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*la Sinistra del XXI secolo*

Formazione (23)

Lotta di classe - gioco da tavolo

Martedì, 05 Settembre 2017 20:18 Scritto da

Class Struggle (Lotta di Classe) è un board game (gioco da tavolo) creato nel 1978 da Bertell Ollman, filosofo marxista, professore di politica all’Università di New York.

Anno: 1978 • Num. giocatori: 2-6 • Durata: 90 minuti

Tratto da: http://zipansion.com/gQ
Copyright © La Tana dei Go

Anno: 1978 • Num. giocatori: 2-6 • Durata: 90 minuti

Tratto da: https://www.goblins.net/giochi/class-struggle-5585
Copyright © La Tana dei Goblin

 

Quando si discute di un rinnovamento profondo della classe politica, massimamente utile, il giovanilismo, massimamente dannoso, spesso  prende il sopravvento e riduce tutto alla mera rivendicazione anagrafica.

Piuttosto che dal ricalcare logiche e vizi delle classi dirigenti contestate, il protagonismo dei giovani della sinistra passa dalla formazione teorica e dalla militanza politica e sindacale, cioè dal cambiamento del modo di farsi "classe dirigente" consapevole.

Contro il giovanilismo deresponsabilizzante, operiamo per:

  • la riappropriazione della teoria gramsciana del partito;
  • l'abbandono del correntismo in favore della costruzione di reti tra pari;
  • la sostituzione della prassi personalistica con la gestione collettiva e collegiale;
  • la costruzione di percorsi formativi che permettano il ricambio continuo di quadri e dirigenti nelle organizzazioni di classe.

Per un piano della formazione

Mercoledì, 20 Giugno 2012 11:58 Scritto da

La formazione politica-culturale, quale attività pedagogica e di ricerca, è una priorità della nostra agenda, poiché la sinistra ha un profondo ritardo sul versante della politica dei quadri. Si tratta di avviare un lavoro di lunga lena che contribuisca alla (ri)costruzione di un nuovo pensiero politico della Sinistra del XXI secolo. Essa dovrebbe essere intesa come attività di ricerca finalizzata alla ricostruzione di una nuova teoria e di una nuova prassi; come attività pedagogica nel senso di una pedagogia di massa in grado di costruire una comunità politica portatrice di una cultura alternativa diffusa, per superare il praticismo quotidiano di militanti ed amministratori.

E' necessario definire un piano formativo che sia frutto di una logica unitaria, condivisa e partecipata, sulla base di un costituendo anagrafe dei formatori, senza precluderci possibilità di collaborazione esterne. Proponiamo un percorso collettivo e condiviso strutturato su tempi lunghi, attraverso momenti di approfondimento che verteranno sulle questioni nodali del nostro tempo, individuati attraverso strumenti come i questionari che rilevino scientificamente il fabbisogno formativo. Accanto a seminari e convegni, prevediamo momenti formativi che favoriscano la socializzazione e la condivisione delle esperienze (political forums e summer schools o altri momenti di formazione residenziale). 

Per una scuola permanente di formazione politica.

Domenica, 17 Giugno 2012 16:59 Scritto da

La preprazione politico-intellettuale dei compagni (soprattutto giovani) ha una importanza strategica. Abbiamo tutti, infatti, a sinistra, un deficit nella formazione politica e culturare dei quadri e dei militanti, dovuta all'abbandono della pratica delle scuole di formazione, nonché alla perdita del ruolo formativo delle classiche organizzazioni giovanili di partito, anche a causa della ridotta integrazione dei giovani negli organismi dirigenti di partito.

Un'adeguata formazione politica nella sinistra eviterebbe la riproduzione delle burocrazie che proliferano a discapito della condivisione con la base militante. La formazione intreccia,dunque, anche il tema del rinnovo della classe dirigente della Sinistra (e con essa di quella del Paese). 

E' importante che la scuola conduca un tentativo avanzato di connettere le strutture di partito con quelle di movimento, intellettuali e società civile su un programma di alternativa anticapitalistica, alternando dibattiti, lezioni seminariali e aggregazione.

Etichettato sotto:

La sinistra del XXI secolo deve essere una sinistra moderna, fatta di volti nuovi e metodi nuovi, ma che riprenda a fare le cose antiche.

Non deve esistere alcun cedimento teorico al liberalismo, ma devono essere appresi i nuovi metodi dell'azione politica, da ricontestualizzare e ricondurre alla teoria generale. Dunque bisogna rovesciare la piramide, facendo tornare al vertice i "fini" e al di sotto i "mezzi": così sarà possibile rinnovare senza eliminare quanto di buono c'è nell' "antico". Nel XXI secolo sì, ma fieramente, coerentemente e conseguentemente di Sinistra.

Con questi presupposti, proponiamo un corso di marketing politico-elettorale, ridenominato, in virtù del procedimento prima descritto: Teoria e Tecnica della Propaganda.

Finanzia un corso di formazione politica

Domenica, 17 Giugno 2012 01:25 Scritto da

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Nel presente scritto si tenterà di distinguere tra due forme di comunicazione, una impositiva, l'altra partecipativa, per mettere in chiaro le dinamiche politiche che soggiaciono alla comunicazione di massa, alla sua efficacia, al suo attuale deterioramento, ad un suo possibile cambiamento, in relazione alla funzione di tutti quegli agenti collettivi e partitici, che agiscono in una sfera pubblica essenzialmente comunicativa.

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In memoria di un comunista perbene.

Lunedì, 31 Dicembre 2012 18:00 Scritto da

La storia della Sinistra italiana non si articola solo in scissioni multiple, tradimenti e trasformismi vergognosi come da qualche tempo certi piccoli dirigenti di Partito ci hanno abituato a credere. La grandezza del movimento operaio e socialista era dovuta al lavoro, spesso silenzioso, “di donne e uomini: contadine e contadini, lavoratrici e lavoratori, professionisti, studenti, disoccupate e disoccupati” (Retro Tessera dei Giovani Comunisti del 2002). Questa citazione la lessi quando mi avvicinai per la prima volta al Partito della Rifondazione Comunista, durante una riunione svoltasi il 15 novembre 2002 a casa di un vecchio compagno che qui mi preme ricordare a 5 anni della sua scomparsa: Nunzio Ebbreo.

Nel ringraziare Marcello Marani per l'egregio lavoro fatto con la prima parte ed augurargli una pronta guarigione, pubblichiamo alcune sue riflessioni sulla Parte Prima della Costituzione.

 

Giunti a questo punto, ogni persona semplicemente di buon senso sarebbe portata a chiedersi: come mai, possedendo la "Costituzione più bella del mondo" siamo ridotti in questo stato? E' forse il caso di cambiarla vista la quasi totale inefficienza dimostrata?

Ma un lettore attento degli articoli che abbiamo sinora commentato si potrà rendere conto che prima di tutto la Costituzione va difesa, salvaguardata, rispettata, divulgata ed applicata e solo poi, se necessario, si possono proporre alcune modifiche migliorative e non abrogative, che ne rafforzino la funzione sociale e di partecipazione e controllo democratico.

Perché, oggi come oggi, a mettere mano alla Costituzzione assieme a coloro che fanno capo ai guastatori (ovvero tutti coloro che si sono dichiarati disponibili a riformarla) sarebbe come affidare alle faine la difesa dei pollai e quindi non ne può venire altro se non una manomissione, un degrado o peggio una cancellazione.

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