Accedi - Registrati

Alessandro Tedde

Alessandro Tedde

(Sassari, 1988). Avvocato e giurista, presidente di Sinistra XXI, in passato ha militato in alcune formazioni politiche della sinistra, anche assumendo ruoli dirigenziali. Nel 2008 è stato uno dei fondatori dell'allora più grande sindacato studentesco d'Italia, la Rete degli Studenti Medi.

Laureato con lode all'Università di Sassari con una tesi in diritto costituzionale sul principio di sovranità popolare, ha conseguito un diploma in Studi e ricerche parlamentari all'Università di Firenze e attualmente è dottorando di ricerca in Diritto dell'Unione europea e ordinamenti nazionali presso l'Università di Ferrara.

Social Network

PLG_K2_UEF_SOCIAL_FACEBOOK PLG_K2_UEF_SOCIAL_LINKEDIN PLG_K2_UEF_SOCIAL_TWITTER PLG_K2_UEF_SOCIAL_YOUTUBE

Nelle conclusioni dell'ultima direzione nazionale, Nichi Vendola ha esplicitato ciò che in via informale si dice da tempo: SEL chiederà l'adesione al PSE, il Partito del Socialismo Europeo, a cui aderisce il PSI ma non il PD.

Le reazioni - a sinistra e specie tra i vecchi compagni di strada - sono state tendenzialmente negative, come se non fosse ancora chiara la mutazione in atto da tempo in una parte della sinistra che aveva fondato Rifondazione Comunista nel 1991 (il cui inizio è per noi nell'abbandono del leninismo da parte di Bertinotti nei primi anni '2000 anziché nella scissione vendoliana del 2008).

Letto 1763 volte
Vota questo articolo
Martedì, 12 Marzo 2013 09:22

Appello

Per una "riCostituente sociale" del lavoro e della sinistra del XXI secolo.

Queste elezioni ci consegnano l'ennesima sconfitta dei partiti e dei movimenti espressione del movimento dei lavoratori. Pur con livelli diversi, tutte le forze che hanno radici nella storia del socialismo perdono, ovvero non raggiungono i loro obiettivi. Le destre si rafforzano ed emergono nuovi populismi "oltristi", che rinnegano il conflitto capitale-lavoro ed assumono la crisi "morale" anziché la crisi economica come centrale per l'analisi e l'intepretazione della fase.

Letto 345 volte
Vota questo articolo

Versione completa dell'articolo pubblicato da La Nuova Sardegna il 03.03.2013.

La prima lezione che può fornire questa tornata elettorale riguarda Grillo e il suo movimento.

Il movimento 5 stelle è un partito (su questo eviterei di cadere nella retorica dello stesso Grillo sull'essere un “non-partito”) che - è chiaro dagli scritti e dai comportamenti dei suoi responsabili e attivisti - non possiede una teoria generale della società, dunque non detiene quelle caratteristiche minime che sono necessarie per governare uno Stato nazionale dentro un sistema economico e politico internazionale.

Letto 783 volte
Vota questo articolo
Lunedì, 25 Febbraio 2013 11:06

Poche e scarne note sul Movimento 5 stelle.

in Blog

 

Poche scarne note utili per iniziare un'analisi di Grillo e del suo movimento.

