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Sinistra XXI - www.sinistra21.it

Piccola premessa

Questo scritto amplia l’analisi sul voto in Sardegna che mi è stata richiesta dai compagni di Transform!Italia per il sito della loro fondazione. Poiché tanto, forse tutto, è stato già detto, ho deciso di dedicare parte dello spazio ad un’analisi del pre e del post voto e di condividerla, aggiornata, con i compagni del Manifesto Sardo.

Prima di iniziare, voglio chiarire che nelle mie considerazioni non trovano spazio sentimenti quali il rancore o la rassegnazione, piuttosto la volontà di sentirmi libero di esprimere un’opinione senza remore e di farlo con un certo realismo politico. Chi vorrà, argomentando, potrà smentirmi e contraddirmi: sappia, fin da ora, che io gliene sarò anzi grato.

Le mie perplessità sul percorso sardo de "L'Altra Europa con Tsipras".

1)Ambiguità del regionale di SEL.

SEL Sardegna non ha ancora chiarito la propria posizione: è' interna o esterna a questo percorso?

A livello nazionale SEL è, a pieno diritto, uno dei soggetti promotori e i suoi referenti sardi, non essendo usciti dal partito, dovrebbero avallare il percorso locale de L'Altra Europa. Tuttavia, già la prima assemblea regionale non ha visto la partecipazione della segreteria regionale, né dei consiglieri regionali, in quanto non ne riconoscevano la legittimità. Dai nomi del nominato coordinamento, pare che permanga la situazione di "stallo".

Lunedì, 10 Ottobre 2016 11:42

Repubblica delle autonomie

All'interno della sinistra italiana è in auge la tendenza a ricondurre il dibattito politico e culturale italiano a ciò che avviene nella Capitale: sul piano politico, abbiamo visto la nascita di formazioni politiche a partire dai gruppi parlamentari, come nello Stato liberale, anziché dalle masse sul territorio.

Far coincidere l'idea di una "sinistra italiana" con quella di una "sinistra romanocentrica" è una lettura fuorviante - regressiva rispetto alla nostra Costituzione - che svilisce il concetto di "sovranità popolare repubblicana" sancito dalle importanti sentenze del 2002, nn. 106 e 306, della Corte Costituzionale (rel. Carlo Mezzanotte).

La proposta di fare  della Sardegna un centro di documentazione sul tema delle lotte popolari e di trasformazione, a partire dall'esperienza di tre sardi dirigenti del movimento operaio nazionale ed internazionale (Gramsci, Lussu, Berlinguer) fu una delle proposte della Sinistra Sarda nel 2013 (al tempo già impegnata in una lista unitaria dal medesimo nome, insieme al Partito della Rifondazione Comunista e al Partito dei Comunisti Italiani)

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