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*la Sinistra del XXI secolo*

Pubblicato in Centro Studi

"Classe, partito, stato: il fondamento marxiano di una moderna teoria costituzionale", una proposta di relazione al Convegno di Studi "Karl Marx a 200 anni dalla nascita" In evidenza

Mercoledì, 03 Agosto 2016 00:29 Scritto da 
Per un nuovo partito del nuovo quarto stato. Per un nuovo partito del nuovo quarto stato.

Inoltrata una proposta di relazione dal titolo "Classe, partito, stato: il fondamento marxiano di una moderna teoria costituzionale" (A. Tedde) al Convegno di Studi "Karl Marx a 200 anni dalla nascita" che si terrà a Ragusa dal 10 al 12 maggio 2018.

La relazione è parte integrante dello sviluppo della linea di ricerca sul tema del partito lavorista e popolare, inaugurata nel 2016 con il contributo "Un partito lavorista e popolare per un socialismo costituzionale e repubblicano".

Nell'ottica di condivisione del nostro Centro Studi, è possibile leggere in anteprima la bozza della relazione, che viene periodicamente modificata ed aggiornata con riferimento all'avanzamento degli studi e delle ricerche sul tema. Come tutte le nostre ricerche, anch'essa è indipendente ed autofinanziata, ma è possibile contribuire al suo avanzamento con una donazione e con l'organizzazione di seminari di presentazione e approfondimento.

Informazioni aggiuntive

  • Titolo della ricerca: Classe, partito, stato: il fondamento marxiano di una moderna teoria costituzionale
  • Titolo della ricerca in inglese: Class, party, state: the Marxian foundation of a modern constitutional theory
  • Campo principale della ricerca: Teoria costituzionale
  • Descrizione sintetica in italiano: Verso la metà degli anni ‘70 del secolo scorso, giunge a compimento lo sforzo operato dal marxismo giuridico italiano per un pieno riconoscimento, sul piano del diritto, dell’agibilità e dell’adeguatezza dello schema marxiano struttura-sovrastruttura. La sconfitta che da lì a breve avrebbe interessato tale impostazione scientifica in conseguenza della più generale sconfitta del movimento operaio, ha impedito di svolgere compiutamente una ricerca che portasse a conseguenze tangibili sul piano della moderna teoria costituzionale. Il presente contributo vuole ricostruire l’incidenza che l’analisi marxiana del rapporto tra classe e partito ha avuto e continua ad avere sul problema del diritto e dello stato, in particolare nella ricerca di un fondamento marxiano ad una moderna teoria della costituzione. A partire da una ricostruzione dello sviluppo del nesso classe-partito nella ricerca e nell’azione di Karl Marx - dalle prime ipotesi di partito di avanguardia allo sviluppo verso la classe generale-partito -, si giungerà a definire alcuni lineamenti per un’introduzione del problema dello stato di classe operaia all’interno della moderna teoria costituzionale. L’ipotesi che sarà sottoposta a verifica è che il nesso classe-partito-stato presente in Marx sia suscettibile di essere valorizzato come paradigma estremamente attuale ai fini di una battaglia teorica all’interno di un ambiente scientifico ed accademico, quello della scienza del diritto, notoriamente ostile alle impostazioni non fondate sul formalismo giuridico, e di una prassi legislativa e costituente in un contesto costituzionale, quello repubblicano, assai peculiare nell’ambito delle democrazie sociali.

Un partito lavorista e popolare per un socialismo costituzionale repubblicano

(inviato in occasione di Cosmopolitica, Roma, 19-21 febbraio 2016, in qualità di Presidente di Sinistra XXI)

«La parola ‘sinistra’ è segnata dal marchio dell’insufficienza, condannata da un destino inscritto nella sua stessa etimologia latina: sinisteritas significa inettitudine, goffaggine». M. Cacciari, Il concetto di sinistra, Roma, 1981.

