Accedi ai servizi con il tuo nome utente e password

Accedi - Registrati

*blog.sinistra21.it*

Pubblicato in La pagina dei Blog

Sinistra Italiana: no future for you (se continui così)!

Mercoledì, 14 Giugno 2017 10:33 Scritto da 
Banksy, "No Future", Southampton Banksy, "No Future", Southampton

Il preoccupante futuro di Sinistra Italiana

Avevo già scritto del possibile fallimento di Sinistra Italiana, che era nell'aria fin dall'inizio. Il progetto non è ancora superato, ma i giorni vissuti con i compagni di Sinistra XXI qui impegnati mi incutono una grande preoccupazione, tale da chiedermi se effettivamente sussistano per tutti noi le condizioni per partecipare ancora alla vita del partito.

E' noto che, almeno per una parte di noi, tali condizioni non sussistevano più già ai congressi territoriali: la vittoria senza opposizione della linea nazionale della maggioranza ha consentito al notabilato locale di permettersi ogni tipo di libertà. Sono perciò venute meno, in generale, la regolarità delle convocazioni e delle riunioni delle commissioni congressuali in diverse regioni: situazione, peraltro, difficilmente rappresentabile all'esterno ad eventuali organi di garanzia (più formali che sostanziali, si dica), vista l'assenza di verbali o di altra documentazione facilmente rinvenibile.

Tra scissioni, congressi inconcludenti (per dire: sull'Unione europea non è ancora stata decisa una posizione e di conferenza programmatica non si parla più) e mancato rispetto delle regole di civile convivenza (prima ancora che statutarie), per un osservatore esterno il progetto di SI non è mai partito: il fallimento è comune alle due (opposte?) visioni che non si sono scontrate al congresso nazionale (quella della minoranza, poi scissionista, che puntava a SI come baricentro di una coalizione alternativa di governo di centro-sinistra; quella dell'attuale maggioranza, che puntava ad un'alternativa di sinistra senza responsabilità dirette di governo).

Sono diversi i fattori a portarmi a queste considerazioni:

1. Prima del congresso nazionale di Rimini: il caso delle assemblee territoriali

In molte regioni sono state rifiutate le deroghe per svolgere le assemblee territoriali fuori dal capoluogo, anche in casi come quello di Pinerolo e del Pinerolese in Piemonte, dove molti compagni e compagne per le distanze da Torino sono stati impossibilitati a partecipare all'assemblea provinciale. Alla sintesi si è preferita una conta sterile, tutta ripiegata all'interno di SI, senza programmi su cui confrontarsi né prospettive politiche veramente alternative: una lotta di potere che può interessare solo il ceto politico e non coloro che vogliamo rappresentare e fare partecipare (cioè chi deve lavorare per vivere). Nei giorni precedenti alle assemblee si sono registrati tesseramenti provenienti in blocco da ambienti riconducibili al notabilato locale, come già avvenne nello scorso congresso di Sel.

2. Dopo il congresso nazionale di Rimini: i nodi irrisolti su Europa e Conferenza programmatica

Oggi esiste il rischio concreto di una scissione di SI da se stessa, mentre il rimescolamento nella sinistra italiana e le possibilità inedite che si stagliano nella politica in campo europeo, potrebbero darle un ruolo fondamentale. Tuttavia, il suo gruppo dirigente rischia di rendere inagibile lo strumento del partito (che anzi dovrebbe puntare ad aumentare la partecipazione in senso massivo), portandolo in breve ad essere inservibile per coloro che vorrebbe rappresentare. Il Congresso nazionale ha votato una linea politica che per molti versi non ho condiviso, ma che aveva il merito di affermare il rassicurante intento di Sinistra Italiana di aderire al Partito della Sinistra Europea. Constato, però, con amarezza, che alcuni compagni guidati da Claudio Paolinelli, presentatore dell'emendamento per l'adesione immediata alla Sinistra Europea (e che noi abbiamo sostenuto come ALP), si sono visti costretti ad avviare una petizione per convincere la segreteria ad applicare la linea politica sula base del quale è stata eletta. La segreteria ha rassicurato che avrebbe provveduto ad avviare le pratiche necessarie, ma non abbiamo novità in merito. L'altro nodo rimasto in sospeso è la promessa dello svolgimento di una conferenza programmatica che avesse come punti fondamentali l'Europa, l'Euro, i rapporti internazionali e che, inoltre, consentisse di discutere e votare tutti gli emendamenti politici non votati a Congresso. Non vi è alcuna notizia in merito ad una sua possibile convocazione.

