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Sinistra italiana: è l'ultima chance prima della débâcle

Giovedì, 12 Gennaio 2017 09:57 Scritto da 
Verso il congresso di Sinistra Italiana Verso il congresso di Sinistra Italiana

Alcune riflessioni sul congresso di Sinistra Italiana, a partire da Cosmopolitica.

Sinistra Italiana: ultimo tentativo di cambiare direzione prima del deragliamento

Quando nell'estate del 2015 si iniziò a discutere del percorso che avrebbe portato a Sinistra italiana, il consiglio direttivo di Sinistra XXI si interrogò sull'atteggiamento da assumere verso l'ennesimo tentativo unitario della sinistra (radicale?) italiana.

Il sottoscritto produsse un documento di analisi fortemente critico rispetto alla nascita parlamentarista, ultrapartitista e romanocentrica di Sinistra Italiana. Tuttavia, il consiglio direttivo, con una cautela che ritengo fosse opportuna, ritenne di accogliere il documento, ma senza renderlo pubblico, al fine di non determinare un pregiudizio rispetto a molti compagni di base che, presi dall'onda di un insperato ottimismo, avevano già aderito al processo di SI.

Si decise, dunque, di seguire uno stile di direzione gramsciano, cercando di fornire elementi di direzione consapevole alla spontaneità della massa dei compagni, assumendo un atteggiamento ed una prassi politici fondati su tre elementi:

  1. identificazione di SI come ultima chance fornita ai vecchi dirigenti della sinistra radicale di assumere la direzione del processo di ricostruzione della sinistra, prima di accertare l'inevitabilità di costruire Sinistra XXI come movimento politico;
  2. assunzione, sul piano locale, di una internità non organica al processo, sintetizzabile con lo slogan rimanere nel gorgo ed essere criticamente propositivi, fatto proprio dai compagni nelle riunioni di costituzione dei comitati promotori locali;
  3. esplicitazione di una strategia nazionale finalizzata ad aggregare una piattaforma lavorista dentro Sinistra italiana, fondata su di una larga alleanza non meramente tattica che ne preservasse il rapporto diretto con il movimento operaio, contro la svolta neopopulista che taluni volevano imporre (a partire dalle componenti Act!, rappresentata da Claudio Riccio, e Tilt!, rappresentata Marco Furfaro e Maria Pia Pizzolante).

Prima e dopo Cosmopolitica (Febbraio 2016).

Come avvenne la scientifica opera di rimozione di Sinistra XXI e delle sue idee.

1: Il ridimensionamento della presenza di Sinistra XXI e della base critica in platea.

I primi mesi della nostra adesione al processo costituente (ai tempi molto largo) ci videro impegnati sui fronti e sugli obiettivi delineati, peraltro con buoni risultati (almeno nelle regioni di storico radicamento di Sinistra XXI), a fronte, però, di scontri con le vecchie e le nuove burocrazie.

Queste si inventarono Cosmopolitica, l'ennesimo inutile ed insensato appuntamento in cui discutere dell'universo-mondo, tranne che di quanto necessario per costruire un partito: programma, statuto, regole di comportamento, gruppi dirigenti.

Qui è d'uopo una premessa. Sinistra XXI è un'organizzazione che vuole essere "operaia": anche le componenti borghesi presenti al suo interno, pertanto, assumono un tale atteggiamento. Ciò significa che l'organizzazione non vive al di sopra delle proprie possibilità e finora non ha accettato di percorrere scorciatoie (come ricevere finanziamenti diretti dallo Stato o da aziende). Abbiamo assunto lo slogan "la sinistra del XXI secolo che cresce con te": è la passione dei nostri militanti a consentire a Sinistra XXI di avanzare e, fin quando altissimi motivi strategici non renderanno assolutamente necessario subordinare alla tattica questo nostro carattere, non retrocederemo.

