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*la Sinistra del XXI secolo*

Pubblicato in Notizie

Meglio Tsipras che male accompagnati.

Mercoledì, 05 Marzo 2014 22:23 Scritto da  Alessandro Tedde, Antonino Martino

Purtroppo - è una riflessione che abbiamo avviato da tempo - non abbiamo creduto fin da subito nella possibilità che la sinistra si potesse unire attorno alla candidatura di Tsipras. Pensavamo che, sebbene vi fosse stato anche un nostro impegno diretto, le forze non sarebbero bastate per far cambiare linea ad un partito, SEL, che aveva deciso già nel titolo del suo congresso che "la via giusta" fosse l'adesione al PSE e l'appoggio al suo candidato Schulz. Nell'ottica di attendere che maturassero i processi interni ai congressi dei partiti (PRC, PDCI e appunto SEL) abbiamo tenuto da parte l'appello a sostegno di Tsipras che già nello scorso dicembre, quando la Sinistra Europea aveva investito Tsipras, avevamo elaborato: un appello fatto insieme ad altri soggetti sociali, in cui chiedevamo a tutta la sinistra italiana che crede in un progetto di "alternativa socialista" al passo coi tempi, di unificarsi attorno al leader greco. Mentre aspettavamo i tempi della politica (che sono anche i tempi dei militanti dei partiti per i quali nutriamo un profondo rispetto), un gruppo di intellettuali e professori, alcuni dei quali mai stati particolarmente legati alla Sinistra Europea, lanciava l'appello che ha dato vita all'odierna lista "Un'altra Europa con Tsipras".

I cosiddetti "garanti" che avrebbero dovuto svolgere una funzione maieutica nei confronti della lista hanno rappresentato e, secondo noi, rappresentano ancora uno dei motivi di possibile fallimento di questo progetto elettorale.

Innanzitutto colpisce la presenza di esponenti "liberali" quali Barbara Spinelli e Paolo Flores d'Arcais che negli anni, anche per il tramite e con il benestare del gruppo Espresso-Repubblica, hanno prodotto un'opera di indebolimento del Partito Comunista Italiano prima (Spinelli padre e Flores d'Arcais) e della sinistra radicale poi (sempre Flores: dapprima girotondino, poi grillino, poi civil-rivoluzionario). Era chiaro che, se già tra i garanti della lista figuravano esponenti liberali, il progetto di un'alternativa socialista europea non sarebbe più divenuto centrale nella costruzione della lista italiana.

Non stupisce, dunque, che si sia posto un "niet" sin dagli albori del progetto (prima del "referendum" online) sulla presenza della parola "sinistra" nel nome e nel simbolo, sebbene i primi sondaggi dessero una lista "sinistra unita per Tsipras" vicina all'8%. Ciò che fa specie è che tale divieto sia giunto da un gruppo di intellettuali, estranei alle lotte che hanno anche diviso ma comunque animato la sinistra radicale italiana, la cui legittimazione è avvenuta con la ratifica di Alexis Tsipras (uno dei pochi errori che gli imputiamo nella gestione della complicata situazione italiana).

A questo punto, tuttavia, la nostra partecipazione come Sinistra XXI alla costruzione della lista ancora non era venuta meno: sebbene con diversi punti interrogativi, la centralità della candidatura di Tsipras copriva gli errori fatti sino a quel punto. 

Il vero dilemma è iniziato ad emergere quando si è dovuto scegliere il metodo per la costruzione delle liste: sebbene l'appello chiedesse una lista di "cittadinanza", questa formula, assai vuota, non precludeva un intelligente mix tra quadri politici ed esponenti dei movimenti sociali. Per questo, insieme ad altri, abbiamo sostenuto a livello nazionale e nei comitati territoriali la necessità di coinvolgere la base "sociale", prima che elettorale, nella costruzione della lista. Neanche la temperata proposta di primarie territoriali sui candidati è passata: a Roma hanno deciso per un doppio binario, fatto da una quota di candidature nazionali (concertate tra partiti e intellettuali) ed una quota espressa da assemblee territoriali. Queste ultime, proprio per i tempi ristretti che poi lo stesso comitato nazionale non è riuscito a rispettare, se si sono svolte (ed è un SE tutto da verificare) hanno comunque visto una partecipazione non di massa, di sparuti compagni nei piccoli centri.

