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*la Sinistra del XXI secolo*

Pubblicato in Centro Studi

L’«aufheben» del socialismo nello Stato sociale: problemi storici della scienza giuridica e nuove prospettive nel frame costituzionale repubblicano In evidenza

Giovedì, 20 Settembre 2018 12:56 Scritto da 
IV Convegno Internazionale del Seminario Italo-spagnolo di studi costituzionali IV Convegno Internazionale del Seminario Italo-spagnolo di studi costituzionali Seminario Italo-spagnolo di studi costituzionali

"L’«aufheben» del socialismo nello Stato sociale: problemi storici della scienza giuridica e nuove prospettive nel frame costituzionale repubblicano" è il titolo della comunicazione che verrà presentata in occasione del IV Convegno Internazionale del SEMINARIO ITALO-SPAGNOLO DI STUDI COSTITUZIONALI (promosso da: Facoltà di Giurisprudenza dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna; Reale Collegio di Spagna), dal titolo "PROSPETTIVE DEL COSTITUZIONALISMO CONTEMPORANEO. In occasione del 70° anniversario della Costituzione Italiana e del 40°anniversario della Costituzione Spagnola), che si svolgerà dal 28 al 30 Novembre presso la Facultad de Derecho de la Universidad de Murcia (Spagna).

A seguito del convegno, le comunicazioni scelte dal comitato scientifico saranno pubblicate nella primavera del 2019.

Il Seminario italo- spagnolo di studi costituzionali è nato come gruppo di ricerca nel 2011 su iniziativa di giovani ricercatori spagnoli e italiani, nell’ambito della collaborazione tra la Facoltà di Giurisprudenza dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e il Reale Collegio di Spagna. Questa iniziativa si è proposta sin dall’inizio l’obiettivo di creare occasioni d’incontro per i costituzionalisti dell’Europa latina, in particolare, favorendo il dibattito intergenerazionale. Per questo, il Seminario vuole essere un luogo aperto, con l’intento principale di scambiare idee e favorire il pensiero critico. Il progetto si rivolge principalmente alle persone che stanno iniziando la loro carriera accademica affinché possano arricchirsi attraverso il dialogo con i professori e i ricercatori, confrontandosi sui temi di maggior attualità e interesse per il Diritto costituzionale in Europa e, più nello specifico, in Italia e Spagna. In tal senso, i Convegni e le altre attività di carattere internazionale mirano a promuovere studi e ricerche, favorendo altresì la creazione di feconde reti di collaborazione e amicizia.

Informazioni aggiuntive

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Nella Costituzione, «alcuni, fondamentali principi ideologici del socialismo sono penetrati e vigono» nelle forme di una «energia propulsiva latente nei ‘principi fondamentali’».

Quando si afferma che la Repubblica democratica è «fondata sul lavoro» si riconosce la funzione storica di sviluppo costituzionale svolta dalla classe operaia e proletaria attraverso lo «sforzo continuato» della sua lotta per il «mantenimento dell’impulso rivoluzionario contro le sopravvivenze storiche», in modo da  «mandare ad effetto il grande scopo della Rivoluzione: la edificazione di una nuova vita statale e sociale».

La Costituzione del nuovo Stato del lavoro - «che si rivoluziona continuamente, che cerca una fondazione articolata sulle infinite movenze della vita sociale» - ha reso permanente il potere costituente popolare nel contesto dello Stato di diritto. Cambia, dunque, la «funzione orientativa della costituzione rispetto ai processi evolutivi del sistema sociale», che ora ordina e orienta il «processo genetico di un nuovo ordinamento giuridico» nel passaggio dal fatto rivoluzionario al potere costituente come «due facce di uno stesso fenomeno di creatività reale del diritto e dello stato, a partire appunto dalle motivazioni sociali di mutamenti che sono al tempo stesso di tipo strutturale e sovrastrutturale».

