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*la Sinistra del XXI secolo*

Attività (33)

L'inchiesta operaia è un metodo di intervento politico nell'azienda, inventato da Karl Marx, che fonda una conoscenza (dei lavoratori e della fabbrica) preventiva al lavoro politico e che nella storia del movimento operaio ha avuto alterne fortune.

Per la costituzione del partito antagonista, il solo di cui non si servono i grandi industriali, i quali non hanno "un partito politico permanente proprio [ma] si servono dei partiti esistenti [perché] il loro interesse è un determinato equilibrio, che ottengono appunto rafforzando coi loro mezzi, volta a volta, questo o quello dei partiti del vario scacchiere politico” (A. Gramsci, Note sul Machiavelli), più che promuovere “un accordo con i segretari delle federazioni e dei sindacati [serve] studiare ciò che avviene in mezzo alle masse operaie [nella] fabbrica capitalista come forma necessariamente della classe operaia, come organismo politico, come ‘territorio nazionale’ dell'autogoverno operaio” (A. Gramsci, L'Ordine nuovo).

Una proposta ai compagni della Pirelli e della Iveco: iniziare da noi stessi per proseguire con tutti gli altri

Un gruppo di lavoratori già impegnato sul terreno politico è da considerarsi un'avanguardia rispetto alla massa dei lavoratori dell'azienda.

Tuttavia, è possibile iniziare questo tipo di lavoro con una intervista introduttiva ai primi per fare esperienza sul metodo, purché si consideri che i risultati non rappresenteranno completamente il "senso comune" dei lavoratori dell'azienda,  meno politicizzati.

La struttura locale che svolgerà l'inchiesta non dovrà praticarla "in incognito", perché si tratta di uno strumento concreto di lavoro politico, che è anche opportuno sistematizzare e comunicare.

L'obiettivo minimo è costruire un nucleo di compagni, anche esterni alla fabbrica, che sviluppi continuativamente l'inchiesta come metodo permanente per conoscere preventivamente il terreno su cui  poter successivamente agire con più efficacia.

Lotta di classe - gioco da tavolo

Martedì, 05 Settembre 2017 20:18 Scritto da

Class Struggle (Lotta di Classe) è un board game (gioco da tavolo) creato nel 1978 da Bertell Ollman, filosofo marxista, professore di politica all’Università di New York.

Anno: 1978 • Num. giocatori: 2-6 • Durata: 90 minuti

Tratto da: http://agileurbia.com/WoN
Copyright © La Tana dei Go

Anno: 1978 • Num. giocatori: 2-6 • Durata: 90 minuti

Tratto da: https://www.goblins.net/giochi/class-struggle-5585
Copyright © La Tana dei Goblin

 

Quando si discute di un rinnovamento profondo della classe politica, massimamente utile, il giovanilismo, massimamente dannoso, spesso  prende il sopravvento e riduce tutto alla mera rivendicazione anagrafica.

Piuttosto che dal ricalcare logiche e vizi delle classi dirigenti contestate, il protagonismo dei giovani della sinistra passa dalla formazione teorica e dalla militanza politica e sindacale, cioè dal cambiamento del modo di farsi "classe dirigente" consapevole.

Contro il giovanilismo deresponsabilizzante, operiamo per:

  • la riappropriazione della teoria gramsciana del partito;
  • l'abbandono del correntismo in favore della costruzione di reti tra pari;
  • la sostituzione della prassi personalistica con la gestione collettiva e collegiale;
  • la costruzione di percorsi formativi che permettano il ricambio continuo di quadri e dirigenti nelle organizzazioni di classe.

Per un piano della formazione

Mercoledì, 20 Giugno 2012 11:58 Scritto da

La formazione politica-culturale, quale attività pedagogica e di ricerca, è una priorità della nostra agenda, poiché la sinistra ha un profondo ritardo sul versante della politica dei quadri. Si tratta di avviare un lavoro di lunga lena che contribuisca alla (ri)costruzione di un nuovo pensiero politico della Sinistra del XXI secolo. Essa dovrebbe essere intesa come attività di ricerca finalizzata alla ricostruzione di una nuova teoria e di una nuova prassi; come attività pedagogica nel senso di una pedagogia di massa in grado di costruire una comunità politica portatrice di una cultura alternativa diffusa, per superare il praticismo quotidiano di militanti ed amministratori.

E' necessario definire un piano formativo che sia frutto di una logica unitaria, condivisa e partecipata, sulla base di un costituendo anagrafe dei formatori, senza precluderci possibilità di collaborazione esterne. Proponiamo un percorso collettivo e condiviso strutturato su tempi lunghi, attraverso momenti di approfondimento che verteranno sulle questioni nodali del nostro tempo, individuati attraverso strumenti come i questionari che rilevino scientificamente il fabbisogno formativo. Accanto a seminari e convegni, prevediamo momenti formativi che favoriscano la socializzazione e la condivisione delle esperienze (political forums e summer schools o altri momenti di formazione residenziale). 

Per una scuola permanente di formazione politica.

Domenica, 17 Giugno 2012 16:59 Scritto da

La preprazione politico-intellettuale dei compagni (soprattutto giovani) ha una importanza strategica. Abbiamo tutti, infatti, a sinistra, un deficit nella formazione politica e culturare dei quadri e dei militanti, dovuta all'abbandono della pratica delle scuole di formazione, nonché alla perdita del ruolo formativo delle classiche organizzazioni giovanili di partito, anche a causa della ridotta integrazione dei giovani negli organismi dirigenti di partito.

Un'adeguata formazione politica nella sinistra eviterebbe la riproduzione delle burocrazie che proliferano a discapito della condivisione con la base militante. La formazione intreccia,dunque, anche il tema del rinnovo della classe dirigente della Sinistra (e con essa di quella del Paese). 

E' importante che la scuola conduca un tentativo avanzato di connettere le strutture di partito con quelle di movimento, intellettuali e società civile su un programma di alternativa anticapitalistica, alternando dibattiti, lezioni seminariali e aggregazione.

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