3. I congressi federali e regionali: il nodo dei regolamenti

Il regolamento approvato dalla maggioranza di Sinistra Italiana prevede che la gestione dei congressi territoriali spetti ai componenti dell'assemblea nazionale che risiedono nel territorio, riuniti in una commissione congressuale. Tra gli altri, tanto in Sardegna quanto in Piemonte il regolamento congressuale viene disatteso: nella prima regione si è completamente derogato al regolamento nazionale, consentendo alle federazioni che avevano votato contro la costituzione del partito di fare i congressi senza alcuna verifica della reale esistenza di iscritti; nella seconda,  per preparare e gestire i congressi territoriali  non sono stati consultati quei componenti dell'Assemblea nazionale che avevano preso posizione a favore della minoranza e si sono convocate assemblee precongressuali, non previste nel regolamento, che avrebbero nominato i delegati per il congresso provinciale. E' chiaro che se un partito non rispetta né la linea politica, né lo statuto, né i regolamenti interni che si è dato appena pochissimi mesi prima, ha un problema serio: sta attuando la prima scissione da sè stesso della storia della sinistra.

4. I soliti vizi dei gruppi dirigenti della sinistra cosiddetta radicale

Dal piano nazionale a quello più strettamente locale permangono i vizi soliti della sinistra:

1. Predilezione per il notabilato piuttosto che per i militanti

Ciò vale per la composizione delle direzioni nazionali, regionali e federali, nelle quali prevale il fatto di essere delle personalità (espressione di micromondi), senza connettere al mandato responsabilità tematiche (deleghe e/o dipartimenti) ovvero territoriali. La situazione di subalternità politico-culturale al notabilato vale anche rispetto agli appelli della c.d. società civile dei Pisapia che si autoprocalamano federatori di entità mitologiche come di alleanze per il cambiamento di centrosinistra oppure dei presunti leader autonominatisi di alleanze popolari (senza popolo?!?) per la democrazia e l'eguaglianza (ripercorrendo la solita strada tracciata dal Norberto Bobbio, scientifico distruttore della prospettiva di una sinistra marxista in vista di una sinistra liberale dell'uguaglianza. Fondare la sinistra sulla uguaglianza piuttosto che sulla "libertà da - libertà di" è negare Marx radicalmente).

2. Predilezione per la convegnistica sulla metafisica

Il partito si distingue per una certa propensione per la convegnistica: per stare alla Sardegna si tratta di una convegnistica legata a temi tecnici di scarso rilievo di classe (leggi urbanistiche) o su cui non v'è nulla da dire (leggi elettorali: l'unico sistema non anticostituzionale è il proporzionale puro. Carlo Lavagna dixit per tutti) o su cui la discussione non ha particolare effetto rispetto al nostro referente sociale - i soggetti del lavoro - (mi riferisco, ovviamente, ai convegni sulla metafisica dell'unità a sinistra).

3. Predilezione per la costruzione mediatica, ai limiti del ridicolo, piuttosto che sul radicamento sociale e territoriale

I componenti della segreteria nazionale che vanno a giocare a calcetto o che svolgono assemblee regionali con immaginarie masse negli ex birrifici oppure  flash mob con cui si nasconde il fatto di non essere più capaci di mobilitare neanche un minimo del proprio tessuto militante.

In conclusione

Un partito così non serve alle persone che dovrebbe rappresentare: un partito così non permette, nei fatti, di fare politica seriamente. Per quanto mi riguarda , rimango fedele alle linee fondative che furono di Sinistra Italiana e, proprio per questo, lavorerò per costruire una larga alternativa di società e per il governo di sinistra, capace di interloquire e di stare in tutti quei movimenti che permettano agibilità politica a tale scopo. Una sinistra in grado di riprendere quella connessione teorica, culturale, pratica e politica, con le ragioni di un partito del lavoro da costruire in Italia ed in Europa.

A me interessa un partito capace di essere radicato, con propensione di massa, aperto a dialogare con gli interlocutori politici e sociali esterni ad esso, strumento di emancipazione di chi deve lavorare per vivere, interessato a costruire programmi per l'alternativa di società ed il governo, scevro da lotte di potere autistiche ed autoreferenziali. Per tutte queste ragioni, mi auguro che vi possa essere nel futuro di SI un'inversione di rotta radicale rispetto a queste dannose pratiche, al fine di costruire una sinistra lavorista, con propensione di massa, in tutti i luoghi politici e sociali e con tutti gli interlocutori interessati.

Ultima modifica il Giovedì, 15 Giugno 2017 08:49

Ti è piaciuto l'articolo? Allora, condividilo con i tuoi amici!

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter
Letto 700 volte
Vota questo articolo
(3 Voti)
Etichettato sotto
Alessandro Tedde

(Sassari, 1988). Avvocato e giurista, Presidente Nazionale di Sinistra XXI e componente della Direzione Nazionale di Sinistra Italiana.
Laurea con lode in diritto costituzionale all'Università di Sassari, diploma post-laurea in Studi e ricerche parlamentari all'Università di Firenze. Ho fondato la Rete degli Studenti Medi (2008) e Sinistra XXI (2012).
Mi occupo di ricerca sui seguenti temi del diritto pubblico: sovranità, globalizzazione, socialismo costituzionale, forme di stato-governo, partiti

Sito web: www.avvocatoalessandrotedde.it

Lascia un commento

I commenti lesivi della dignità altrui o che incitano a comportamenti violenti e/o illeciti saranno cancellati

Blogger più seguiti

div.tagItemImageBlock {float:none;} div.tagItemView {text-align: center;}