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*la Sinistra del XXI secolo*

Pubblicato in Analisi politiche

Quattro unità della sinistra per ricostruire il soggetto di classe.

Giovedì, 07 Marzo 2013 20:01 Scritto da  Sinistra XXI

L'anno scorso Syriza ha finalmente sfatato l'idea che le forze della sinistra radicale debbano essere votate alla minoritarietà e alla testiomianza e non possano ambire alla battaglia per essere partiti maggioritari nei rispettivi contesti nazionali. Dei tratti che caratterizzano questa formazione, che recentemente è andata a congresso, evidenziamo:

  • Syriza nasce come una coalizione di partiti e movimenti e non direttamente come un partito unico, che non avrebbe tenuto conto della profonda eterogeneità della proposta delle forze politiche e sociali riconducibili all'area della sinistra;
  • Syriza ha sempre avuto una dialettica interna, anche alle stesse forze, tra riformismo di sinistra antiliberista (Synaspimos) e forze anticapitaliste e comuniste (DEA, KOA). In essa agiscono, mantenendo uno spazio di azione autonoma, indipendenti di sinistra e forze civiche di sinistra;
  • grazie alla presenza di una dialettica reale, è possibile la coesistenza con una forza come il Synaspimos, che comunque possiede un ruolo egemonico dentro Syriza, pur nel rispetto dei diversi partiti aderenti;
  • il tema è l'alternativa e non l'alternanza di governo. La presenza in quest'ultimo è determinata sulla base dell'affinità programmatica tra le forze e della possibilità di realizzazione di un programma minimo soddisfacente;
  • l'unità più ampia possibile, per ora, avviene sul terreno dell'antiliberismo, consentendo una mediazione tra forze a spinta rivoluzionaria e forze a spinta riformista;
  • l'adesione ai partiti europei ed organizzazioni internazionali è patrimonio delle forze della coalizione e non della coalizione tout court.

Anche in Italia è possibile ragionare su di un terreno di intesa, purché si prenda coscienza che i livelli di unità sono molteplici e che non tutte le forze coinvolgibili possono o devono aderire a ciascuno di essi. In particolare, evidenziamo "Quattro Unità" di cui è necessario tenere conto per ricostruire un campo unitario del Lavoro, in opposizione al Capitale, come luoghi di costruzione di una forza di classe che organizzi la classe:

  • l'Unità anticapitalista, come luogo in cui ricostruire una teoria generale di transizione al socialismo, che faccia del marxismo il proprio strumento di analisi, valorizzando il pensiero gramsciano e la centralità del sindacato di classe;

  • l'Unità antiliberista, dove costruire una visione maggioritaria della nostra iniziativa politica e del nostro radicamento sociale ed elaborare un modello alternativo di società, né settario né minoritario;

  • l'Unità programmatica di una Coalizione che riaffermi la centralità del lavoro, sostituita in Parlamento dall'idea (fatta propria dal Movimento 5 stelle) dell’equidistanza tra capitale e lavoro, per invertire la tendenza alla divisione che ha distrutto la classe operaia,

  • l'Unità costituzionale democratica contro le destre eversive.

Mentre continuiamo ad assistere alla riorganizzazione del partito politico del Capitale, è opportuno operare per la ricostruzione del Partito del Lavoro (ovvero dell'aggregazione della classe, le cui forme politiche definitive verranno in futuro) che abbia la massa critica per opporglisi nello scontro che ci attende.

E' necessario operare in tutti settori in cui è possibile costruire le alleanze indicate, al fine di impedire alcune tendenze di futuribili processi aggregativi a sinistra, che finirebbero per minare la vivacità che di una cultura politica critica di sinistra alternativa anticapitalista che, comunque, questa disfatta ha ridestato in alcuni strati della militanza di sinistra. Dobbiamo perciò lavorare affinché tali processi unitari non finiscano per definire una tra queste alternative opposte, ma negative:

  1. La nascita e l'egemonia sulla sinistra di un partito neosocialdemocratico, agganciato al socialismo europeo come ipotesi di governance democratica della globalizzazione capitalistica e refrattario al socialismo come alternativa di società (sul modello del Labour Party);

  2. il cartello di partiti o il partitone della sinistra “a sinistra del PD” senza scioglimento delle attuali forze esistenti (sul modello della Sinistra Arcobaleno o di Rivoluzione Civile).

  3. la chiusura in una prospettiva neocomunista di sola matrice marxista-leninista o togliattiana, refrattaria ad alleanze antisistemiche (sul modello del KKE);

  4. la costruzione di un soggetto politico alternativo (apparentemente molto aperto) in rappresentanza della radicalità dei movimenti sociali, ma votato all'opposizione minoritaria e all'autoreferenzialità (sul modello del NPA).

Mentre si avvicinano le convocazioni dei congressi dei partiti della sinistra, ribadiamo la nostra volontà nel dire NO a:

  • ipotesi disfattiste seguenti la débacle elettorale. Rifiutiamo con forza l'idea di una nuova fine della storia in sedicesimi;
  • ipotesi di ritorno nostalgico a mitiche origini, attraverso la rifondazione di sigle storiche o la ripresa di vecchi slogan che rispondono al chiaro sentimento di attesa avanzando proposte frettolose e su base volontaristica, senza una chiara analisi di fase;
  • ipotesi di chiusura in percorsi congressuali tutti interni alle vecchie forze politiche. Chiediamo un atto di coraggio di partiti usciti distrutti da queste elezioni nel convocare dei "congressi straordinari" non solo nei tempi ma anche nei fini;

Di fronte alla terzopolizzazione del sistema democratico-rappresentativo liberale, è opportuno portare la battaglia perché al bipolarismo economico Capitale-Lavoro segua la ricostruzione di un conseguente bipolarismo politico (Polo del Lavoro contro Polo del Capitale). Per questo motivo, riteniamo che la straordinarietà dei congressi debba risiedere anche nel prevedere la cessione di parte della sovranità dei soggetti politici ad un comune luogo di consultazione ed unità d'azione, costruito su base rappresentativa, dei soggetti costituenti il futuro "Polo del Lavoro", ovvero in primis i lavoratori e i soggetti ad essi contigui (studenti, disoccupati, pensionati). Riteniamo che la programmaticità debba essere il valore fondante di una "Camera dei lavoratori e delle sinistre" e di una rete di assemblee territoriali e di luogo di lavoro. Riteniamo che la strada della consultazione e dell'unità d'azione permanente debba essere perseguita con forza per poter meglio governare la fase di transizione verso la Terza Repubblica che si staglia dinanzi a noi.

Alcune indicazioni dal voto a Syriza.

La Syriza la famo all'Italiana.

Per un'alternativa programmatica.

Una camera dei lavoratori e delle sinistre per governare la transizione.

Ultima modifica il Martedì, 16 Settembre 2014 20:27

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