L'organizzazione di Cosmopolitica, a suo tempo, fece l'errore grossolano di dare notizia con due mesi di anticipo della data effettiva dell'assemblea. Ciò avrebbe consentito alla nostra organizzazione di provvedere ad una partecipazione massiva dei compagni, forti di esperienze organizzative importanti a livello di mobilitazione nazionale (abbiamo riempito le piazze di Roma ai tempi della nostra militanza nei sindacati studenteschi).

Sinistra XXI si impegnò, dunque, per dare un carattere popolare alla propria partecipazione ad un processo costituente che nasceva fortemente elitario.

Attraverso un lavoro di pressione, l'organizzazione centrale di Cosmopolitica fu costretta a garantire i rimborsi ai partecipanti: la nostra esperienza ci avrebbe portato, al loro posto, a centralizzare tutta l'organizzazione dei viaggi a livello centrale, predisponendo grandi trasporti collettivi (noleggi di pullman e autobus), piuttosto che rimborsi individuali (che andavano previsti per situazioni limte: chi aveva difficoltà di deambulazione autonoma ovvero proveniva da zone difficilmente raggiungibiili).

Il comitato di gestione di Cosmopolitica, invece, non solo non attuò una politica di piena partecipazione attraverso la prenotazione collettiva di mezzi di trasporto, ma non centralizzò le prenotazioni, facendo ricadere sulle strutture locali di SEL e sui parlamentati locali l'onere di rimborsare i singoli partecipanti. Ciò significava che i delegati territoriali dovevano o essere iscritti a SEL (ed essere appoggiati dalla maggioranza regionale) oppure far parte della clientela locale del parlamentare del luogo (ammesso che vi fosse un eletto).

E' chiaro che per un'organizzazione non avvezza a questi giochi, come Sinistra XXI, ciò significò non ricevere (come effettivamente è stato) alcun rimborso e doversi caricare personalmente ogni spostamento. La platea mostrò, così, un'enorme presenza di delegati dalle regioni centrali dell'Italia e sempre meno da quelle periferiche, a sottolineare l'impianto romanocentrico della nascente organizzazione.

Tuttavia, per i compagni che avevano la possibilità (in autonomia o attraverso collette) di sostenere il viaggio, l'organizzazione di Sinistra XXI si attivò per riequilibrare lo sforzo personale sul piano del pernottamento.

Forti di un accordo già sperimentato in passato, mettemmo a disposizione alcune strutture ricettive di ottimo livello al prezzo di E. 10 a persona per notte, al fine di consentire la partecipazione massiva dei compagni di base, invece osteggiata dalle scelte elitarie del comitato di gestione di Cosmopolica, che scelse strutture carissime, scaricandone i costi sui partecipanti (salvo non soggiornare fuori Roma, rischiando di perdere parte dei lavori).

Appena resa pubblica questa possibilità, lo sforzo organizzativo venne ostacolato, soprattutto da una componente di fuoriusciti dal PD che attivò, da parte di una propria dirigente, una pressione sulla compagna albergatrice per negarci le strutture ricettive già messe a nostra disposizione. La compagna, con la quale abbiamo interrotto i rapporti, diede unilaterale disdetta delle prenotazioni fatte, rendendosi irrintracciabile per lungo periodo.

Fu un grande colpo per la nostra rete, che ci obbligò a ridefinire gli obiettivi di partecipazione massiva dei nodi. Il tesoriere di Sinistra XXI, con uno spirito di sacrificio notevole, riuscì comunque a risolvere la situazione, garantendo ai compagni che avevano già versato la quota di poter pernottare a Roma, con costi di poco superiori a quelli precedenti, e comunque sempre di molto inferiori a quelli del comitato di gestione di Cosmopolitica.

2) L'ostracismo verso la linea critica lavorista.

