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DECRETO SICUREZZA BIS. Razzista, reazionario e socialmente pericoloso

Venerdì, 23 Agosto 2019 13:16 Scritto da  Giacinto Botti, Maurizio Brotini

Ci preme, dopo il contributo sulla crisi di governo, riportare ancora l’attenzione sul decreto sicurezza bis e sulla deriva democratica e valoriale che sta interessando il nostro Paese. Siamo in un paese dove aumentano gli atti discriminatori, gli insulti razzisti e l’insofferenza xenofoba verso l’immigrato, in particolare quello con la pelle non bianca. È un’onda nera, una ferocia indistinta che si riversa su chi salva dei profughi o compie nei confronti di un migrante gesti di solidarietà. Circola, non da oggi, nel web e sui social, nelle piazze, nelle spiagge, nei luoghi di lavoro un veleno che può uccidere il progresso e la civiltà perché sta offuscando la mente e i sentimenti umani di troppi. Non di tutti per fortuna.

Questa “abitudine” alla disumanizzazione è alimentata da un politico spregiudicato, xenofobo e razzista come Salvini, ma molte sono le responsabilità e le complicità. Responsabilità di Di Maio e dei 5 Stelle che hanno additato al “popolo” le navi delle Ong, navi della speranza che fanno la differenza tra la vita e la morte, come “taxi del mare” per raccogliere qualche consenso a destra. Responsabilità di chi a sinistra ha parlato di un’inesistente emergenza democratica, di chi per primo ha minacciato la chiusura dei porti sottoscrivendo un accordo vergognoso che sarebbe dignitoso cancellare, con il quale l’Italia ha assicurato alla Libia risorse e armi, ottenendo di spostare nelle carceri lager il problema immigrazione. C’è la responsabilità di chi ha utilizzato lo slogan ipocrita “aiutiamoli a casa loro” contribuendo a spingere il senso comune diffuso verso la destra xenofoba, e di quegli organi di “disinformazione” che spargono livore e aizzano le persone contro il nemico “extracomunitario” individuato come causa delle proprie misere condizioni economiche e sociali, ignorando le violenze, lo sfruttamento, le nefandezze di criminali italiani che si arricchiscono col caporalato, la tratta e la riduzione in schiavitù di altri esseri umani. Una disinformazione e una politica che inquinano, sporcano, imbarbariscono il vivere civile. Ed è responsabilità di tutti noi se ogni volta che assistiamo a drammi umani, a violenze e insulti verso un immigrato, un essere umano dalla pelle diversa dalla nostra restiamo indifferenti, ci giriamo dall’altra parte, non reagiamo, non combattiamo come sappiamo e dobbiamo fare contro chi vuole rubarci l’umanità e il senso di giustizia che abbiamo collettivamente coltivato.

La ribellione all’onda nera deve far parte della rinascita e della ricostruzione della sinistra. Siamo in una fase di degenerazione autoritaria, fascistoide e razzista. Il decreto sicurezza bis, anticostituzionale e socialmente pericoloso, votato dal Parlamento e promulgato dal Presidente della Repubblica è ormai legge dello Stato, e ne andrebbe richiesta la cancellazione. È un provvedimento in continuità con la legge sulla legittima difesa, voluto dalla Lega con la complicità irresponsabile dei 5 Stelle. Si alimenta cosi la percezione di insicurezza, utilizzandola e strumentalizzandola a fini politici di bassa lega, si ingigantisce la zona grigia del Paese, si indirizza l’emotività collettiva e si creano le maggioranze a prevalenza reazionaria e disumana. In una logica aberrante che si nutre di luoghi comuni e di molto individualismo, l’altro è il nemico, il pericolo, l’immigrato diventa il facile capro espiatorio di tutti i mali, delle diseguaglianze e delle miserie che attraversano da sempre l’Italia.

Padroni a casa nostra” e “prima gli italiani” sono espressioni banali, populismo dall’immediato effetto ma dalle possibili conseguenze non controllabili. La Lega, Fratelli d’Italia e non solo, contribuiscono a creare, anziché ridurre, il clima di odio, di violenza, di insofferenza e di paura atavica nei confronti dello straniero, soprattutto di chi ha la pelle nera.