  • Il movimento 5 stelle è un partito che - è chiaro dagli scritti e dai comportamenti dei suoi responsabili - non possiede una teoria generale della società, dunque non possiede le caratteristiche minime che sono necessarie per governare uno Stato nazionale dentro un sistema economico e politico internazionale.
  • L'unico documento generale che esista è il suo programma, che è buono per amministrare al massimo un condominio o un quartiere (invito a leggere direttamente per rendersi conto).
  • Nella maggior parte delle discussioni con i suoi elettori, quasi sempre rintracciabili su internet e nei social network, di fronte a persone non convinte di un qualsivoglia aspetto del movimento, le risposte non sono puntualmente dirette a rendere fallaci le obiezioni, ma a distruggere l'interlocutore. L'elettore 5 stelle utilizza puntualmente risposte come "non sai", "non conosci", "non hai capito".
  • La sicumera dell'elettore è pari a quella di chi ritiene di conoscere, da prima della discussione, gli studi e gli interessi del suo interlocutore - il più delle volte uno sconosciuto incrociato su Facebook - perché tende all'identificazione di se stesso nell'altro. Come "io non sapevo", "io non conoscevo", "io non capivo" prima di votare 5 stelle, ora è il mio interlocutore non grillino a trovarsi in quella situazione. Questo è uno degli aspetto sociologici più interessanti da indagare, in quanto - ritengo - denota una modifica dei meccanismi cognitivi, della capacità di lettura del reale sociale e dell'influenza che i nuovi media che scoraggiano la conoscenza approfondita (tv, internet e i social network in particolare) hanno sulle persone.
  • L'approccio precedentemente descritto è identificabile nell'assunto "le mie idee coincidono con la Verità". Questo è l'atteggiamento tipico dei fedeli fondamentalisti e/o integralisti di una religione rivelata (le quali richiedono di credere ai dogmi, che sono veri senza necessità di alcuna spiegazione razionale) o dei seguaci dei pensieri unici totalizzanti, i quali al momento della presa del potere trasformano gli stati in totalitari, facendo della loro "verità" l'unica verità. De facto è il processo che conduce alla formazione delle dittature. 

Come prima conclusione, mi sento di affermare che, se anche il 5 stelle avesse un programma capace di risolvere i problemi dell'Italia, è la sua configurazione sociale, politica e - azzarderei - antropologica a renderlo una scelta sconsigliabile, anzi da evitare con forza. Almeno finché rimanga possibile esercitare una libera scelta politica.

Letto 530 volte
Vota questo articolo
Venerdì, 22 Febbraio 2013 10:28

ANALISI ELEZIONI

Come salvare la sinistra.

Domenica e lunedì si darà il via ad un cambio epocale: per la prima volta si sfideranno diverse coalizioni di destra contro una sinistra divisa e frammentata. Le elezioni vanno lette all'interno di uno schema bipolare, quale è quello che presiede alla contraddizione primaria tra Capitale e Lavoro

I fattori entro cui sono stati misurati sono:

  1. Contraddizione Capitale - Lavoro : Prevalenza delll'uno o dell'altro come riferimento sociale-politico;
  2. Gestione della Crisi: Preponderanza delle ragioni dello Stato (Politica) su quelle del Mercato (Economia);
  3. Forma di stato di riferimento: Democrazia Sociale - Democrazia Liberale (la prima rappresenta la forma di stato emersa con la Costituzione, la seconda quella antecedente l'avvento del fascismo)

I competitori più credibili sono (Verranno indicati secondo i nomi dei loro CAPI.):

  • CAPITALE LAVORO (Massima adesione al CAPITALE, non meritano >> per presenza di componenti cattoliche-popolari al loro interno), si contendono l'egemonia nella ricostruzione del partito del Capitale.
    1. MONTI (Scelta Civica, UDC, FLI)
      • ECONOMIA > POLITICA
      • DEMOCRAZIA LIBERALE >> DEMOCRAZIA SOCIALE
    2. BERLUSCONI (Pdl, Lega, La Destra, Fratelli d'Italia, altri)
      • ECONOMIA >= POLITICA (con presenza di alcune componenti stataliste)
      • DEMOCRAZIA LIBERALEDEMOCRAZIA SOCIALE

 

