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*la Sinistra del XXI secolo*

Pubblicato in Centro Studi

Il fenomeno migratorio alla luce dei fenomeni di costituzione dell’ordinamento globale In evidenza

Lunedì, 01 Ottobre 2018 11:43 Scritto da 

"Il fenomeno migratorio alla luce dei fenomeni di costituzione dell'ordinamento globale" è il titolo della comunicazione che verrà presentata in occasione del IV Congresso Internazionale della CATTEDRA INNOCENZO III (Università Cattolica di Murcia e Pontificia Università Lateranense), dal titolo "MIGRANTI E RIFUGIATI NEL DIRITTO: Evoluzione storica, situazione attuale e questioni irrisolte" che si svolgerà a Murcia (Spagna), dal 12 al 14 dicembre 2018.

All'interno della sessione del 14 dicembre "TRA EMERGENZA E ORDINARIETÀ. Proposte per la valorizzazione di un fenomeno costante nell’età contemporanea", nel blocco sul "Management of migration flows" verrà presentato un paper sul tema della mobilità umana e dell'accoglienza dei rifugiati, la cui proposta (che qui riportiamo) è stata accolta il 30 settembre scorso dal Comitato scientifico.

A seguito del convegno, le comunicazioni scelte dal comitato scientifico saranno pubblicate nel numero monografico della Rivista Vergentis (ISSN: 2445-2394) nel primo semestre del 2019.

Informazioni aggiuntive

  • Titolo: Il fenomeno migratorio alla luce dei fenomeni di costituzione dell’ordinamento globale
  • Autore/curatore: Alessandro Tedde
  • Preventivo costi:
    SpesaImporto
    Iscrizione al convegno (vitto, spostamenti, materiali, certificato)€ 150,00
    Volo A/R€ 43,58
    Alloggio (4 notti)€ 120,00
    Totale€ 313,58

Il fenomeno migratorio alla luce dei fenomeni di costituzione dell’ordinamento globale

Introduzione

La comunicazione analizza, a partire da un approccio marxiano, uno dei molteplici effetti della globalizzazione posti in evidenza dal fenomeno dell’immigrazione post-coloniale nello spazio europeo: il conflitto tra i due significati associati all’idea di «frontiera», che si esprimono in italiano con i termini «confini» (in francese frontières) e «frontiere» (in francese confins).

Stato dell'arte

Una frontiera può essere intesa tanto sotto il significato di confine chiuso quanto sotto quello di frontiera aperta. Tuttavia, nella globalizzazione cioè nell’ultimo e più perfetto stadio dello sviluppo capitalistico (quello del «mercato mondiale»), questa contraddizione tende sempre più ad evolvere in un conflitto, che riguarda tanto il rapporto tra il Capitale e gli Stati quanto il rapporto tra il Capitale ed il Lavoro (Mezzadra, 2015).

Nel campo delle relazioni internazionali (cioè dei rapporti tra gli Stati), la presenza di confini «chiusi» subordina la circolazione dei capitali e delle merci al controllo degli Stati. Nello spazio economico  globale e sovranazionale, il capitale conosce solo frontiere «aperte» che divengono confini impenetrabili nei confronti tanto degli Stati, strumenti di esercizio sovrano del popolo, quanto del Lavoro.

Questo spazio vuoto di diritto (rechtsleerer Raum) che il Capitale può ordinare a proprio piacimento in termini di decisione sovrana perché in esso è legibus solutus, prende le forme di una res publica mercatoria, cioè di uno spazio in cui il mercato svolge un ruolo centrale di regolazione del processo di costituzione del capitale, per ciò intendendo il tentativo di risoluzione, ad un livello più alto e più stretto, del rapporto dialettico con il lavoro al fine di distruggere la valenza antagonistica di quest'ultimo.

Questione principale

Nella precedente analisi, tuttavia, è inserito un elemento capace di scardinare la compartimentalizzazione spaziale prodotta dal capitale. Infatti, il mercato mondiale delle merci riguarda anche la merce "forza-lavoro", la cui caratteristica unica è il fatto che essa è incorporata in soggetti coscienti, capaci di seguire le direttrici del capitale che portano dai luoghi di più bassa a quelli di più alta valorizzazione, conseguentemente dando vita ad un fenomeno migratorio di lavoratori che fisicamente «risalgono» la catena globale del valore.

In termini dialettici, al processo di valorizzazione e successiva costituzione del Capitale si oppone un ulteriore processo di autovalorizzazione della classe operaia globale, che non è ancora giunto allo stadio di una propria costituzione. Quali, dunque, le forme di questa costituzione globale del lavoro, inteso quale antagonista del capitale?

