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Pubblicato in Blog

Sinistra: non ci siamo. Dalle "mille" costituenti politiche all'unica "ricostituente sociale".

Domenica, 10 Marzo 2013 17:42 Scritto da  Sinistra XXI

Contemporaneamente leggiamo una lettera aperta del compagno Marco Ferrando che, dopo aver analizzato la sconfitta dei gruppi dirigenti della sinistra, propone come soluzione l'entrata in massa nel suo piccolo Partito Comunista dei Lavoratori, mentre Sinistra Critica si spacca in due, comunicandocelo dal suo sito.

Ancora, circola un appello per la "rifondazione" di un partito del lavoro, mentre ci dicono che il dibattito nel PdCI sarebbe riassumibile in "facciamo il KKE italiano o entriamo in Rivoluzione Civile". Si aggiunga poi "la modesta soddisfazione" dei compagni di Comunisti Sinistra popolare-Partito Comunista per l'1,58 preso nella circoscrizione Estera (l'unica in cui erano presenti).

Potremmo (e forse dovremmo) aggiungere i rumors sul dibattito interno a SEL, tutt'altro che pacifico, il quale però sembra dipendere da quello sul prossimo congresso del PD, ovvero sulla possibilità di quest'ultimo di ridiventare socialdemocratico oppure no, grazie all'intervento taumaturgico di Fabrizio Barca, ovvero  di un altro "illustre sconosciuto".

E infine, per carità di patria, ci esimiamo dal commentare le affermazioni di giubilo di alcune microformazioni comuniste per il risultato straordinario del Movimento Cinque Stelle.

La domanda che ci poniamo è: cosa abbiamo fatto di male per meritarci questa classe dirigente? Perché dobbiamo continuare a subire le scelte miopi di un gruppo dirigente - quello che nel 1991 si oppose alla sparizione di un'autonoma forza comunista - che continua ad inanellare disfatte su disfatte?

Forse non esistono giovani militanti, quadri e financo dirigenti (gramscianamente intesi) capaci di prendere le redini delle direzioni delle organizzazioni di classe in Italia? A noi risulta, dai contatti e dai rapporti avuti in anni di militanza, che ve ne siano ed anche di capaci. E rappresentativi di tutte le sfumature politiche del movimento operaio.

L'unico errore che forse hanno fatto è di essersi arresi o adattati a questo modo di fare politica, che ha portato oggi la sinistra alla marginalità, non solo politica ma sociale.

Nei prossimi mesi verranno fuori, forse, decine di appelli per la costruzione di "costituenti politiche" della sinistra. Ma invece ciò che servirebbe oggi è una "ricostituente sociale" per favorire il ricompattamento di un nuovo blocco sociale antisistemico, anzi di un vero e proprio blocco storico, capace di opporsi al Capitale che si riorganizza, anche politicamente.

Questa è una discussione che la sinistra ha già fatto nel periodo della disfatta storica dell'Arcobaleno: naturalmente, le soluzioni sono rimaste confinate ai documenti politici e congressuali. E si sono persi cinque anni e migliaia di compagne e compagni portati via dal riflusso. Attendiamo che succeda altrettanto anche oggi?

Attenzione: questo articolo si basa su indiscrezioni e "voci di corridoio". Quanto in esso scritto è perciò da prendere con il beneficio del dubbio. Avvertiamo quanti leggano ad una verifica diretta delle informazioni in esso contenute.

Ultima modifica il Domenica, 10 Marzo 2013 17:57
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