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*la Sinistra del XXI secolo*

Pubblicato in Partito Lavorista

Un partito lavorista e popolare per un socialismo costituzionale repubblicano. In evidenza

Mercoledì, 03 Agosto 2016 00:29 Scritto da 
Per un nuovo partito del nuovo quarto stato. Per un nuovo partito del nuovo quarto stato.

«La parola ‘sinistra’ è segnata dal marchio dell’insufficienza, condannata da un destino inscritto nella sua stessa etimologia latina: sinisteritas significa inettitudine, goffaggine».

M. Cacciari, Il concetto di sinistra, Roma, 1981.

Il concetto di politico si sviluppa secondo l’opposizione amico-nemico, come delineato da Carl Schmitt e restituitoci da Mario Tronti, e ciò ci dice che una forza politica della sinistra non può nascere se non come opposizione a ciò che oggi è destra. Da tale premessa deriva un elenco di proposizioni valevoli come principi costitutivi della sinistra del XXI secolo:

  1. La primazia logico-temporale del lavoro sulla libertà, cioè del principio lavorista su quello liberale. Una concezione per la quale è il lavoro che emancipa l’uomo e che, pertanto, l’emancipazione dal lavoro, cioè la libertà assoluta dell’individuo, sia nient’altro che una conseguenza dell’emancipazione del Lavoro, cioè del soggetto collettivo di contraddizione al Capitale, come individuato da Karl Marx.

  2. Da ciò discende che il rivendicato potere popolare è quello di un popolo ben connotato e precisamente di quella frazione dell’insieme dei cittadini che lavora per rendersi libero e, così facendo, libera la società intera. È il popolo lavoratore, quello e nessun altro, il popolo per cui la sinistra rivendica il potere. Non è dunque un popolo indistinto e scevro dalla connotazione di classe, bensì è il popolo composto da tutti coloro i quali sono “soggetti del lavoro” in quanto “soggetti al lavoro” (secondo una delle tre condizioni servili che da esso discendono: di assenza, di precarietà, di obbligo). La loro liberazione individuale, non potendo avvenire attraverso il Capitale che non possiedono né in forma finanziaria, né reale, non può appunto che avverarsi per via del lavoro, il quale, dunque, costituisce il vero dominus delle loro vite, poiché è l’unico elemento che determina la loro libertà. In ultima analisi, la libertà del cittadino uti singulus è nient’altro che il potere di decidere del e sul proprio lavoro.

  3. Per decidere del lavoro, bisogna avere la meglio sull’altro polo della dicotomia e cioè sul Capitale: bisogna dunque decidere della politica economica e per fare questo, al minimo, bisogna conquistare lo Stato. Ma conquistare lo Stato, cioè governarlo, non basta: serve una prospettiva di rivoluzionamento generale. Perché il Lavoro (soggetto) comandi sul lavoro (oggetto), è necessario annientare ciò che si contrappone alla sua liberazione e cioè il secondo polo dicotomico: il Capitale. L’affermazione del potere del popolo lavoratore è l’annientamento del sistema in cui prospera il suo nemico. Il programma del governo lavorista e popolare dello Stato o è socialista, cioè opposto al capitalismo, oppure non può essere la coerente espressione del movimento popolare del lavoro.

  4. Il socialismo, come oggetto di una politica generale, non può negare il soggetto che lo pone, cioè il popolo lavoratore in quel determinato luogo ed in quella determinata fase storica: pertanto, il programma del popolo lavoratore, affinché esso sia sovrano della e sulla fase storica di governo dello Stato, deve essere coerente con le premesse della propria sovranità. Il socialismo del popolo lavoratore è conforme al nocciolo duro dei principi fondamentali della Costituzione che riconosce la sovranità al popolo del lavoro su cui si fonda la Repubblica democratica (cioè in cui governa il popolo), che è più dello Stato-apparato, è Stato-comunità, cioè è l’unione sovrana delle autonomie del popolo, non solo territoriali (come le Regioni) ma anche funzionali (come le comunità scolastiche e gli organi di autogoverno operaio)

La sinistra, oggi, affinché non rischi di diventare goffamente una destra deve essere tutto questo: un partito lavorista e popolare con un programma di fase orientato al governo democratico della Repubblica verso un Socialismo che esalti i fondamenti della sua Costituzione.

* Contributo inviato a Cosmopolitica (Roma, 19-21 febbraio 2016) in qualità di Presidente di Sinistra XXI.

Ultima modifica il Venerdì, 07 Ottobre 2016 18:24

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Alessandro Tedde

(Sassari, 1988). Avvocato e giurista, Presidente Nazionale di Sinistra XXI e componente della Direzione Nazionale di Sinistra Italiana.
Laurea con lode in diritto costituzionale all'Università di Sassari, diploma post-laurea in Studi e ricerche parlamentari all'Università di Firenze. Ho fondato la Rete degli Studenti Medi (2008) e Sinistra XXI (2012).
Mi occupo di ricerca sui seguenti temi del diritto pubblico: sovranità, globalizzazione, socialismo costituzionale, forme di stato-governo, partiti

Sito web: www.avvocatoalessandrotedde.it

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