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Sinistra XXI - www.sinistra21.it

Alessandro Tedde

Alessandro Tedde

(Sassari, 1988). Avvocato e giurista, presidente di Sinistra XXI, in passato ha militato in alcune formazioni politiche della sinistra, anche assumendo ruoli dirigenziali. Nel 2008 è stato uno dei fondatori dell'allora più grande sindacato studentesco d'Italia, la Rete degli Studenti Medi.

Laureato con lode all'Università di Sassari con una tesi in diritto costituzionale sul principio di sovranità popolare, ha conseguito un diploma in Studi e ricerche parlamentari all'Università di Firenze e attualmente è dottorando di ricerca in Diritto dell'Unione europea e ordinamenti nazionali presso l'Università di Ferrara.

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Il porcellum incostituzionale.

La Corte Costituzionale ha con la sentenza n1/2014, dichiarato in via incidentale la incostituzionalità della legge n 270/2005 nella parte relativa al meccanismo di attribuzione del premio di maggioranza perché non prevede una "ragionevole soglia minima" e quindi un'alterazione del sistema democratico.

Quanto alla parte della legge dichiarata incostituzionale (il Porcellum) relativa alla lista bloccata, il Giudice delle leggi ha affermato che "le disposizioni censurate, nello stabilire che il voto espresso dall'elettore, destinato a determinare per intero la composizione della Camera o del Senato, è un voto per la scelta della lista, escludono ogni facoltà dell'elettore di incidere sull'elezione dei propri rappresentanti, la quale dipende, oltre che, ovviamente, dal numero dei seggi ottenuti dalla lista di appartenenza, dall'ordine di presentazione dei candidati nella stessa, ordine di presentazione che è
sostanzialmente deciso dai partiti.

L'Italicum anticostituzionale.

Il Governo Renzi (in accordo con il centrodestra ) ha recentemente approvato un testo di legge che introduce per la coalizione una soglia del 37% che consentirebbe l'elezione del 55% dei parlamentari con il premio di maggioranza con un limite di rappresentanza fissato nella misura del 4,5% per i partiti della coalizione e dell'8% alla Camera per le forze politiche che si presentano autonomamente dalle coalizioni.

Inoltre , si prevedono collegi elettorali con mini liste bloccate scelte anch'esse dalle segreterie dei partiti.

A ciò si aggiunge che il Parlamento italiano (eletto con legge elettorale dichiarata incostituzionale) si appresta a varare sostanziali modifiche costituzionali (dopo aver costituzionalizzato l'obbligo del
pareggio di bilancio con la modifica dell'art.81 della Cost) superando il bicameralismo perfetto e rafforzando i poteri del Presidente del Consiglio.

Dalla padella alla brace: la soluzione renziana introduce, anche per via delle modifiche di rango costituzionale, un peggioramento del quadro generale attraverso cui si esprime il principio costituzionale della rappresentanza.

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Venerdì, 09 Maggio 2014 11:26

5 euro per una tonnellata di CO2.

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Il mercato delle emissioni era la grande speranza degli economisti ambientali della fine del XX secolo per ridurre il livello di emissioni. 

Come funziona l'Emission Trading Scheme in piedi dal 2005 per opera della Commissione Europea.

La produzione di CO2 e quindi di inquinamento genera un'esternalità negativa, che non è altro che un modo sofisticato per chiamare le conseguenze (in questo caso appunto negative) di un'azione economica sul benessere di altri soggetti. Questa esternalità negativa genera a sua volta un costo sociale.

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Venerdì, 09 Maggio 2014 11:11

Clima: milioni di profughi nei prossimi anni.

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5 Giugno: Giornata internazionale dell'ambiente, ma la situazione è disastrosa.

Il quinto rapporto sul clima dell'Ipcc ci consegna una previsione agghiacciante: gli scienziati dell'Ipcc, che dal 1988 studiano per l'Onu il riscaldamento globale del pianeta, ci dicono che dovremo convivere con nubifragi, alluvioni, un'atmosfera immersa in un aerosol di gas e polveri velenose, mari gonfi d'acqua ed energia.

In Europa avremo ghiacciai alpini definitivamente sciolti, deserti che avanzano, città costiere inghiottite dal mare, migliaia di animali estinti. 

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SYRIZA: l'unità d'azione tra rivoluzionari e riformisti contro la Globalizzazione.

Syriza nasce come una sorta di unità d'azione tra rivoluzionari e riformisti contro la globalizzazione, una coalizione elettorale nata attorno al Synaspismos che gli consentisse di scavalcare la soglia elettorale nel 2004, applicando la tattica del fronte unito.

