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*la Sinistra del XXI secolo*

Pubblicato in Centro Studi

La crisi dell'impresa come opportunità per i lavoratori

Domenica, 26 Novembre 2017 18:58 Scritto da 

1. La crisi dell'impresa come opportunità per i lavoratori

1.1.Il Workers Buyout (WBO)

Il workers buyout è un'operazione di acquisto di una società realizzata dai dipendenti dell'impresa stessa, diffusa soprattutto negli Stati Uniti dove è nata. A seguito della crisi economica del 2008, il fenomeno ha cominciato a coinvolgere anche le aziende italiane, spesso in seguito alla messa in liquidazione o al fallimento dell'azienda. Al fine di creare un'alternativa occupazionale e di salvaguardare il know how acquisito, i lavoratori si riuniscono in cooperativa e si propongono di prendere in affitto o acquisire l'azienda dal liquidatore o dal curatore fallimentare, a volte anche dal datore di lavoro stesso. Per farlo utilizzano propri risparmi e l'indennità di mobilità, se l'INPS riconosce la possibilità di erogare l'anticipo dell'indennità stessa per destinarla alla capitalizzazione da parte dei soci.

1.2. Il buon uso preventivo del diritto all'informazione e alla consultazione

Affrontare la crisi dell'impresa quando è già in atto può tutt'al più consentire una mera difesa dei posti di lavoro (si studia da chirurghi prima di entrare in sala operatoria!). Piuttosto, un costante esercizio del diritto all'informazione dei lavoratori, a partire dal momento in cui si sottoscrive il contratto di impiego, può consentire di fronteggiare la futuribile crisi dell'impresa, che nell'attuale sistema capitalistico è tutt'altro che una remota possibilità della fase patologica della stessa, bensì costituisce parte  della sua fisiologia (come dimostrano le riforme delle disposizioni inerenti le società di capitale e quelle sugli effetti pregiudizievoli del fallimento sul piano personale).

Gli attuali obblighi di informazione in capo al datore di lavoro si esplicano tanto nei confronti del lavoratore che del sindacato (D. Lgs. 6-2-2007, n. 25 in attuazione della dir. 2002/14/CE) e riguardano anche la gestione complessiva dell'impresa che, ai sensi dell'art. 41 comma II Cost., non può svolgersi "in contrasto con l'utilità sociale e in modo da recare danno alla sicurezza alla libertà, alla dignità umana". E' indubbio che rientri nel concetto di utilità sociale il principio generale espresso nell'art.3 comma II Cost. in ordine alla rimozione degli "ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono [...] l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".

Pertanto, una lettura degli obbligi informativi del datore rispetto dei suddetti principi costituzionali imporrebbe che all'atto dell'assunzione, e in costanza di rapporto ove vi siano successive modifiche, il lavoratore sia informato sugli assetti proprietari; ruolo delle banche negli assetti proprietari e sul piano dell'accesso al credito; accesso alle materie prime, volumi di merce prodotti e principali mercati di sbocco; ristrutturazioni aziendali e nuove tecnologie, con relativo impatto sui processi produttivi e le possibili conseguenze occupazionali e sociali; processi produttivi interni ed esterni al luogo di lavoro, diversa condizione dei lavoratori e reciproche relazioni; livelli salariali; ruolo del sindacato nelle politiche contrattuali; indotto, in particolare peso e ruolo della piccola e media impresa, livelli occupazionali; qualità della vita.

1.2.1. L'informazione e la consultazione nelle fasi ordinarie della vita dell'impresa

L'informazione e la consultazione dei lavoratori in relazione ai processi decisionali aziendali era, fino a qualche anno fa, una materia prevista e regolamentata soltanto a livello negoziale collettivo (salvo frammentarie disposizioni normative che imponevano obbligatoriamente il coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori), solitamente nella cd. parte obbligatoria del contratto collettivo che ha valore vincolante solo per le associazioni stipulanti e per i loro iscritti.

