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Rapporto censis: figli più poveri dei genitori

Venerdì, 02 Dicembre 2016 11:31 Scritto da 

E' uscito oggi il rapporto del Censis che certifica lo stato disastroso in cui si trova l'economia del nostro paese.

Il primo dato è che i genitori sono più poveri dei figli: gli under 35 sono più poveri rispetto ai loro coetanei del 2004 dell'8%. Rispetto poi ai loro genitori perdono il 15% di potere di acquisto.

Emerge poi il passaggio da un'economia del sommerso volta a sviluppare forme di piccola e media industria, come avveniva negli anni settanta e ottanta, ad un'economia del sommerso di difesa, fatta di elusione per il mantenimento di patrimoni ma senza investimenti economici.

Aumentano anche forme di sharing economy anche queste utilizzate per abbattere al minimo lo scambio di denaro, specie denaro rintracciabile. E' l'aumento del cash infatti, nelle forme di transazione, un altro dato che rileva il rapporto Censis. Sia nel patrimonio mobiliare, sia in quello immobiliare, si prova a fare diventare tutto fonte di reddito ( casolari, seconde e terze case, poderi agricoli utilizzati per eventi, bed and breakfast o scopi similari), per tutti questi servizi si chiede sempre più pagamento cash per non essere rintracciati dal fisco. Aumenta pure del 21% la percezione di povertà, al di là dei dati economici. Aumenta invece il potere di aquisto dei pensionati, un milione e centomila giovani under 40 vivono grazie al reddito da pensione dei loro genitori e nonni. Tutti dati ,questi che fotografano un paese ingessato, in cui non funziona più l'ascensore sociale, in cui il lavoro diventa sempre più assente e ,quando c'è, precario in cui aumentano paure ed insicurezze, voglia di cambiamento che non trova sbocchi e conservazione del patrimonio in chiave difensiva ed individualistica. Problemi si stagliano sia per la classe dirigente capitalista, che si trova ad affrontare una delle più pesanti recessioni economiche della storia ,sia per il nostro campo del lavoro che non trova una risposta unitaria e convincente per indicare al proprio referente sociale la via di uscita da questo stato di cose.

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Antonino Martino

(Reggio Calabria, 1987), studia giurisprudenza a Torino. A 14 anni si impegna nella Sinistra giovanile (allora l'unica organizzazione giovanile al Liceo Classico Newton di Chivasso), ma l'anno seguente aderisce ai Giovani Comunisti da indipendente. Nel 2005 fonda il coordinamento dei collettivi studenteschi Libera Lotta, diffuso in tutta Italia, che si evolve in Sinistra Nostra superando l'ambito studentesco e, nel 2008, pur mantenendo una propria elaborazione culturale, confluisce nel Movimento Radicalsocialista. Nel 2009, pertanto, diventa Responsabile Comunicazione e poi Responsabiile Movimenti della segreteria nazionale.

Convinto della necessità di una forte sinistra unita, prosegue un percorso coerente con la propria impostazione politica di comunista che si batte per l'egemonia.
Appassionato di lettura e musica (rock e metal), fin dalla sua origine ha aderito convintamente al progetto di Sinistra XXI.

Sito web: https://www.facebook.com/profile.php?id=100005179248315&fref=hovercard

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