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Sinistra XXI - www.sinistra21.it

Una forza di classe punta a organizzare la classe

Il Partito del Lavoro è una massa critica organizzata al fine dello scontro con il capitale, che struttura propri nodi in tutti i luoghi della produzione, della riproduzione e del conflitto. Esso tiene conto della profonda eterogeneità delle forze politiche e sociali che fanno riferimento alla classe lavoratrice, sviluppa una dialettica tra riformismo classista antiliberista e forze anticapitaliste e comuniste, garantisce autonomia a intellettuali organici alla classe e a forze autorganizzate dai cittadini.

Il Partito del Lavoro può così contare su di un nucleo di anticapitalisti che ricostruiscono una teoria generale di transizione al socialismo, fondata sull'analisi marxista e sul pensiero gramsciano, mentre nella società viene a radicarsi come maggioritaria l'idea di una possibile alternativa di governo, grazie al patto di azione tra forze a spinta rivoluzionaria e forze a spinta riformista. Tutto ciò grazie a un comune programma di fase, per il quale nessuna forza che abbia un ruolo egemonico soffochi l'iniziativa della restante parte della coalizione di partiti e movimenti: l'adesione ai partiti europei è un patrimonio delle forze della coalizione e non della coalizione tout court.

Il programma di fase conduce a promuovere un'alleanza programmatica del lavoro con il sindacato di classe, dunque non equidistante dal capitale, e solo al fine del contrasto delle destre eversive può concedere una desistenza elettorale a forze democratico-costituzionali. In questo modo, la sinistra di classe smette di apparire votata alla minoritarietà e alla testimonianza perché mostra di lottare per divenire maggioritaria.

Contro questa prospettiva muovono opposte tendenze aggregative: 1) la nascita e l'egemonia sulla sinistra di un partito neosocialdemocratico, agganciato al socialismo europeo come ipotesi di governance democratica della globalizzazione capitalistica e refrattario al socialismo come alternativa di società; 2) il partitone/cartello elettorale “a sinistra del PD”; 3) la chiusura in una prospettiva neocomunista di sola matrice marxista-leninista oppure togliattiana, refrattaria ad alleanze antisistemiche; 4) la costruzione di un soggetto politico alternativo (apparentemente molto aperto) che rappresenti la radicalità dei movimenti sociali, ma votato all'opposizione minoritaria e all'autoreferenzialità.

Il #Partito del #Lavoro si costituisce politicamente come opposizione sociale al Partito del #Capitale

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