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Formazione (20)

Martedì, 05 Settembre 2017 20:18

Lotta di classe - gioco da tavolo

Scritto da in Formazione

Class Struggle (Lotta di Classe) è un board game (gioco da tavolo) creato nel 1978 da Bertell Ollman, filosofo marxista, professore di politica all’Università di New York.

Anno: 1978 • Num. giocatori: 2-6 • Durata: 90 minuti

Tratto da: https://www.goblins.net/giochi/class-struggle-5585
Copyright © La Tana dei Go

Anno: 1978 • Num. giocatori: 2-6 • Durata: 90 minuti

Tratto da: https://www.goblins.net/giochi/class-struggle-5585
Copyright © La Tana dei Goblin

 

La sinistra del XXI secolo deve essere una sinistra moderna, fatta di volti nuovi e metodi nuovi, ma che riprenda a fare le cose antiche.

Non deve esistere alcun cedimento teorico al liberalismo, ma devono essere appresi i nuovi metodi dell'azione politica, da ricontestualizzare e ricondurre alla teoria generale. Dunque bisogna rovesciare la piramide, facendo tornare al vertice i "fini" e al di sotto i "mezzi": così sarà possibile rinnovare senza eliminare quanto di buono c'è nell' "antico". Nel XXI secolo sì, ma fieramente, coerentemente e conseguentemente di Sinistra.

Con questi presupposti, proponiamo un corso di marketing politico-elettorale, ridenominato, in virtù del procedimento prima descritto: Teoria e Tecnica della Propaganda.

Nel presente scritto si tenterà di distinguere tra due forme di comunicazione, una impositiva, l'altra partecipativa, per mettere in chiaro le dinamiche politiche che soggiaciono alla comunicazione di massa, alla sua efficacia, al suo attuale deterioramento, ad un suo possibile cambiamento, in relazione alla funzione di tutti quegli agenti collettivi e partitici, che agiscono in una sfera pubblica essenzialmente comunicativa.

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Lunedì, 31 Dicembre 2012 18:00

In memoria di un comunista perbene.

Scritto da in Formazione

La storia della Sinistra italiana non si articola solo in scissioni multiple, tradimenti e trasformismi vergognosi come da qualche tempo certi piccoli dirigenti di Partito ci hanno abituato a credere. La grandezza del movimento operaio e socialista era dovuta al lavoro, spesso silenzioso, “di donne e uomini: contadine e contadini, lavoratrici e lavoratori, professionisti, studenti, disoccupate e disoccupati” (Retro Tessera dei Giovani Comunisti del 2002). Questa citazione la lessi quando mi avvicinai per la prima volta al Partito della Rifondazione Comunista, durante una riunione svoltasi il 15 novembre 2002 a casa di un vecchio compagno che qui mi preme ricordare a 5 anni della sua scomparsa: Nunzio Ebbreo.

Nel ringraziare Marcello Marani per l'egregio lavoro fatto con la prima parte ed augurargli una pronta guarigione, pubblichiamo alcune sue riflessioni sulla Parte Prima della Costituzione.

 

Giunti a questo punto, ogni persona semplicemente di buon senso sarebbe portata a chiedersi: come mai, possedendo la "Costituzione più bella del mondo" siamo ridotti in questo stato? E' forse il caso di cambiarla vista la quasi totale inefficienza dimostrata?

Ma un lettore attento degli articoli che abbiamo sinora commentato si potrà rendere conto che prima di tutto la Costituzione va difesa, salvaguardata, rispettata, divulgata ed applicata e solo poi, se necessario, si possono proporre alcune modifiche migliorative e non abrogative, che ne rafforzino la funzione sociale e di partecipazione e controllo democratico.

Perché, oggi come oggi, a mettere mano alla Costituzzione assieme a coloro che fanno capo ai guastatori (ovvero tutti coloro che si sono dichiarati disponibili a riformarla) sarebbe come affidare alle faine la difesa dei pollai e quindi non ne può venire altro se non una manomissione, un degrado o peggio una cancellazione.

Giovedì, 29 Novembre 2012 09:21

La Costituzione Commentata Artt. 45-47

Scritto da in Formazione

art. 45. La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l'incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.
La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell'artigianato.

Giovedì, 15 Novembre 2012 09:32

La Costituzione Commentata - Artt. 41 - 44

Scritto da in Formazione

art. 41. L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché‚ l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Mercoledì, 07 Novembre 2012 09:21

La Costituzione Commentata - Artt. 37-40

Scritto da in Formazione

art. 37. La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.
La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.
La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.