La scienza giuridica, dunque, deve riqualificarsi come scienza delle forze produttive del diritto, cioè delle forme della lotta di classe nel processo di adeguamento della costituzione giuridica formale a quanto già vigente sul piano della costituzione politica materiale come espressione del blocco storico.

L’«aufheben» del socialismo nello Stato sociale

Problemi storici della scienza giuridica e nuove prospettive nel frame costituzionale repubblicano

La Repubblica democratica è «fondata sul lavoro»: con un'affermazione «tanto pesantemente ideologica», la Costituzione Italiana, fin dalla sua norma di apertura, dimostra un’acquisita consapevolezza sulla funzione storica della moderna lotta di classe operaia e proletaria come antecedente storico-causale e logico-causale più rilevante dello sviluppo costituzionale.

Nella Costituzione del nuovo «Stato del ‘lavoro’», «alcuni, fondamentali principi ideologici del socialismo sono penetrati e vigono» nelle forme di una «energia propulsiva latente nei ‘principi fondamentali’», un Grundsatz der Bewegung che mira al «mantenimento dell’impulso rivoluzionario contro le sopravvivenze storiche, in modo che, con uno sforzo continuato, sia concesso di mandare ad effetto il grande scopo della Rivoluzione: la edificazione di una nuova vita statale e sociale».

E’, questa, una conseguenza dell’aver posto «la dottrina della sovranità popolare» quale criterio di effettività dell’ordinamento repubblicano del nuovo tipo di Stato, quello sociale, «che si rivoluziona continuamente, che cerca una fondazione articolata sulle infinite movenze della vita sociale, che sembra persino promuovere il processo del proprio deperimento».

Sulla base di questi assunti, la Carta del 1948 ha reso diritto positivo quei problemi del tutto nuovi al diritto costituzionale e alla teoria generale del diritto, che la scienza giuridica dominante aveva fino a quel momento ignorato ovvero appena lambito: 1) la permanenza del potere costituente popolare, pur nel contesto dello Stato di diritto, evidenziata dal termine «appartiene», che rivitalizza la teoria roussoviana della lex di origine latina, in netta contrapposizione con la teoria liberale che, da Sieyès in poi, aveva imposto la riduzione della sovranità popolare a mero «potere di comando», nelle forme di una lex de imperio; 2) la diversa esplicazione della «funzione orientativa della costituzione rispetto ai processi evolutivi del sistema sociale», non più quale freno al potere costituente come intende la teoria liberale, ma che invece ordina e orienta il «processo genetico di un nuovo ordinamento giuridico» nel passaggio dal fatto rivoluzionario al potere costituente come «due facce di uno stesso fenomeno di creatività reale del diritto e dello stato, a partire appunto dalle motivazioni sociali di mutamenti che sono al tempo stesso di tipo strutturale e sovrastrutturale»; 3) la riqualificazione della scienza giuridica in scienza delle forze produttive del diritto, cioè delle forme della lotta di classe nel processo di adeguamento della costituzione giuridica formale a quanto già vigente sul piano della costituzione politica materiale come espressione del blocco storico. Riqualificazione dalla quale consegue la pari dignità scientifica di uno studio costituzionale di jus conditum e di jus condendum, cioè come giurisprudenza positiva di «quel diritto che ha un alto grado di probabilità di affermarsi» in funzione della realtà dei rapporti di produzione e della composizione (tecnica e politica) di classe.

Ultima modifica il Domenica, 14 Ottobre 2018 17:08

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Alessandro Tedde

(Sassari, 1988). Avvocato e giurista, Presidente Nazionale di Sinistra XXI e componente della Direzione Nazionale di Sinistra Italiana.
Laurea con lode in diritto costituzionale all'Università di Sassari, diploma post-laurea in Studi e ricerche parlamentari all'Università di Firenze. Ho fondato la Rete degli Studenti Medi (2008) e Sinistra XXI (2012).
Mi occupo di ricerca sui seguenti temi del diritto pubblico: sovranità, globalizzazione, socialismo costituzionale, forme di stato-governo, partiti

Sito web: www.avvocatoalessandrotedde.it

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