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Lavoro contro Capitale

Lunedì, 05 Dicembre 2016 06:00 Scritto da 
The hand that will rule the world - One Big Union (La mano che governerà il mondo - Una grande unione). The hand that will rule the world - One Big Union (La mano che governerà il mondo - Una grande unione). Solidarity, 30 giugno 1917

Il referendum costituzionale del 4 dicembre 2016: la prima vittoria del partito lavorista

"Il referendum spaccherà il Paese!"

Così si esprimevano - nei talk show, nelle aule universitarie e sui giornali - in quei giorni di dicembre gli stessi che sognano di dividere l'Italia in due, secondo un bipolarismo forzoso indotto dalle (antidemocratiche e anticostituzionali) leggi elettorali di stampo maggioritario che cristalizzino le alleanze per approdare, infine, ad un bipartitismo falso, in cui qualsiasi alternativa di classe è impedita dall'alternanza al governo tra componenti della stessa élite.

Il referendum, piuttosto che spaccare il Paese, ha diviso i votanti tra alternative opposte che hanno contribuito a produrre dei fenomeni parziali di ricompattamento, su basi sociali, della complessa moltitudine degli elettori attivi, i quali si sono aggregata in due poli non politicamente omogenei, ma con evidenti connotazioni di classe, a guardare i dati e i flussi elettorali disaggregati per categoria e classe sociale. Era tempo che non si vedeva un tale fenomeno.

Il fronte del NO ha avuto una forte connotazione di classe (nei 100 comuni con il più alto tasso di disoccupazione, i NO si attestano al 66% di media, + 6% rispetto al dato nazionale) e in esso si è riaggregato, a partire dalla fondamentale questione costituzionale, la maggioranza degli oppressi (i quali continuano ad essere la maggioranza del c.d. popolo sovrano). Tale blocco popolare ha assunto le forme di un partito (nel senso di parte) della difesa della Costituzione lavorista, nel senso della parte politica di quei c.d. soggetti del lavoro, cioè coloro che sono obbligati a lavorare se vogliono vivere.

Il partito lavorista, cioè il partito della classe generale del popolo oppresso che si oppone al partito capitalista della élites degli oppressori che ogni giorno estende il suo dominio: questo è il bipolarismo - sociale, economico e politico - per cui combattiamo.

A maggior ragione, dopo aver vinto questa battaglia, è necessario costruire una rete autorganizzata per l'attuazione della Costituzione, perché non vada disperso il patrimonio di energie, militanza e passione civile come successo dopo i referendum per l'acqua pubblica, il cui risultato, scemata l'attenzione, è stato rimesso in discussione.

Non possiamo limitarci alla difesa della Costituzione formale, dobbiamo lottare per l'attuazione della Costituzione, a cominciare dai suoi principi voluti da una maggioranza di forze popolari, metà delle quali di cultura marxista.

La Rete sarà aperta a coloro che vorranno costruire luoghi di incontro e di discussione dove progettare, decidere e proporre come attuare concretamente la Costituzione, non solo attraverso leggi ordinarie da proporre nelle istituzioni, ma anche con buone pratiche di attuazione diffusa sul territorio, a partire da un lavoro nelle autonomie locali degli amministratori per la Costituzione.

Ultima modifica il Martedì, 22 Agosto 2017 17:32

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Alessandro Tedde

(Sassari, 1988). Avvocato e giurista, Presidente Nazionale di Sinistra XXI e componente della Direzione Nazionale di Sinistra Italiana.
Laurea con lode in diritto costituzionale all'Università di Sassari, diploma post-laurea in Studi e ricerche parlamentari all'Università di Firenze. Ho fondato la Rete degli Studenti Medi (2008) e Sinistra XXI (2012).
Mi occupo di ricerca sui seguenti temi del diritto pubblico: sovranità, globalizzazione, socialismo costituzionale, forme di stato-governo, partiti

Sito web: www.avvocatoalessandrotedde.it

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