In dieci anni ha attraversato diverse fasi nel corso delle lotte contro la modifica della Costituzione, delle rivolte del 2008 quand'è scoppiata la crisi economica. Più di 30 scioperi generali, negli ultimi quattro-cinque anni, occupazioni di case, movimenti di autoriduzione delle tasse ingiuste e contro la liberalizzazione dei trasporti pubblici.

Ci sono state anche rotture come quando nel 2010 un pezzo del gruppo dirigente ha voluto tentare un'alleanza col Pasok.In Grecia, la sinistra, divisa tra Syriza, Kke e Antarsya ha un cumulo di voti del 33% e i sondaggi delle prossime amministrative danno la ex coalizione divenuta partito della sinistra radicale testa a testa con la destra di Nuova democrazia. Nel paese l'estrema sinistra conta ben 45 organizzazioni.

Le lotte di questi anni sono riuscite a rovesciare due governi senza però riportare nessuna vittoria fondamentale. Tuttavia la classe lavoratrice ha scelto Syriza per la sua visibilità nei movimenti sociali penalizzando il contegno settario del Kke mentre era il tempo dell'unità d'azione. E Syriza ha resistito alle pressioni per entrare in un esecutivo di salvezza nazionale.

All'ultima sua conferenza nazionale Syriza ha potuto contare 35mila aderenti. Tre anni prima erano 12mila.

All'interno di Syriza esiste una tendenza ad abbracciare la socialdemocrazia ma la Piattaforma di sinistra (Sinistra del Synaspismos, Kokkino, Dea ecc...) raccoglie il 30% del corpo militante. La piattaforma di Syriza appare come un programma transitorio che una parte del gruppo dirigente tende a interpretare in modo elastico ma se Syriza non lo rispetterà la sinistra verrà spianata.

Syriza è decisamente contraria a ogni ipotesi di di protezionismo economico e di ritorno alla moneta nazionale, non cerca di fornire al capitale greco una via per uscire dalla crisi anzi il suo dominio non deve più essere assunto come inevitabile. Il governo di sinistra dovrà servire all'emancipazione dei lavoratori e puntare all'effetto domino in Europa.

La Francia dell'austerità.

L'austerità, in Francia, si chiama "patto di responsabilità": fine del salario sociale, del salario minimo (Smic), del welfare con la collaborazione di classe tra centrali sindacali e Medef (la confindustria francese). A sinistra dominano la divisione nel Front de gauche, il settarismo di Lutte Ouvriere e la debolezza del Noveau parti anticapitaliste. Sarà difficile che passi l'appello di Npa per liste comuni. Intanto l'Europa si conferma come fattore di crisi, un mercato europeo senza capitale europeo e una moneta non fa uno stato. Non c'è armonizzazione, il sistema complesso su cui è stata costruita l'Europa non permette di andare in una stessa direzione. E' questo l'anello debole e dentro questo quadro la trappola del debito serve a ricostruire il capitale finanziario liquidando le conquiste sociali, innescando la recessione, liberalizzando i servizi facendo pagare la crisi ai lavoratori. Da qui proviene il rifiuto profondo dell'Ue e l'arrivo del Fn in testa ai sondaggi. Ma non si può ritornare allo stato nazionale perché comporterebbe nuove competizioni tra le classi subalterne dei vari paesi, incoraggerebbe i nazionalismi in un' "union sacrée" interclassista contro il resto del mondo.

Per questo nemmeno l'Npa sposa l'ipotesi No euro che, in questo contesto, non sarebbe un'uscita dal capitalismo. C'è bisogno di uno spazio europeo per la redistribuzione, di un'Europa dei popoli e della solidarietà, di un programma di urgenza sociale per uno Smic europeo, per il superamento della disparità nel potere d'acquisto, per l'armonizzazione dei sistemi fiscali, lo stop ai licenziamenti e un piano di impiego massiccio, la difesa dei servizi pubblici, il monopolio pubblico bancario a servizio di progetti utili, la pianificazione economica e la transizione ecologica. E non ci sarà democrazia senza diritti, per i sans papier contro l'Europa fortezza, per le donne, contro la guerra: serve anche un programma di urgenza democratica e, più in prospettiva, un processo costituente che coinvolga i popoli per un'Europa ecosocialista.

Le maree spagnole.