Risultati attesi

La tesi di cui al paper è che tale costituzione del lavoro come soggetto politico dell'ordinamento globale possa avvenire nelle forme di una trascrescenza, appunto dal piano nazionale-internazionale a quello sovranazionale-globale, della forma di «Stato del lavoro» che troviamo inscritta nelle costituzioni democratico-sociali e particolarmente nella Costituzione repubblicana italiana. In questi termini, il fenomeno migratorio tende a porsi come lo strumento di tale transizione egemonica del Lavoro sul piano giuridico e costituzionale dell’ordinamento globale.

Importanza della ricerca sul piano scientifico

I profili per cui la ricerca ha una sua importanza sono molteplici e riguardano tanto il campo giuridico quanto il campo Politico-storico (in senso gramsciano):

  1. in campo giuridico, il contributo tende a cercare una terza via riguardo il problema della costituzione dell'ordinamento globale, che non guardi né all'accettazione della globale governance tecnico-amministrativa come un fattore positivo di miglioramento delle performances democratiche e di accountability degli Stati nazionali (Cassese), né all'ipotesi di un costituzionalismo globale cosmopolitico basato su generiche affermazioni pacifiste e di affermazione di diritti umani, chiaramente non dotate di alcuna forza coercitiva che non sia quella dell'imperativo etico (Ferrajoli). Il contributo, infatti, guarda ai rapporti tra diritto e potere in un'ottica conflittuale e di classe e secondo quest'ottica definisce una via per la trasposizione globale del conflitto capitale-lavoro, sulla base di una ridefinizione dello Stato da Stato-nazione a Stato-classe;
  2. in via generale, è di notevole interesse che questo tipo di analisi possa essere presentata, in prima battuta, all'interno di un convegno internazionale di confronto tra giuristi (romanisti, comparatisti, canonisti, storici del diritto) e non giuristi (filosofi, teologi, storici puri, sociologi), atteso che uno degli obiettivi dell'analisi marxiana in campo scientifico è la dimostrazione della non scindibilità delle scienze. In secondo luogo, è interessante che un'analisi apertamente marxiana trovi accoglienza in un convegno organizzato da due università cattoliche (una delle quali vaticana), in un periodo in cui il totalitarismo relativistico del capitale spinge al dialogo marxisti e cristiani (e ciò è tanto più possibile se tale dialogo avviene da posizioni autonome e paritarie).

Bibliografia parziale

Étienne Balibar, La crainte des masses. Politique et philosophie avant et après Marx, Galilée, 1997

Étienne Balibar, L’Europa, una frontiera «impensata» della democrazia?, in AA. VV., Europa, costituzione e movimenti sociali, Manifestolibri, Roma, 2003, pp. 231-243

Benedetto Conforti, Diritto internazionale, 7° ed., Editoriale Scientifica, Napoli, 2006

P. Cutitta, Segnali di confine. Il controllo dell’immigrazione nel mondo-frontiera, Mimesis, Milano, 2007

Alessandro Dal Lago - Sandro Mezzadra, I confini impensati dell’Europa, in H. Friese - A. Negri - P. Wagner, Europa politica. Ragioni di una necessità, Manifestolibri, Roma, 2002,  pp. 143 - 157

Francesco Galgano, Storia del diritto commerciale, Il Mulino, Bologna, 1980 che cita Virga, Libertà giuridica e diritti fondamentali, Milano, 1947, pp. 24 ss.

Carlo Galli, Spazi politici. L’età moderna e l’età globale, Il Mulino, Bologna, 2001

Karl Marx, Lineamenti fondamentali della critica dell'economia politica, 2 voll., La Nuova Italia, Firenze, 1978, vol. II

Sandro Mezzadra, Confini, frontiere, capitale, intrasformazione rivista di storia delle idee, 2015, 4:2, pp. 20-24

Sandro Mezzadra - B. Neilson, Border as method, or, the Multiplication of Labor, Duke University Press, Durham, NC - London, 2013

Quadri, Diritto internazionale pubblico, 5° ed., Napoli, 1968

Ultima modifica il Lunedì, 08 Ottobre 2018 21:09

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Alessandro Tedde

(Sassari, 1988). Avvocato e giurista, Presidente Nazionale di Sinistra XXI e componente della Direzione Nazionale di Sinistra Italiana.
Laurea con lode in diritto costituzionale all'Università di Sassari, diploma post-laurea in Studi e ricerche parlamentari all'Università di Firenze. Ho fondato la Rete degli Studenti Medi (2008) e Sinistra XXI (2012).
Mi occupo di ricerca sui seguenti temi del diritto pubblico: sovranità, globalizzazione, socialismo costituzionale, forme di stato-governo, partiti

Sito web: www.avvocatoalessandrotedde.it

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