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Alessandro Tedde

Alessandro Tedde

(Sassari, 1988). Avvocato e giurista, presidente di Sinistra XXI, in passato ha militato in alcune formazioni politiche della sinistra, anche assumendo ruoli dirigenziali. Nel 2008 è stato uno dei fondatori dell'allora più grande sindacato studentesco d'Italia, la Rete degli Studenti Medi.

Laureato con lode all'Università di Sassari con una tesi in diritto costituzionale sul principio di sovranità popolare, ha conseguito un diploma in Studi e ricerche parlamentari all'Università di Firenze e attualmente è dottorando di ricerca in Diritto dell'Unione europea e ordinamenti nazionali presso l'Università di Ferrara.

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Venerdì, 09 Gennaio 2015 09:12

Non siamo Charlie.

in Notizie

Diciamo la verità: fino alla tragedia di Parigi, la maggior parte dei commentatori ignorava l'esistenza del settimanale satirico francese "Charlie Hebdo". Sui social network e nelle tv, tutti però rimpiangono gli scomparsi vignettisti, non al grido di "Io sono  Charlie" perché ormai nessuno scende più in piazza a gridare, bensì con l'hashtag #jesuischarlie.

Je suis Charlie. Forse qualcuno che lo ha scritto, effettivamente era un lettore della rivista. I più, io credo, non lo erano (non lo sono e non lo saranno), eppure vivevano bene lo stesso. Dobbiamo diventare ora dei Charlisti? Non credo.

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Le mie perplessità sul percorso sardo de "L'Altra Europa con Tsipras".

1)Ambiguità del regionale di SEL.

SEL Sardegna non ha ancora chiarito la propria posizione: è' interna o esterna a questo percorso?

A livello nazionale SEL è, a pieno diritto, uno dei soggetti promotori e i suoi referenti sardi, non essendo usciti dal partito, dovrebbero avallare il percorso locale de L'Altra Europa. Tuttavia, già la prima assemblea regionale non ha visto la partecipazione della segreteria regionale, né dei consiglieri regionali, in quanto non ne riconoscevano la legittimità. Dai nomi del nominato coordinamento, pare che permanga la situazione di "stallo".

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Anni di difficoltà (per non dire inesistenza) della sinistra hanno creato forti aspettative generali sul percorso seguito alla lista L'Altra Europa con Tsipras. Ritengo che questo percorso abbia le medesime potenzialità che nel 2006 aveva la Sezione italiana della sinistra europea e nel 2007-08 la Sinistra Arcobaleno.

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"Un'alfabetizzazione musicale di massa è l'unica rivoluzione che oggi può tenere assieme il nostro passato e il nostro futuro".

Così Paolo Fresu nell'editoriale di Left, uscito ieri insieme a L'Unità. La sua riflessione sulla musica nelle scuole è interessante e condivisibile. Non lo è la chiosa finale che ho riportato.

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Le elezioni comunali ed europee del 25 maggio lanciano un guanto di sfida alla sinistra di governo, che è anche una sfida per un governo di sinistra: rinnovamento ed innovazione da una parte contro il conservatorismo politico e l'autoconservazione dei ceti politici dall'altra.

Sotto il primo profilo, non è più possibile attendere per riaprire la prospettiva dell'alternativa sociale: a distanza di dieci anni dal "movimento dei movimenti", l'ultimo capace di mobilitazione su scala planetaria, bisogna saper trasformare lo slogan "un'altro mondo possibile" in realtà concreta.

Per questo è necessario, di fronte al continuo moderarsi delle posizioni della sinistra nostrana, costruire un nuovo modo di "essere sinistra di governo" ovvero che lotta per assumere le funzioni politico-amministrative necessarie per operare il cambiamento voluto.

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Venerdì, 09 Maggio 2014 11:52

Votare Tsipras per cambiare l'Europa.

in Notizie

Il Partito Democratico e Forza Italia vogliono l'unità europea e la moneta unica, senza mettere in discussione le politiche di austerity degli ultimi decenni.

Dicono di voler mettere in discussione l'austerity, ma non hanno credibilità, dopo avere votato il "fiscal compact" che costringerà per i prossimi venti anni le politiche di bilancio dell'Italia, nonché dopo aver costituzionalizzato il pareggio di bilancio nella nostra Costituzione, sotto pressione della Troika.

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