I 18 articoli di cui è composto il decreto sicurezza bis contengono nefandezze repressive sul fronte immigrazione e sul fronte sociale; prevedono, tra altro, pene fino a un milione di euro per le navi private che effettuano il salvataggio di persone e non rispettano il divieto di ingresso nelle acque territoriali. Salvare le persone in mare è diventato un reato, e questo ha provocato la durissima reazione dell’agenzia delle nazioni unite per i rifugiati (Unhcr). L’intolleranza etnica è ormai una presenza diffusa e non marginale, una realtà non da accettare ma da combattere su tutti i fronti. È un decreto reazionario, disumano che avrà come conseguenza l’aumento dei morti nel Mediterraneo. Ed è un oltraggio alla nostra Costituzione perché colpisce al cuore la democrazia, che è tale quando assicura, garantisce il diritto al dissenso, la libertà di stampa e di espressione. Viene messo in discussione e alterato persino il diritto di manifestare il proprio libero pensiero, di esercitare con mobilitazioni, scioperi, forme di lotta la protesta civile. Si condiziona, si altera la libertà di ritrovarsi nei luoghi pubblici intaccando gli art. 21 e 17 della Costituzione. Si introducono pene abnormi, irragionevoli, sproporzionate, con l’obiettivo di creare il clima repressivo verso ogni dissenso contro il potere, le scelte del governo, contro le leggi ingiuste e sbagliate. La libertà di espressione è messa in discussione. È uno stato di polizia mascherato, una deriva democratica attraverso una legge che supera per gravità e conseguenza la famosa “legge Reale” contro la quale il movimento operario e i democratici si mobilitarono. Si applica il Daspo alle manifestazioni sindacali e politiche, è possibile l’arresto di chi manifesta con il casco, di chi ha un bastone tra le mani, di chi si copre il volto. Ribellarsi, contestare un pubblico ufficiale può costare la galera. Il Presidente della Repubblica non doveva limitarsi a indicare le sue preoccupazioni e a chiedere formalmente alcune sostanziali modifiche, avrebbe dovuto a mio avviso rimandarla alle Camere e non promulgarla. Abbiamo visto i prodomi di questa deriva, sottovalutati, non denunciati adeguatamente attraverso gli abusi di potere e l’intolleranza del ministro dell’Interno verso le contestazioni, verso l’esposizione anche dei più innocenti striscioni posti sui balconi da semplici cittadini, utilizzando le forze dell’ordine e persino i pompieri per rimuoverli.

Eppure il paese reale non è insicuro e incivile per un’invasione inesistente ma per la criminalità organizzata, la mafia, la corruzione, il malaffare, l’ingiustizia sociale presenti da Nord a Sud, nelle regioni ricche e in quelle povere. Parlano chiaro anche i dati drammatici sui femminicidi, sull’80 per cento degli omicidi che in Italia avvengono in famiglia, sui numeri spaventosi e in aumento dei morti sul lavoro, veri e propri assassinii spesso giustificati, rimossi dalla politica e dalla coscienza collettiva. Siamo un paese avvolto dalle nebbie: nemici sono gli immigrati, nemiche sono le Ong, nemica è la “capitana” coraggiosa che salva vite in mare, nemici sono i pescatori che raccolgono naufraghi, nemico è chi ancora rimane umano, chi ha come riferimento la civiltà e la nostra Costituzione.

Abbiamo un bisogno disperato di tornare alla normalità, di ripartire dai problemi veri, dalle vere emergenze sicurezza, come per esempio quella di una donna di non essere braccata e uccisa dall’uomo che dice di amarla o da un violento di qualsiasi colore o, per un lavoratore, di tornare a casa alla sera dal lavoro. Sicurezza di aprire un’attività senza pagare il pizzo, di lavorare con diritti senza essere sfruttato e schiavizzato dal lavoro nero e dai caporali. Sicurezza di un lavoro dignitoso che dia la possibilità e il diritto di costruirsi un futuro. Sicurezza di potersi curare e di studiare nelle strutture pubbliche. Sicurezza di una giustizia uguale per tutti. Invece ci stiamo imbarbarendo, dopo anni di ricerca ossessiva, di campagne politiche di disinformazione e di manipolazione delle realtà alla ricerca del capro espiatorio nell’immigrato straniero. L’intolleranza etnica è una realtà, la xenofobia è dilagata insieme all’ignoranza e all’intolleranza. La disumanità, l’inciviltà, la ferocia e la viltà sono divenute legge parlamentare.

Si sta giocando con il fuoco, si stanno alimentando odio e razzismo con continui richiami a un’invasione inesistente di immigrati clandestini, responsabili di crimini e stupri, da fermare con leggi antidemocratiche, con la chiusura dei porti e mortificando ogni sentimento di pietà e di solidarietà che attraversa la società. Il linguaggio, gli atti di razzismo, di intolleranza, di violenza contro lo “straniero nero” sono in continuo aumento anche nei confronti di ragazzi e bambini nati in Italia o adottati da genitori italiani. Se mai dovesse nascere un nuovo governo di legislatura con la partecipazione della sinistra, dovrebbe farsi carico anche di questa battaglia valoriale, culturale, di civiltà. Il progetto autoritario e nazionalista di Salvini, la sua idea di democrazia e di paese, le sue proposte che alimentano diseguaglianze, razzismo e xenofobia, favoriscono i ricchi e gli imprenditori (autonomia, flat-tax, decreto sicurezza, aperture verso il caporalato ecc) e non si sconfiggono con le alchimie politiciste ma con un programma e con delle proposte, con una visione di società, con la partecipazione della parte migliore del paese, con le associazioni e la società civile, con il sindacato confederale e una mobilitazione unitaria diffusa, con la lotta corpo a corpo nella società, nei luoghi di lavoro, nell’esistenza quotidiana delle persone e nel paese reale. Con la riconquista di un’egemonia valoriale e culturale. Pensiamo che questo sia il tempo del coraggio, della resistenza democratica e della disubbidienza civile. Il tempo del cambiamento e della partecipazione attiva, dell’unità del mondo del lavoro e della costruzione di una sinistra capace di discontinuità e di coraggio. È tempo di creare un movimento politico e sociale ampio in difesa dello stato democratico, della civiltà e della nostra Costituzione.

21 agosto 2019

Ultima modifica il Domenica, 25 Agosto 2019 17:52

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