In attuazione della dir. 20002/14/CE, il D. Lgs. 6-2-2007, n.25 ha disciplinato l'informazione (cioè "ogni trasmissione di dati daparte del datore di lavoro ai rappresentanti dei lavoratori, finalizzata alla conoscenza ed all'esame di questioni attinenti all'attività di impresa", art.2), la consultazione (cioè "ogni forma di confronto, scambio di opinioni e dialogo tra rappresentanti dei lavoratori e datore di lavoro su questioni attinenti all'attività di impresa", art.2) e la partecipazione dei lavoratori nelle imprese o unità produttive che hanno la propria sede in Italia, garantendo un quadro comune di tutela del coinvolgimento die lavoratori nell'andamento delle imprese e nelle decisioni che li riguardano. Il D. Lgs. 25/2007 istituisce un diritto generale di informazione e consultazione delle rappresentanze sindacali, prevedendo anche un apposito apparato sanzionatorio.

Il provvedimento si applica a tutte le imprese pubbliche e private situate in Italia, che esercitino un'attività economica, anche non a fine di lucro, e che impiegano almeno 50 lavoratori. I soggetti titolari di informazione e consultazione sono i "rappresentanti dei lavoratori", cioè le rappresentanze dei lavoratori previste dalla normativa vigente.

Il D. Lgs. 25/2007 garantisce l'informazione dei rappresentanti sindacali in particolare su: andamento recente e su quello prevedibile dell'attività dell'impresa, nonché sulla sua situazione economica; sulla situazione, sulla struttura e sull'andamento prevedibile dell'occupazione nella impresa, nonché, in caso di rischio per i livelli occupazionali, sulle relative misure di contrasto; sulle decisioni dell'impresa suscettibili di comportare rilevanti cambiamenti dell'organizzazione del lavoro, dei contratti di lavoro.

Il diritto di informazione e consultazione trova un limite nelle notizie a contenuto riservato, cioè quelle che siano state fornite ai rappresentanti sindacali o ad esperti che li assistano espressamente in via riservata e qualificate come tali dal daotre di lavoro o dai suoi rappresentanti, nel legittimo interesse dell'impresa, per un periodo di 3 anni successivo alla scadenza del mandato.

1.2.2. L'informazione e la consultazione nella fase della crisi di impresa

Nei casi di eventi oggettivamente non evitabili che rendano non differibile la contrazione o la sospensione dell'attività produttiva, l'imprenditore è tenuto a comunicare alle rappresentanze sindacali aziendali, la durata prevedibile della contrazione o sospensione e il numero dei lavoratori interessati (art. 5 L. 164/1975). Nel caso di trasferimento d'azienda in cui sono complessivamente occupati più di 15 lavoratori, il cedente ed il cessionario devono darne comunicazione per iscritto almeno 25 giorni prima che sia perfezionato l'atto da cui deriva il trasferimento o che sia raggiunt aun'intesa vincolante tra le parti, se precedente, alle rispettive rappresentante sindacali. Successivamente può essere promosso un esame congiunto (art.47 L. 428/1990). Nel caso in cui le imprese voglianno avviare la procedura di mobilità sono tenute a darne comunicazione preventiva per iscritto alle rappresentanze sindacali, nonché alle rispettive associazioni di categoria (art.4 L. 223/1991).

L'informazione è tanto più importante, perché consentee ai lavoratori una scelta consapevole sulla possibilità di sostituirsi all'imprenditore, rilevando l'azienda, in applicazione anche delle stesse leggi dello Stato (tra cui la c.d. Legge Marcora, purtroppo più volte modificata in senso deteriore, ma ancora esistente) e con il supporto dello Stato.

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Alessandro Tedde

(Sassari, 1988). Avvocato e giurista, Presidente Nazionale di Sinistra XXI e componente della Direzione Nazionale di Sinistra Italiana.
Laurea con lode in diritto costituzionale all'Università di Sassari, diploma post-laurea in Studi e ricerche parlamentari all'Università di Firenze. Ho fondato la Rete degli Studenti Medi (2008) e Sinistra XXI (2012).
Mi occupo di ricerca sui seguenti temi del diritto pubblico: sovranità, globalizzazione, socialismo costituzionale, forme di stato-governo, partiti

Sito web: www.avvocatoalessandrotedde.it

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