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Pubblicato in Notizie

Jobs Act approvato: smontiamo le tesi di Renzi.

Domenica, 07 Dicembre 2014 10:37 Scritto da 

"Co.Co.Co.", ovvero i polli di Renzi.

"Penso ai tanti, della mia generazione, che abbiamo definito con acronimi, Co.Co.Co. Co.Co.Pro. e a cui abbiamo negato i più elementari diritti come le ferie e la liquidazione".

Renzi, fa piacere, ha un pensiero per tutti. Peccato che non ce l'abbia il Jobs Act, che non prevede nient'altro che una mera enunciazione di volontà del superamento delle forme precarie. Tra l'altro, le fattispece citate da Renzi non vengono proprio menzionate tra quelle da superare, nemmeno nelle generiche intenzioni di volontà.

Parliamo di generiche intenzioni di volontà, perché si rimanda tutto ai decreti attuativi, ma, come è noto, il vincolo da tenere nei decreti attuativi rispetto alla legge è molto, molto labile e sicuramente difficile da contestare.

Renzi fa dunque riferimento a due diritti: ferie e liquidazione, che, è vero, mancano ai precari, i quali continueranno a non beneficiarne, ma, per quanto riguarda le ferie, si tolgono addirittura come diritto obbligatorio a quei lavoratori che oggi le detengoni come diritto inesigibile. Si intravvedede qui uno dei dubbi di Costituzionalità del Jobs Act.

Indietro di cinquant'anni.

"Penso ancora, a tutti quelli che in questi anni di crisi hanno perso il lavoro e che non hanno ricevuto dallo Stato nè un sostegno economico nè servizi per l'impiego adeguati nè formazione".

Ancora ci rallegriamo perché Renzi ci pensa, ancora ci arrabbiamo perché nel decreto attuativo non vi sarà traccia di questi problemi, in quanto assenti nello stesso testo della legge.

Si taglia ancora sugli ammortizzatori: Cig, Cigs nella legge di Stabilità, anch'essa approvata a colpi di fiducia. Si taglia sui centri per l'impiego, rimandando una loro riforma, senza prevedere correttivi nemmeno in futuro.

La liquidazione ed il risarcimento economico, già prevista nello Statuto Dei Lavoratori per tutti, oggi viene limitata e la si sostituisce al reintegro, degradando il lavoro a merce, tornando indietro di cinquanta anni.

L'art.18 e la sua eliminazione: il totem dei neoliberisti.

"Eliminiamo l'art.18, certo, totem di un tempo che non c'è più ma soprattutto diamo vita ad un mercato del lavoro con regole certe ed inclusive, un mercato del lavoro moderno."

Ecco la perla finale dell'ideologia turboliberista che anima il Premier: l'art.18, per lui un totem, per lui la dimostrazione che si sono spezzate le reni alla sinistra e al sindacato del Novecento. Proprio quell'articolo, invece, garantiva almeno per certi lavoratori i diritti che andavano estesi a tutti quanti i lavoratori.

Certo, quel tempo ora non c'è più: si è tornati infatti indietro, come in un odiosa macchina spazio-temporale. I lavoratori vengono oggi, in modo inclusivo come vuole Renzi, proiettati negli anni '50, per di più con la sovranità limitata dello Stato che a quei tempi non c'era, in un mercato del lavoro che Renzi chiama moderno e che noi chiamiamo selvaggio, dove c'è un omogeinizzazione, che progressivamente porterà i lavoratori ad avere meno diritti per tutti, meno garanzie, per tutti. Con i padroni liberi di monetizzare come e quando vogliono il licenziamento e con esso la vita e il diritto di emancipazione e partecipazione democratica del lavoratore. Con uno Stato disinteressato a politiche industriali e di welfare: prono, come nella migliore ideologia liberista, al volere della mano invisibile ed inesistente del mercato, supplicante e totalmente dipendente dalla volontà di quegli imprenditori che Renzi definisce eroi, i quali, liberi da ogni vincolo, potranno finalmente costruire il benessere collettivo, tramite il loro benessere.

Questa legge è non solo un inganno, ma un manifesto ideologico del peggiore liberismo al potere, l'attuazione di una Bibbia del libero mercato sulla pelle di lavoratori e lavoratrici.

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Antonino Martino

(Reggio Calabria, 1987), studia giurisprudenza a Torino. A 14 anni si impegna nella Sinistra giovanile (allora l'unica organizzazione giovanile al Liceo Classico Newton di Chivasso), ma l'anno seguente aderisce ai Giovani Comunisti da indipendente. Nel 2005 fonda il coordinamento dei collettivi studenteschi Libera Lotta, diffuso in tutta Italia, che si evolve in Sinistra Nostra superando l'ambito studentesco e, nel 2008, pur mantenendo una propria elaborazione culturale, confluisce nel Movimento Radicalsocialista. Nel 2009, pertanto, diventa Responsabile Comunicazione e poi Responsabiile Movimenti della segreteria nazionale.

Convinto della necessità di una forte sinistra unita, prosegue un percorso coerente con la propria impostazione politica di comunista che si batte per l'egemonia.
Appassionato di lettura e musica (rock e metal), fin dalla sua origine ha aderito convintamente al progetto di Sinistra XXI.

Sito web: https://www.facebook.com/profile.php?id=100005179248315&fref=hovercard

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