  • CAPITALE >= LAVORO (Prevalenza non assoluta delle ragioni del Capitale. Rapporti con settori del lavoro, ordini, corporazioni), puntano al controllo dell'apparato politico dello stato.
    1. GIANNINO (Fare) - CAPITALE >= LAVORO
      • ECONOMIA >= POLITICA;
      • DEMOCRAZIA LIBERALE > DEMOCRAZIA SOCIALE
    2. PANNELLA  (Aministia, Giustizia e Libertà) - CAPITALE >= LAVORO
      • ECONOMIA = POLITICA;
      • DEMOCRAZIA LIBERALE = DEMOCRAZIA SOCIALE
    1. GRILLO (Movimento 5 stelle) CAPITALE LAVORO
      • POLITICA > ECONOMIA;
      • DEMOCRAZIA LIBERALEDEMOCRAZIA SOCIALE (qui nel senso di indifferenza. Presenza di spinte autoritarie)
  • LAVORO >= CAPITALE (Tendenza alla ricomposizione del conflitto Capitale-Lavoro con attenzione specifica a temi sociali: famiglia, disoccupazione)
    1. BERSANI (Pd, SEL, Centro Democratico) - può vincere alla Camera (anche se vi sono segni d 
      • POLITICA >= ECONOMIA;
      • DEMOCRAZIA SOCIALEDEMOCRAZIA LIBERALE
  • LAVORO > CAPITALE (Prevalenza delle ragioni del lavoro. Attenzioni su specifici ambiti del piccolo Capitale);
    1. INGROIA (Rivoluzione Civile - IDV, PRC. PdCI, Verdi, Movimento Arancione, altri)
      • POLITICA > ECONOMIA;
      • DEMOCRAZIA SOCIALE > DEMOCRAZIA LIBERALE
  • LAVORO >> CAPITALE (Prevalenza assoluta del lavoro sul capitale).
    1. FERRANDO (PCL - non tutte le circoscrizioni, ma misurabile) 
      • POLITICA > ECONOMIA;
      • DEMOCRAZIA SOCIALE >> DEMOCRAZIA LIBERALE

Nello sprint dei 100 metri, Ferrando corre come completo outsider (nessuna casa di scommesse è convinta che si qualifichi alla finale), puntare su di lui è solo per chi ha fede e speranza, non altro.
Ingroia registra dei tempi da qualficazione per la corsa nazionale, mentre soffre in tutti i campionati regionali, salvo quello campano. Puntare su di lui nei campionati regionali in cui è forte Bersani, potrebbe consentire a quest'ultimo di far scendere di posizione nella griglia di partenza i competitor che partono da destra (Berlusconi e Monti), consentendogli un più facile approdo sia alla finale del campionato nazionale, sia a quelle dei campionati regionali. Nelle regioni in cui il clima lo aiuta a respirare meglio, producendo tempi migliori (Emilia Romagna, Toscana), sarebbe meglio provare a favorire un corridore giovane come Ingroia che, se si qualificasse, garantirebbe a Bersani una maggiore possibilità di conquista del primo posto, senza ex aequo.

Letto 733 volte
Vota questo articolo
Martedì, 01 Gennaio 2013 11:54

Qualche indicazione sul voto.

in Blog

Qualche indicazione sul voto.

A pochi giorni dalla presentazione di liste e simboli, la situazione che ci troviamo a sinistra è questa: abbiamo dinanzi a noi due alleanze di tipo coalizionale che uniscono elementi centristi (liberaldemocratici e cristiano sociali) ad elementi di sinistra (socialdemocratici, ecologisti, socialisti democratici, socialisti, "eurocomunisti").

La prima coalizione è il centrosinistra classico, così come rivisitato da Bersani, uscito vincitore dalle primarie del 2 dicembre scorso: Italia. Bene Comune.

Questa coalizione sarà costituita dal Partito Democratico (socialdemcratici e crisiano-sociali)Sinistra Ecologia e Libertà (socialisti ed ecologisti)Partito Socialista Italiano (socialisti democratici) e Centro Democratico (centristi e socio-liberali). L'orientamento della coalizione è chiaramente progressista, di "centrosinistra".

