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Lavoro contro Capitale

Lunedì, 05 Dicembre 2016 07:00 Scritto da 
The hand that will rule the world - One Big Union (La mano che governerà il mondo - Una grande unione). The hand that will rule the world - One Big Union (La mano che governerà il mondo - Una grande unione). Solidarity, 30 giugno 1917

Sinistra e destra, lavoro e capitale

A partire dalla Rivoluzione francese, i termini sinistradestra indicano aree politiche contrapposte sulla base della dicotomia amico - nemico, costitutiva del concetto di "politica": una semplificazione che non sempre può essere ritenuta vera, soprattutto quando i termini sono usati per riferirsi a coalizioni (elettorali o meno) contrapposte, eppure molto eterogenee al loro stesso interno anche a causa della frammentazione sociale. Questa falsa opposizione è il prodotto di alcuni meccanismi antidemocratici presenti in leggi elettorali anticostituzionali, che sono diretti diretti a trasfrormare i poli classisti del Lavoro e del Capitale in poli interclassisti di "centro-sinistra" e "centro-destra". In questo modo, viene forzosamente indotto un bipolarismo falso, in cui all'alternativa di governo tra classi è sostituita l'alternanza di governo tra élites espressive della stessa classe.

La Costituzione repubblicana è stata scritta tenendo conto dell'esistente pluralismo sociale: alle élites capitalistiche che storicamente usano lo Stato a mo' di loro partito, la Carta ha legittimato la strutturazione politica di un partito "lavorista" che vieppiù potesse sostituire, nel governo della Repubblica, le élites borghesi con i soggetti del lavoro1 e in generale con gli oppressi. Il 4 dicembre 2016 questo partito lavorista ha vinto il referendum costituzionale: la scelta tra il SI o il NO alla modifica della Costituzione ha prodotto un'aggregazione in due poli non politicamente omogenei, ma sufficientemente connotabili sulla base della provenienza di classe2. Intorno al No, è avvenuto un fenomeno, seppur parziale, di ricompattamento sociale delle masse oppresse, che hanno mostrato di essere la maggioranza del popolo sovrano: un blocco popolare a difesa della Costituzione lavorista, un partito della classe generale del popolo in opposizione al partito elitario dell'oppressione capitalistica.

Si è trattato di tratta di un elemento di chiarificazione che dimostra che è possibile la costruzione di un bipolarismo politico in relazione organica con la struttura sociale ed economica, rispetto la Costituzione è stata uno strumento aggregante, ai fini del ricompattamento politico su basi di classe per fini difensivi, che è necessario capire se e come volgere a fini offensivi3, ad esempio promuovendo una difesa dinamica dei suoi principi cioè di un'attuazione in senso socialista delle sue norme. Non possiamo limitarci alla difesa della Costituzione formale, ma dobbiamo lottare per un'attuazione orientata secondo i principi voluti da una maggioranza di forze popolari, metà delle quali di cultura marxista.


Note

1  Coloro che sono obbligati a lavorare per vivere.

2 Se si leggono i dati dei flussi elettorali disaggregati per categoria e classe sociale si nota che nei 100 comuni con il più alto tasso di disoccupazione il NO ha vinto con una media del 66%, superiore del 6% rispetto al dato nazionale.

3 Come auspicavamo, è nata una rete autorganizzata per attuare la Costituzione al fine di non disperdere il patrimonio di energie, militanza e passione civile (come invece avvenuto a seguito dei referendum per l'acqua pubblica, il cui risultato, scemata l'attenzione, è stato rimesso in discussione), sebbene abbia una direzione piuttosto moderata. Tale rete dovrà essere aperta a coloro che vorranno costruire luoghi di incontro e di discussione dove progettare, decidere e proporre come attuare concretamente la Costituzione, non solo attraverso leggi ordinarie da proporre nelle istituzioni, ma anche con buone pratiche di attuazione diffusa sul territorio, a partire da un lavoro nelle autonomie locali degli amministratori per la Costituzione.

Ultima modifica il Sabato, 08 Agosto 2020 23:21
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Alessandro Tedde

(Sassari, 1988). Avvocato e giurista, presidente di Sinistra XXI, in passato ha militato in alcune formazioni politiche della sinistra, anche assumendo ruoli dirigenziali. Nel 2008 è stato uno dei fondatori dell'allora più grande sindacato studentesco d'Italia, la Rete degli Studenti Medi.

Laureato con lode all'Università di Sassari con una tesi in diritto costituzionale sul principio di sovranità popolare, ha conseguito un diploma in Studi e ricerche parlamentari all'Università di Firenze e attualmente è dottorando di ricerca in Diritto dell'Unione europea e ordinamenti nazionali presso l'Università di Ferrara.

Sito web: www.avvocatoalessandrotedde.it

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