Da qui la proposta di candidature poco condivise e poco discusse e il terrore, nelle piccole regioni, di non riuscire a trovare dei nomi forti (perché l'obbiettivo è aiutare Tsipras, non affossarlo) e che rispondessero a tutti i criteri imposti dai professori: dieci anni senza incarichi di partito od elettivi (leggi: o giovani catapultati a fare i candidati al Parlamento Europeo senza passare manco per un'esperienza in consiglio comunale, o politici trombati nelle ultime due legislature), in rapporto coi movimenti (si, ma quali?), tendenzialmente giovani (come insegna Renzi), in stetto rapporto col territorio e tendenzialmente con molti voti.

Con questi caratteri, era chiaro che le liste sarebbero state riempite di personaggi esterni alla politica e, tendenzialmente, scollegati dal tessuto militante della sinistra: un ulteriore passo verso la "spoliticizzazione" del progetto radicale di Tsipras.

A ciò si aggiunga - è notizia delle ultime ore da verificare - quella che ai più è apparsa come una "conventio ad excludendum" nei confronti del Partito dei Comunisti Italiani, il quale non ha passato il filtro dei garanti nemmeno con uno dei propri nomi. Non conosciamo i retroscena ma è chiaro che, all'interno del gruppo direttivo della lista Tsipras, il genuino "marxismo-leninismo" di una grossa parte della dirigenza del PDCI (si pensi al gruppo de L'Ernesto), i suoi legami con i comunisti portoghesi, greci, russi, cinesi e le posizioni antimperialiste in politica estera, anche recenti, hanno sicuramente creato un grosso disagio in esponenti liberali quali Spinelli, Flores d'Arcais & co.

La lista delle candidature emersa stamattina ricorda vagamente Rivoluzione Civile e l'arcobalenismo che fu: Casarini, Dosio, Maltese, Spinelli, Ledda, Gallegati, Richetto, solo per citarne alcuni, rappresentano opzioni politiche e culturali così distanti da risultare difficile il solo pensarli seduti allo stesso tavolo, mentre è tutta da dimostrare la rappresentatività rispetto alle aree vaste in cui sono candidati (4-5 regioni per circoscrizione). Sul curriculum dei vari componenti della lista non ci esprimiamo, salvo dire che non garantiscono un chiaro ancoraggio del progetto politico all'alveo del GUE (il gruppo della sinistra comunista, marxista, socialista di sinistra ed ecomarxista dell'Unione Europea).

Per i motivi suddetti e per le modalità restrittive della condivisione sul territorio, abbiamo deciso di non accettare la candidatura che era stata proposta a chi scrive (sia a livello nazionale che da parte di singoli comitati territoriali) e che avrebbe visto Sinistra XXI impegnata direttamente in questa lista.

E' chiaro che per noi rimane prioritario un risultato "straordinario" del fronte europeo che sostiene Alexis Tsipras e, pertanto, agiremo a supporto di chi in Italia lo dovesse sostenere (ciò che, peraltro, potrebbe avvenire anche trasversalmente a varie liste, in quanto non esiste un'elezione diretta del presidente della commissione, bensì si eleggono gli europarlamentari che, non avendo vincolo di mandato, potrebbero decidere il nome che più ritengono opportuno, anche diversamente da quanto dichiarato prima delle elezioni. Insomma l'elezione per la lista Tsipras non è garanzia di voto a quest'ultimo e, viceversa, l'elezione in altra lista non impedisce di votare il leader di Syriza come presidente).

Ciò significa che, registrando un notevole passo indietro rispetto a quando la candidatura di Tsipras era sta lanciata, non possiamo esimerci dal presentare una piattaforma programmatica di Sinistra XXI, come già fatto per le scorse elezioni politiche e regionali, e chiederne la sottoscrizione ai singoli candidati. Ciò sebbene riteniamo che il programma generale di Tsipras sia assolutamente condivisibile, ben più di quello di Schulz: proprio per questo non possiamo esimerci dal supportarlo nella speranza che riesca a prodursi una maggioranza rosso-rosso-verde in Europarlamento, che blocchi la Merkel e i suoi accoliti.

Seguirà pertanto, nei prossimi giorni, la pubblicazione di una piattaforma, aperta al contributo di tutte e tutti, che faremo sottoscrivere pubblicamente ai vari candidati.

Alessandro Tedde, Presidente Nazionale di Sinistra XXI

Antonino Martino, Vice Presidente Nazionale di Sinistra XXI

Ultima modifica il Mercoledì, 05 Marzo 2014 23:51

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