 

La seconda coalizione è uno schieramento nato recentemente con il nome di Rivoluzione civile. E' composto da partiti e movimenti (che non presenteranno il proprio simbolo alle elezioni) tra cui l'Italia dei Valori, la Federazione dei Verdi, il Partito della Rifondazione Comunista, il Partito dei Comunisti Italiani ed il neonato Movimento Arancione di Luigi De Magistris. Questa coalizione riunisce forze centriste (Italia dei Valori, che aderisce al gruppo ALDE dell'Europarlamento e al suo partito ELDR, ovvero i liberali, democratici, riformisti, sostenitori di 7 punti su 10 del Fiscal Compact e primi firmatari in Italia dell'introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione) e forze di sinistra (gli eurocomunisti di Rifondazione Comunista e PDCI che, dopo aver spaccato la Federazione della Sinistra sul tema dell'accordo con Bersani, ora si ritrovano da separati in casa nella stessa lista e gli ecologisti della Federazione dei Verdi). Si aggiunga il Movimento arancione che, seppure di anima civica perché legato alle esperienze referendarie sui beni comuni e ad alcune amministrazioni locali (specie Napoli, con De Magistris "padre nobile", regista dell'operazione), tenderemmo a considerare di sinistra civica, anche se la composizione e il programma di questo movimento non sono ancora molto chiari.

La guida della coalizione è stata affidata, per "acclamazione", al magistrato in aspettativa Antonio Ingroia, noto per il suo lavoro anti-mafia e su cui ha impostato, finora, buona parte degli auspici per il programma e l'azione parlamentare. L'ispirazione è fortemente civica, oscillando dal centrismo liberaldemocratico di IDV al cosiddetto benecomunismo arancione, all'ecologismo dei Verdi, al socialismo democratico e all'eurocomunismo di PRC e PdCI.

Letto 703 volte
Vota questo articolo
Giovedì, 29 Novembre 2012 10:03

Perché è Vendola che deve convincerci.

in Blog

Partiamo dal considerare l'appello "Con Vendola Per il Lavoro" degli oltre 200 quadri della sinistra di classe e dei punti che lo compongono:

  1. centralità del lavoro per ricostruire la democrazia: "non esiste Repubblica democratica se non fondata sul lavoro";
  2. sconfiggere le destre: l’impegno contro Berlusconi, Lega Nord e rigorismo tecnico e sacrifici a senso unico;
  3. spostare a sinistra il quadro politico: coalizione e programma con più idee di sinistra per un nuovo modello di sviluppo sostenibile, più lavoro e diritti;
  4. unire la sinistraimpegno comune nel sostenere Vendola per costruire uno spazio unitario della sinistra, consapevoli dei limiti delle primarie.

Dunque, se questi sono gli obbiettivi, bisogna capire cosa abbiamo capitalizzato sostenendo la candidatura di Vendola.

  1. La questione è quella di costruire una forza non equidistante tra Capitale e Lavoro. Se la candidatura di Vendola era pro-Lavoro e quella di Renzi (nei fatti, non nelle parole) è pro-Capitale, quella di Bersani nel primo turno è stata costruita proprio sul binomio Capitale-Lavoro come unicum, anziché come contraddizione, mostrando appunto quella equidistanza (o meglio: equivicinanza) che riteniamo debba essere sconfitta. E' chiaro che una coalizione incentrata su Bersani, senza un contrappeso a sinistra avrà questa tendenza, come già visto nelle precedenti edizioni del centrosinistra;
  2. Prima di tutto è il caso di considerare le cose per come stanno: in Italia esistono tre destre. Quella berlusconiana, quella leghista e quella tecnocrate che, solo per la storica composizione del quadro italiano, sembra essere più vicina al centro che alla destra (ma in Europa i popolari sono forza di destra, non di centro). Per sconfiggere le tre destre, serve una coalizione che chiuda ad ipotesi di maggioranza con il "centro tecnico" (per cui se è vero che Bersani dice sì all'UDC e Reni no, nessuno dei due chiude a Montezemolo e vari altri soggetti d'area). Cosa serve: un centrosinistra forte e, vista la legge elettorale, largo con una sinistra forte che chiuda ad intese, anche post elettorali, con UDC e Montezemolo;
  3. Per spostare il quadro politico a sinistra serve una sinistra forte 

 

Letto 569 volte
Vota questo articolo

Autori

div.tagItemImageBlock {float:none;} div.tagItemView {text-align: center;}

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.

Ok