

Se, in quella famiglia larga e incasinata che è il socialismo, specie in Europa ed in Italia, riuscisse a riorganizzarsi il versante riformista, non c'è motivo perché non riesca a farlo anche quello rivoluzionario. Ormai rimangono poche scuse per coprire la propria inerzia.

Non so voi, ma noi non abbiamo mai letto nessun documento in cui Gramsci o Togliatti si lamentassero di non poter essere coerentemente rivoluzionari a causa di Turati o Giolitti, come lo è per la sinistra fu radicale nei confonti di SEL o del PD.

Semmai la battaglia vera era e sarà per detenere l'egemonia tra i lavoratori e le masse popolari. Una battaglia, appunto, non la nenia lamentosa di qualche dirigente sconfitto dalla Storia.

Sinistra: non ci siamo. Dalle "mille" costituenti politiche all'unica "ricostituente sociale".

Quattro unità della sinistra per ricostruire il soggetto di classe.

Sinistra: è suonata la sveglia!

Una camera dei lavoratori e delle sinistre per governare la transizione.

Ultima modifica il Martedì, 02 Aprile 2013 20:20
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Alessandro Tedde

(Sassari, 1988). Avvocato e giurista, presidente di Sinistra XXI, in passato ha militato in alcune formazioni politiche della sinistra, anche assumendo ruoli dirigenziali. Nel 2008 è stato uno dei fondatori dell'allora più grande sindacato studentesco d'Italia, la Rete degli Studenti Medi.

Laureato con lode all'Università di Sassari con una tesi in diritto costituzionale sul principio di sovranità popolare, ha conseguito un diploma in Studi e ricerche parlamentari all'Università di Firenze e attualmente è dottorando di ricerca in Diritto dell'Unione europea e ordinamenti nazionali presso l'Università di Ferrara.

Sito web: www.avvocatoalessandrotedde.it
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