Il concetto di politico si sviluppa secondo l’opposizione amico-nemico, come delineato da Carl Schmitt e restituitoci da Mario Tronti, e ciò ci dice che una forza politica della sinistra non può nascere se non come opposizione a ciò che oggi è destra. Da tale premessa deriva un elenco di proposizioni valevoli come principi costitutivi della sinistra del XXI secolo:

  1. La primazia logico-temporale del lavoro sulla libertà, cioè del principio lavorista su quello liberale. Una concezione per la quale è il lavoro che emancipa l’uomo e che, pertanto, l’emancipazione dal lavoro, cioè la libertà assoluta dell’individuo, sia nient’altro che una conseguenza dell’emancipazione del Lavoro, cioè del soggetto collettivo di contraddizione al Capitale, come individuato da Karl Marx.

  2. Da ciò discende che il rivendicato potere popolare è quello di un popolo ben connotato e precisamente di quella frazione dell’insieme dei cittadini che lavora per rendersi libero e, così facendo, libera la società intera. È il popolo lavoratore, quello e nessun altro, il popolo per cui la sinistra rivendica il potere. Non è dunque un popolo indistinto e scevro dalla connotazione di classe, bensì è il popolo composto da tutti coloro i quali sono “soggetti del lavoro” in quanto “soggetti al lavoro” (secondo una delle tre condizioni servili che da esso discendono: di assenza, di precarietà, di obbligo). La loro liberazione individuale, non potendo avvenire attraverso il Capitale che non possiedono né in forma finanziaria, né reale, non può appunto che avverarsi per via del lavoro, il quale, dunque, costituisce il vero dominus delle loro vite, poiché è l’unico elemento che determina la loro libertà. In ultima analisi, la libertà del cittadino uti singulus è nient’altro che il potere di decidere del e sul proprio lavoro.

  3. Per decidere del lavoro, bisogna avere la meglio sull’altro polo della dicotomia e cioè sul Capitale: bisogna dunque decidere della politica economica e per fare questo, al minimo, bisogna conquistare lo Stato. Ma conquistare lo Stato, cioè governarlo, non basta: serve una prospettiva di rivoluzionamento generale. Perché il Lavoro (soggetto) comandi sul lavoro (oggetto), è necessario annientare ciò che si contrappone alla sua liberazione e cioè il secondo polo dicotomico: il Capitale. L’affermazione del potere del popolo lavoratore è l’annientamento del sistema in cui prospera il suo nemico. Il programma del governo lavorista e popolare dello Stato o è socialista, cioè opposto al capitalismo, oppure non può essere la coerente espressione del movimento popolare del lavoro.

  4. Il socialismo, come oggetto di una politica generale, non può negare il soggetto che lo pone, cioè il popolo lavoratore in quel determinato luogo ed in quella determinata fase storica: pertanto, il programma del popolo lavoratore, affinché esso sia sovrano della e sulla fase storica di governo dello Stato, deve essere coerente con le premesse della propria sovranità. Il socialismo del popolo lavoratore è conforme al nocciolo duro dei principi fondamentali della Costituzione che riconosce la sovranità al popolo del lavoro su cui si fonda la Repubblica democratica (cioè in cui governa il popolo), che è più dello Stato-apparato, è Stato-comunità, cioè è l’unione sovrana delle autonomie del popolo, non solo territoriali (come le Regioni) ma anche funzionali (come le comunità scolastiche e gli organi di autogoverno operaio)

La sinistra, oggi, affinché non rischi di diventare goffamente una destra deve essere tutto questo: un partito lavorista e popolare con un programma di fase orientato al governo democratico della Repubblica verso un Socialismo che esalti i fondamenti della sua Costituzione.

Ultima modifica il Giovedì, 29 Marzo 2018 22:56

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Alessandro Tedde

(Sassari, 1988). Avvocato e giurista, Presidente Nazionale di Sinistra XXI e componente della Direzione Nazionale di Sinistra Italiana.
Laurea con lode in diritto costituzionale all'Università di Sassari, diploma post-laurea in Studi e ricerche parlamentari all'Università di Firenze. Ho fondato la Rete degli Studenti Medi (2008) e Sinistra XXI (2012).
Mi occupo di ricerca sui seguenti temi del diritto pubblico: sovranità, globalizzazione, socialismo costituzionale, forme di stato-governo, partiti

Sito web: www.avvocatoalessandrotedde.it

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