Nello stato spagnolo la svolta di Zapatero in favore delle banche private, con la riduzione dei salari pubblici, l'estensione dell'età pensionabile e le privatizzazioni, ha inaugurato una serie di politiche riprese e accentuate dal suo successore del Partito popolare: il licenziamento di 80mila insegnanti, ad esempio, nuove tasse sulla sanità, l'aumento dell'Iva, La Troika, anche in Spagna, ha imposto la distruzione dei contratti collettivi e Coll restituisce un paesaggio sociale spagnolo fatto di miseria, disoccupazione, disuguaglianze ed emigrazione, anche nella forma della "fuga dei cervelli". Per la prima volta, inoltre, l'opposizione non recupera terreno nei sondaggi pre-elettorali dopo l'introduzione da parte del Psoe del pareggio di bilancio in costituzione, dopo l'indulto al boss della Santander, la più importante banca del paese che è costato la sospensione del giudice Garzon accusato di corruzione. Una situazione sociale dentro cui matura anche una crisi della screditata monarchia e si riaffaccia il rischio di un'operazione di restaurazione da parte della destra repubblicana.

Ma lo stato spagnolo registra anche una politicizzazione di massa e un protagonismo giovanile che non s'erano mai visti. Il 15M, il movimento degli indignados è l'avvenimento più importante dalla fine del franchismo. Dopo il 15M sono seguite le "maree", quelle bianche della sanità, azzurre della scuola, rosse dei lavoratori della cultura e i movimenti per la casa e contro i tagli.

Il Psoe è in piena crisi, Izquierda Unida ha difficoltà dopo l'ingresso nei governi in Andalusia e nelle Asturie. Izquierda Anticapitalista è uscita da Iu nel 2008 e contare solo su 600 militanti dentro Podemos, scaturita dal 15M.

La svolta europea è nell'unità delle lotte, nel loro coordinamento, nella loro organizzazione senza dover ricominciare sempre da zero, a partire dalla costruzione di piattaforme comuni.

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Avanzerà il nazionalismo aggressivo di estrema destra, razzista e religioso?

814 milioni di elettrici ed elettori sono chiamati alle urne: il voto è cominciato il 7 aprile e si conclude in questi giorni.

Sono pochi i partiti che sono radicati in tutto il paese e le formazioni regionali si moltiplicano. Per formare una maggioranza di governo occorrono alleanze a geometria variabile.

Il Partito del congresso, erede dell'indipendenza del 1947, tornato al potere nel 2004 è fortemente discreditato. La dinastia familiare che guida questa formazione, Gandi, non ha la forza necessaria per raddrizzare la situazione.  Il regime è allo stremo, minato dalla corruzione, e la società indiana subisce i contraccolpi delle politiche neoliberiste attuate dai successivi governi.

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Il 7 maggio si sono tenute le elezioni generali in Sudafrica. L'ANC (African National Congress) non esce illeso dallo scrutinio.

La situazione economica e sociale del paese è negativa e il partito al potere deve affrontare una serie di rotture politiche significative.Il paese mostra un tasso di crescita molto modesto del 1,9% nel 2013 dopo il 2,5% dell'anno precedente. La Nigeria, che non è inserita tra i BRICS, ad esempio possiede un PIL molto superiore.

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Si è concluso il Congresso nazionale della CGIL, la più grande organizzazione di massa in Italia con 5 milioni e 700mila aderenti, sebbene la metà siano pensionati e rimane ancora un punto di riferimento e di speranza per milioni di lavoratrici e lavoratori.

Con più di tre milioni di disoccupati, altri tre milioni di persone che hanno rinunciato a cercare il lavoro, mezzo milione di cassa integrati, il lavoro precario, lo sfruttamento, i ricatti padronali, i salari inadeguati, l'età pensionabile a (quasi) 70 anni, i giovani senza futuro.

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Venerdì, 09 Maggio 2014 09:26

India: è unità dei comunisti!

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India: è unità dei comunisti (maoisti)!

Lo scorso 1° maggio, Ganapathy, segretario generale del Partito Comunista dell'India (Maoista) e Ajith, segretario del Partito Comunista dell'India (M-L) Naxalbari hanno in una dichiarazione congiunta annunciato la fusione dei due partiti in un unico partito, il Partito Comunista dell'India (Maoista) - CPI (Maoist).

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In questa analisi del voto dimostrammo come il progetto "Sinistra Sarda", se non fosse stato piegato a derive elettoralistiche e politiciste, avrebbe potuto essere, in prospettiva, egemonico non solo nel campo della sinistra e del progressismo, ma addirittura sull'intero elettorato sardo.

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