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*la Sinistra del XXI secolo*

Attualmente non esiste un compendio scientifico che analizzi la crisi di impresa secondo una prospettiva labor-oriented, cioè secondo il punto di vista dei lavoratori coinvolti nella crisi.

Come Sinistra XXI, in un'ottica di ricerca-azione partecipativa e di conricerca sui luoghi di lavoro, sarebbe auspicabile affrontare la tematica, tanto sul piano teorico quanto su quello pratico. Ritengo che questo filone potrebbe consentirci un interessante intervento, non meramente solidaristico, all'interno dei luoghi di lavoro e specialmente del lavoro produttivo.

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La guerra scatenata dal capitale - caduta dei redditi da lavoro (salari, stipendi, pensioni); tagli al welfare; aumento dei prezzi; pressione fiscale; esplosione dei debiti pubblici provocata dalla socializzazione delle perdite private (salvataggio di banche d'affari e imprese decotte); disoccupazione; licenziamenti facili - per affermare il suo dominio sul lavoro può essere affrontata da una forza internazionale che agisca su un piano globale.

Le classi lavoratrici, con un vistoso processo di proletarizzazione del ceto medio, subiscono un gigantesco processo di redistribuzione (verso l'alto) della ricchezza (e del potere politico) in linea col trentennio neoliberista: questa è una guerra. La crisi è una guerra contro chi non è in condizione di difendersi e perde reddito e lavoro,  una «guerra sociale scatenata dai super-ricchi che pretendono di essere esentati dal contratto sociale» (Paul Krugman).

La guerra sociale si traduce in milioni di disoccupati e di nuovi poveri, un esercito che si moltiplica per garantire benefici all'oligarchia autoctona e globale. «Guerra», si badi, non è una metafora. Si tratta di una guerra di nuovo tipo, senza visibile spargimento di sangue. Si tratta della prima guerra capitalista in senso proprio, se è vero che il capitale aspira a comandare ricorrendo alla pura coazione economica. Il suo sogno è governare per mezzo del solo mercato.

Ma perché è finalmente possibile questa nuova guerra, veramente fredda? Perché esistono finalmente le condizioni sistemiche per combatterla: la possibilità di delocalizzare ovunque le produzioni alla ricerca di condizioni più favorevoli per il capitale industriale; e la possibilità di spostare in tempo reale masse gigantesche di capitale finanziario, decidendo dei tassi d'interesse e di rendimento su tutti i mercati.

Oggi il pianeta è unificato sotto il dominio del capitale. Questo non significa che non sussistano, al tempo stesso, fattori di crisi strutturale. La guerra contro i corpi sociali consegue alla caduta del saggio di profitto e a sua volta la riproduce, radicalizzandola. Ma finché la sovranità sarà esercitata dal capitale, ci troveremo a vivere in quest'incubo.

La crisi è una guerra che il capitale scatena per consolidare il proprio dominio sui popoli e in particolare sul lavoro vivo. Per combatterla sulla trincea contrapposta è necessario, come dalla metà dell'Ottocento, creare un contropotere altrettanto globale, seguendo l'intuizione che il movimento operaio ebbe allora, quando diede vita alla prima Internazionale.

Mentre la concorrenza tra i capitali ne favorisce la centralizzazione, quella, eteronoma, tra i diversi segmenti della classe operaia ostacola l'unità del lavoro. Tuttavia la sinistra anticapitalista deve investire ogni sforzo per costruire la propria unità politica sul piano transnazionale, a cominciare dal livello europeo e, qui, dai paesi più esposti agli attacchi del potere finanziario.

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A differenza dei partiti, il movimento politico Sinistra XXI attua una tattica "guerrigliera" nei confronti degli attori politici, promuovendo il coordinamento dei propri aderenti all'interno delle organizzazioni di massa a cui aderiscono e tra le organizzazioni attraverso piattaforme apposite, come storicamente fatto dai partiti operai.

Ultima modifica il Lunedì, 26 Febbraio 2018 16:57

blog.sinistra21.it è il nostro contributo alla creazione di un polo mediatico della sinistra del XXI secolo, progetto che portiamo avanti da tempo.

I blog sono gratuiti per tutti coloro che si registrano al sito e facili da usare (possono essere aggiornati anche via email) e sono aperti a tutti i militanti e gli elettori di sinistra, senza distinzioni di sorta.

Cosa caratterizzava lo stile di direzione politica gramsciano1? La capacità di ascoltare. E' dunque opportuno ascoltare i dubbi e le sollecitazioni che arrivano dalle compagne e dai compagni e provare, per quanto possibile, a darvi risposta.

E' possibile fuoriuscire dalla crisi della sovranità in via non extra-legale?

Lo squilibrio tra libertà ed uguaglianza è una costante della storia delle costituzioni, ma negli ultimi tempi lo sbilanciamento a favore del primo termine è stato ancor più accentuato dalla fuga della componente economica dei diritti liberali dal controllo democratico del circuito politico – rappresentativo.

Oggi, l’intero sistema democratico nazionale è costretto a muoversi entro compatibilità economiche e giuridiche esterne a quel circuito e lontane dal conflitto sociale, che restringono i margini delle politiche di redistribuzione e garantiscono alla proprietà di sottrarsi dal perimetro della sovranità nazionale.

Una compagna pone un interrogativo sul transpartitismo, un principio fondativo di Sinistra XXI: perché, in alcune fasi, nella tattica transpartitica di Sinistra XXI sembra essere privilegiata l'iniziativa nei confronti di una specifica componente della sinistra? Approfitto della circostanza per rimettere in ordine alcuni assi portanti della nostra azione.

Per rispondere ai dubbi della compagna, non cambia nulla rispetto a quanto storicamente Sinistra XXI ha sempre fatto: l'unica differenza è che in questi giorni/settimane si sta appunto combattendo la battaglia per la conquista di una casamatta (con il congresso di SI dal 17 al 19 febbraio), che non sarà risolutiva per vincere la lotta complessiva, ma il cui controllo può aprire nuovi spazi e spiragli per l'avanzamento della nostra strategia.

Entro febbraio il congresso di SI finirà e ad aprile, peraltro, si aprirà un'altra lotta: quella del congresso di Rifondazione comunista, dove le compagne e i compagni di Sinistra XXI impegnati in questa organizzazione saranno appoggiati e sostenuti, così come viceversa è successo in questi giorni con chi aderisce a SI.

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