Fu, invece, centralizzata la redazione del sito Cosmopolitica nel quale dovevano essere pubblicati i contributi preparatori. Ci fu una vera e propria rissa tra le nascenti correnti di SI per avere un membro all'interno della redazione che cautelasse i propri aderenti nella pubblicazione. Il risultato fu che chi faceva parte di una cordata ebbe molto più spazio di chi non ne faceva parte e, dunque, anche far pubblicare i propri contributi divenne estremamente difficile. Ci orientammo, pertanto, su pochi articoli, ma estremamente netti nelle loro posizioni, per dire senza mezzi termini la nostra.

Tale chiarezza preventiva determinò grossi problemi una volta giunti all'assemblea, dove la gestione del microfono fu affidata al Sen. Peppe De Cristofaro, che subito ci fece presente l'impossibilità di avere un intervento, perché "quel che avete da dire l'avete già scritto".

Per tre giorni cercammo inutilmente di avere un intervento, mentre dalla platea parlavano anche soggetti esterni al costituendo partito, tra cui alcuni delegati che, contemporaneamente, mantenevano gli incarichi di segreteria nel PD e nella sua organizzazione giovanile.

Riuscimmo a spuntare un unico intervento in un orario decente, sul presupposto che non fosse un intervento nazionale (come Sinistra XXI), ma come comitato locale (mentre rifiutammo, infatti, la proposta di intervenire come organizzazione dopo le 22, a sala vuota).

Decidemmo, pertanto, di affidarlo al compagno Antonino Martino, vicepresidente di Sinistra XXI, coordinatore della delegazione "Sinistra XXI in Sinistra Italiana". L'intervento ebbe successo ed Antonino riuscì a riportare alla platea almeno gli assi portanti del documento lavorista precedentemente presentato a mia firma.

3) L'annullamento nei gruppi dirigenti, nazionali e locali.

Non tutte le organizzazioni presenti a Cosmopolitica erano già parte del percorso: alcune erano presenti per vedere e rendersi conto di cosa si trattasse.

Una tra queste era la neonata Risorgimento Socialista, organizzazione di compagni che stava riunendo la diaspora dei socialisti di sinistra secondo una piattaforma avanzata. La nostra opera di convincimento, in quei giorni, fu fatta anche presso di loro e presso il compagno Franco Bartolomei che li rappresentava, che fu convinto ad aderire a Sinistra Italiana. Egli trovò sponda anche nel gruppo di Fassina e venne inserito all'ultimo momento nel comitato politico nazionale di Sinistra Italiana.

Al rientro da Cosmopolitica, scoprimmo che un gioco di sostituzioni aveva determinato l'assegnazione del posto di Sinistra XXI a Risorgimento Socialista, senza che a nessuno venisse preventivamente comunicato (né a noi, né a RS).

Non solo. Nei giorni e nelle settimane a seguire si produsse l'assurdità del fatto che, mentre i dirigenti nazionali di SI sostenevano che Sinistra XXI non avesse mai avuto uno spazio nel comitato promotore, ai compagni da noi indicati nella lista giungevano le convocazioni del comitato: una situazione paradossale, che venne soffocata dai dirigenti di SI con argomenti tutt'altro che autorevoli, bensì autoritari, in discussioni private.

In ogni caso, se Sinistra XXI non veniva riconosciuta come soggetto costituente di Sinistra Italiana (negandole una rappresentanza nazionale), avevamo da giocare ancora la carta dei comitati locali in cui detenevamo la maggioranza e, specificamente, il Piemonte e la Sardegna.

Nella prima regione, venne fatto un vero e proprio ostracismo: in mesi non venne mai riunita l'assemblea regionale obbligatoria per eleggere i 3 componenti regionali del comitato nazionale e alcuni di loro vennero nominati direttamente da Roma. Noi abbiamo sempre rifiutato queste logiche e, pertanto, siamo rimasti tagliati fuori dalla ripartizione locale (pur esprimendo uno dei coordinatori regionali).

