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per l'Alternativa di Società

Saper ascoltare: lo stile di direzione gramsciano

Mercoledì, 28 Dicembre 2016 12:01

Le testimonianze degli operai dell'Ordine Nuovo narrano di un Antonio Gramsci che "passava intere nottate a farsi raccontare come era la produzione di fabbrica, che cosa facevano esattamente gli operai, che cosa pensavano mentre producevano, come avevano imparato, quale era il senso del ciclo capitalistico, della sua organizzazione interna". Molti dirigenti comunisti sapevano parlare, ma, dirà in seguito Togliatti, solo Gramsci sapeva ascoltare.

Antonio Gramsci possedeva la "capacità di un rapporto diretto e continuo con gli operai delle fabbriche che gli permetteva, e permetteva all'organizzazione dei Consigli, di conoscere perfettamente la psicologia, lo stato d'animo, la cultura degli operai, ma anche di conoscere la fabbrica, di conoscere perfettamente come funzionava, di conoscere perfettamente il ciclo produttivo, fino a poter fare quell'esperienza di produzione durante l'occupazione della fabbrica"1.

Per #Gramsci la direzione #politica è tale solo se si pone in rapporto con la spontaneità e la trasforma in spontaneità consapevole. Il suo stile di direzione si fonda sull'ascolto, una capacità che rappresenta un "elemento di teoria politica".

 


Da R. Mordenti, "Introduzione a Gramsci", Introduzione a Gramsci, Datanews, Roma, 1998, oggi in AA. VV., Seminario su Gramsci, Punto rosso, Milano, 2010, pp. 17-18.

Ultima modifica il Giovedì, 20 Agosto 2020 22:40
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