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per l'Alternativa di Società

Pubblicato in Piattaforme

Progressive Caucus

Domenica, 24 Novembre 2013 17:29

Uno spazio di dialogo fra eurodeputati progressisti di diversi gruppi politici e e delle voci progressiste nel Parlamento europeo che si battono per la solidarietà, la democrazia, la giustizia sociale e la sostenibilità, e per cambiare l'Europa neoliberale con un nuovo progetto basato sulla solidarietà, la cooperazione e l'ecologia.

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Per un fronte ecosocialista in Europa

Nel novembre 2013, con la cautela che sempre serve in questi casi ma con lo spirito di attenta osservazione che sempre dovrebbe contraddistinguere un marxista, notavo dei processi interessanti che si stavano verificando in previsione delle successive elezioni europee.

Syriza e la maggior parte della Sinistra Europea proponevano Alexis  Tsipras come candidato alla presidenza della Commissione Europea. Partendo dalla Grecia ma con parole che possono e devono essere interpretate ben oltre i confini ellenici, Tsipras incontrò in un tour europeo molte forze appartenenti al Pse e affermò che la sua candidatura potesse essere funzionale a riaprire un dialogo a sinistra, a un fronte comune a sinistra giacché la stessa Syriza ha in sé molte forze di origine socialista ed ecologista. Tsipras aggiunse che la sua candidatura non sarebbe stata obbligatoria, qualora vi fosse stata la disponibilità delle altre forze politiche, come Pse e Verdi, ad aprire un confronto per un alleanza.

Schultz, candidato del Pse alla presidenza della Commissione, aprì a una coalizione contro il Ppe che, con l'entrata del Pdl italiano e del Partito Popolare Spagnolo, si era spostato sensibilmente a destra, mostrandosi prono alla troika, che, a sua detta, avrebbe dovuto chiedere perdono ai popoli Europei e a chi credeva nell'Europa dei popoli per le proprie politiche. Esistono, dunque, delle possibilità perché l'asse del Socialismo Europeo, nel senso largo del termine, possa ricompattarsi. Bové, il candidato più di sinistra alle primarie ecologiste indette online dai Verdi Europei, da sempre è per un partito dei Verdi che si collochi stabilmente a sinistra. Ed allora il fronte ecosocialista contro il liberismo avrebbe potuto farsi più vicino.

Altri segnali deponevano in questa direzione: la riunione delle sinistre del Psf in Francia, l'assemblea in Inghilterra "Labour Party Against Austerity", aperta a tutti i soggetti interessati, il documento della sinistra democratica per il socialismo del XXI secolo, componente di sinistra della Spd tedesca.

Quali ripercussioni avrebbe in Italia un simile scenario è ipotizzabile. Un Pd che Epifani vorrebbe far aderire ufficialmente al Pse, provocando una scissione democristiana minacciata da Fioroni, una Sel che potrebbe fungere da ponte tra le tre famiglie Europee, una parte di movimento comunista che da sempre rifugge il settarismo, potrebbero essere i protagonisti dell'alleanza ecosocialista Europea. Dovrebbero adeguarsi i settari che in tutte le tre famiglie vedono sé stessi come sufficienti.

Anche perché i dati politici ed economici europei parlano di tre famiglie politiche non in grado di rappresentare e tutelare i lavoratori, un'Europa sociale e del lavoro, dei popoli. Un Pse intriso di troppi liberisti, troppo timido nel contrastare i provvedimenti della Troika e molto spesso autore degli stessi, giacché, costretto o meno, ha partecipato a governi di larghe intese con forze di centrodestra. Una Gue-Sinistra Europea troppo divisa al suo interno e troppe volte autoconfinatasi alla testimonianza. Un partito dei Verdi che ancora stenta a trovare il nesso tra ecologismo e antiliberismo, facendo alleanze a destra e a manca e non svolgendo a pieno quella funzione di portatore di istanze ambientali, che tanto preziosa sarebbe in un fronte ecosocialista.

In Italia, una nuova sinistra del lavoro e la ripresa della tesi del socialismo Costituzionale, tanto potrebbero aiutare allo scopo.

Chi come me milita in Sinistra XXI non può che accogliere positivamente questi segnali di dialogo tra le forze del lavoro e del progresso e non può che sperare e lavorare, affinché anche dal basso ci si mobiliti perché si creino fronti e liste ecosocialiste, perché si delinei un alternativa concreta di trasformazione e di governo per un Europa che deve e può essere liberata dal peso di tecnocrazie e oligarchie turbocapitaliste, per provare a ridare voce e peso politici ai popoli Europei e non ai pochi speculatori come è stato fino ad ora.

Ultima modifica il Lunedì, 05 Luglio 2021 17:37
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