In Sardegna, invece, l'assemblea venne convocata, ma l'on. Michele Piras si inventò l'ennesima finta assemblea politica, come non si vedevano dai tempi in cui era segretario: in quella assemblea si fece di tutto (bere, mangiare, parlare di salsicce e ascoltare concerti), tranne che votare i 3 delegati, che avrebbero ridimensionato il ruolo di Piras come unico tramite tra l'organizzazione romanocentrica di SI ed una regione isolata e periferica come la Sardegna. La protesta dei compagni dell'ala lavorista portò ad un accordo, comunque insufficiente se non grottesco: anziché basarsi sui rapporti di forza, arrivando ad una votazione, l'on. Piras pretese che i 3 delegati regionali venissero scelti "uno per ciascun collegio dell'Italicum" (sic!), così ridimensionando l'ala lavorista che era maggioritaria grazie al forte radicamento prodotto nel Nord. Al centro, pertanto, venne fornito un delegato, sebbene SI non vi contasse neppre un aderente.

Per evitare una rottura, Sinistra XXI rinunciò ad esprimere il delegato nel nord, lasciando il posto ad un compagno unitario (ex PD passato a SEL) e che aveva avuto modo di farsi apprezzare all'assemblea di Cosmopolitica.

La scelta fu anche dovuta al fatto che era già evidente l'andazzo: infatti, i delegati restanti non vennero mai nominati (non essendosi mai riunito il comitato regionale) e nessuno dei 3 partecipò mai al comitato nazionale, che vide sempre la presenza dell'on. Piras (il quale, si dica la verità, in un primo momento aveva dato la disponibilità a sostenere la presenza del sottoscritto al primo comitato nazionale al fine di portare le proprie ragioni).

Sempre e per sempre dalla stessa parte ci troverete.

Questi sono solo alcuni dei fatti incresciosi successi nel periodo di Cosmopolitica.

Tuttavia, a me paiono già sufficienti per fondare un fortissimo dubbio sulla possibilità della presenza della nostra cultura politica dentro l'attuale SI.

Ritengo che, pertanto, valga anche in questo momento la storica tattica operata da Sinistra XXI (il transpartitismo a sinistra): portare, cioè, i propri indirizzi comuni all'interno delle organizzazioni in cui i singoli compagni pensano di poter avere cittadinanza.

Ancora oggi, alcuni dei compagni ritengono che vi siano dei margini per dare battaglia al primo congresso di SI: a loro va il mio più grande augurio e a tutti l'invito a sostenere (dall'interno o dall'esterno di SI) la loro battaglia, sia emendativa che per la direzione. La speranza del sottoscritto, come sempre, è che sia la mia analisi e non quella dei compagni di base ad essere smentita.

In ogni caso, Sinistra XXI rimane e si rafforza, ogni giorno di più, e con tutte le compagne e i compagni, secondo le proprie competenze e disponibilità, condurremo sino in fondo la nostra battaglia di costruzione della sinistra del XXI secolo.

Pertanto, auguro un buon congresso alla delegazione di Sinistra XXI in Sinistra Italiana (ed il loro successo) e colgo l'occasione per augurare anche un 2017 realmente prolifico e rivoluzionario a tutte e tutti noi!

Allo studio, al lavoro e alla lotta!

Ultima modifica il Martedì, 23 Maggio 2017 20:09

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Alessandro Tedde

(Sassari, 1988). Avvocato e giurista, Presidente Nazionale di Sinistra XXI e componente della Direzione Nazionale di Sinistra Italiana.
Laurea con lode in diritto costituzionale all'Università di Sassari, diploma post-laurea in Studi e ricerche parlamentari all'Università di Firenze. Ho fondato la Rete degli Studenti Medi (2008) e Sinistra XXI (2012).
Mi occupo di ricerca sui seguenti temi del diritto pubblico: sovranità, globalizzazione, socialismo costituzionale, forme di stato-governo, partiti

Sito web: www.avvocatoalessandrotedde.it

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