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*la Sinistra del XXI secolo*

Per un piano della formazione

Mercoledì, 20 Giugno 2012 11:58 Scritto da

La formazione politica-culturale, quale attività pedagogica e di ricerca, è una priorità della nostra agenda, poiché la sinistra ha un profondo ritardo sul versante della politica dei quadri. Si tratta di avviare un lavoro di lunga lena che contribuisca alla (ri)costruzione di un nuovo pensiero politico della Sinistra del XXI secolo. Essa dovrebbe essere intesa come attività di ricerca finalizzata alla ricostruzione di una nuova teoria e di una nuova prassi; come attività pedagogica nel senso di una pedagogia di massa in grado di costruire una comunità politica portatrice di una cultura alternativa diffusa, per superare il praticismo quotidiano di militanti ed amministratori.

E' necessario definire un piano formativo che sia frutto di una logica unitaria, condivisa e partecipata, sulla base di un costituendo anagrafe dei formatori, senza precluderci possibilità di collaborazione esterne. Proponiamo un percorso collettivo e condiviso strutturato su tempi lunghi, attraverso momenti di approfondimento che verteranno sulle questioni nodali del nostro tempo, individuati attraverso strumenti come i questionari che rilevino scientificamente il fabbisogno formativo. Accanto a seminari e convegni, prevediamo momenti formativi che favoriscano la socializzazione e la condivisione delle esperienze (political forums e summer schools o altri momenti di formazione residenziale). 

E' in uscita l'edizione italiana del nuovo libro di Transform!: "L'Enigma dell'Europa", con contributi di Balibar, Corbyn, Varoufakis, Dardot, Laval, Gianni, Musacchio e altri.

E' anche presente un contributo dei compagni Mattia Gambilonghi e Alessandro Tedde.

Per prenotazioni, informazioni e presentazioni è possibile rivolgersi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Nel nuovo scenario uscito dall'esito del referendum del 4 dicembre ritengo che siano diversi gli elementi da tenere a mente e nel cuore per una Sinistra che vuole rifarsi ai principi del Socialismo: in primo luogo, la necessità di difendere e di applicare la Costituzione, ma anche il carattere sociale del voto del NO, per cui la straordinaria partecipazione al voto è stato un modo per i giovani e per la fasce più povere della popolazione italiana per manifestare i propri crescenti disagi.

E' uscito oggi il rapporto del Censis che certifica lo stato disastroso in cui si trova l'economia del nostro paese.

Il primo dato è che i genitori sono più poveri dei figli: gli under 35 sono più poveri rispetto ai loro coetanei del 2004 dell'8%. Rispetto poi ai loro genitori perdono il 15% di potere di acquisto.

Emerge poi il passaggio da un'economia del sommerso volta a sviluppare forme di piccola e media industria, come avveniva negli anni settanta e ottanta, ad un'economia del sommerso di difesa, fatta di elusione per il mantenimento di patrimoni ma senza investimenti economici.

Aumentano anche forme di sharing economy anche queste utilizzate per abbattere al minimo lo scambio di denaro, specie denaro rintracciabile. E' l'aumento del cash infatti, nelle forme di transazione, un altro dato che rileva il rapporto Censis. Sia nel patrimonio mobiliare, sia in quello immobiliare, si prova a fare diventare tutto fonte di reddito ( casolari, seconde e terze case, poderi agricoli utilizzati per eventi, bed and breakfast o scopi similari), per tutti questi servizi si chiede sempre più pagamento cash per non essere rintracciati dal fisco. Aumenta pure del 21% la percezione di povertà, al di là dei dati economici. Aumenta invece il potere di aquisto dei pensionati, un milione e centomila giovani under 40 vivono grazie al reddito da pensione dei loro genitori e nonni. Tutti dati ,questi che fotografano un paese ingessato, in cui non funziona più l'ascensore sociale, in cui il lavoro diventa sempre più assente e ,quando c'è, precario in cui aumentano paure ed insicurezze, voglia di cambiamento che non trova sbocchi e conservazione del patrimonio in chiave difensiva ed individualistica. Problemi si stagliano sia per la classe dirigente capitalista, che si trova ad affrontare una delle più pesanti recessioni economiche della storia ,sia per il nostro campo del lavoro che non trova una risposta unitaria e convincente per indicare al proprio referente sociale la via di uscita da questo stato di cose.

Debiti sovrani europei

Venerdì, 11 Novembre 2016 10:09 Scritto da

Uno studio internazionale dimostra la possibilità della semplificazione dei debiti sovrani europei detenuti dalle banche a causa della loro interconnettività, secondo il modello "Se A deve a B che deve a C che deve ad A": è una buona traccia per lo studio di un'alternativa alla gestione schizofrenica del problema dei debiti sovrani, senza dover cedere ad ipotesi inutilmente radicali che non tengono conto delle ripercussioni sull'economia reale (siano esse liberiste o no).

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Giovani e formazione

Venerdì, 11 Novembre 2016 10:05 Scritto da

A sinistra è presente un notevole deficit di formazione politica e culturare dei quadri, in particolare giovani, dovuta all'abbandono della pratica delle scuole di formazione. Siamo tendenzialmente contrari alla costruzione di classiche organizzazioni giovanili di partito, proprio per la ridotta integrazione dei giovani negli organismi dirigenti di partito. Ciò consente la riproduzione coatta di quelle dirigenze e burocrazie interne che basano le scelte strategiche sull'assenza di condivisione con la base militante. E' opinione da noi condivisa l'esistenza di un vero e proprio tappo generazionale che spesso si cela sotto una fumosa retorica tutta "giovani e precarietà" e su di un'analisi superficiale della condizione giovanile.

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Da Washington giungono ogni settimana echi di guerra, spero diretti verso la polveriera mediorientale.

Ribadita con forza la contrarietà ad ogni guerra, nonché ad ogni azione di governi stranieri che minacci l’autodeterminazione di un popolo, rimane però la confusione della sinistra su come comportarsi in politica estera, dove è necessario conoscere la composizione delle sinistre dei vari Paesi e le proprie  posizioni, cercando di affiancare quelle che in politica interna esprimano una vicinanza ad un progetto generale da noi condiviso.

In generale, è necessario diffidare da quei regimi che bandiscono le organizzazioni del movimento operaio.

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