Mercoledì, 31 Ottobre 2012 14:09

La Costituzione Commentata - Artt. 33-36

Scritto da in Formazione

art. 33. L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.
È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale.
Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

Lunedì, 22 Ottobre 2012 09:48

La Costituzione Commentata - Artt. 29-32

Scritto da in Formazione

Titolo II - Rapporti etico-sociali.

art. 29. La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare.

Ha qui inizio il titolo II che stabilisce i rapporti etico sociali a partire dalla famiglia. Articolo di cui i conservatori e i reazionari (in primo luogo i talebani clerico-bigotti) fanno uso ed abuso quasi che la Costituzione fosse composta solo da questo articolo. Dimentichi di tutti gli altri (a partire dell'art. 2 che "riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità") ne fanno abuso, dandone un'interpretazione forzosamente taroccata e distorta al solo fine di impedire, ad esempio, la parificazione tra coppie di fatto eterosessuali ed omosessuali, quasi che il riconoscimento della famiglia in questo articolo abrogasse quanto sancito dall'art. 2. Ma siccome nell'affermare che "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio" manca l'avverbio "unica", la famiglia non è altro che una delle formazioni sociali, che in questo articolo viene meglio definita, ma senza che possa prevaricare i diritti precedentemente riconosciuti. E' dunque curioso e paradossale il fatto che al tanto conclamato "Family day", (voluto e promosso in combutta dagli eversori e spergiuri che della Costituzione fanno quotidianamente strame assieme alle gerarchie clericali dello Stato Vaticano che, occupandoci dall'interno, ci pensano loro colonia) a marciare i testa c'erano fior di divorziati, separati e per la Curia "concubini" a partire dal Fra Inteso, sempre Piduista, eversore e spergiuro affiancato dall'ex missino Fini e dal Cattolico Divorziato, il chierichetto Casini, seguiti da altri.

art. 30. È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.
Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.
La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.
La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.

Con questo articolo è posto un ulteriore tassello per rendere concreto il dettato dei citati artt. 2 e 3 poiché aggiunge la parità dei diritti dei figli nati anche al di fuori del matrimonio (prima considerati cittadini di serie B), aggiungendo anche che, in caso di incapacità dei genitori ad esercitare correttamente i compiti che derivano dal matrimonio e dal "dovere e diritto di mantenere istruire ed educare i figli" comunque nati, sia la legge a fungere da surrogato, provvedendo nel merito. Altresì si stabiliscono i presupposti per la definizione di norme e limiti sulla ricerca della paternità.

art. 31. La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.
Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.

Altro articolo quasi del tutto disatteso ed inapplicato, proprio a causa delle scarse misure economiche e provvidenze a tutela della famiglia, comprese quelle con anziani e con figli disabili. Intanto, continui scandali, ormai divenuti normalità, vengono alla luce e anche gli istituti che dovrebbero assolvere questi compiti spesso sono lasciati a se stessi e fatti oggetto di chi, come nell'ultimo caso milanese sulle colonie estive dei minori, vi lucra a discapito di altri.

art. 32. La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizioni di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Ulteriore caso del pessimo concetto che si ha del diritto alla salute, pur tanto solennemente indicato come oggetto di chiara tutela "come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività". Si consente che si degradi ed inquini il territorio ed è più che accertato e provato che sui fondi destinati a tutela della salute ormai intingano tutti - dai politicanti alla curia, dal personale sanitario ai personaggi delle ASL - così che è persino inutile citare i singoli casi, dato che la sanità è stata ridodatta ad una palude, per cui seppur il livello del personale medico e paramedico abbia una media soddisfacente se non ottima (con anche punte di eccellenza), sono quotidiani i casi di "malasanità", dovuta al dilagare di corruzioni, concussioni e tangenti. Altresì esiste una burocrazia becera, inefficiente, corrotta, spocchiosa ed autoritaria, così che potremmo chiosare che "se i sanitari ti salvano, è poi il burocrate a condannarti".
"Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizioni di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana": emerge chiaramente che nei casi Welby ed Englaro, questo comma sia stato totalmente disatteso e violato ed è quindi indispensabile che si faccia una legge sul testamento biologico e sulla disposizioni del "finis vitae". Questo per impedire che siano degli estranei - che prima affermano "la vita è un dono indisponibile" e poi negano al titolare la possibilità di disporne come meglio gli aggrada - a stabilire le cure e gli interventi, in totale spregio della norma in parola, pretendendo di impossessarsi delle vite altrui, con il paradosso di scambiare l'alimentazione forzata parentale con un pranzo familiare a tavola.
Al nostro liberale e democratico: "Tu puoi!" vorrebbero opporre ed imporre il loro illiberale ed antidemocratico: " Tu devi!". Ma ci chiediamo: "Tu devi" a chi e perché?

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