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Pubblicato in Notizie

Caso Juncker: la questione morale sbarca in Europa.

Venerdì, 28 Novembre 2014 10:08 Scritto da 

Questione morale e neutralità svanita della Ue

Italia, patria della Questione Morale del Pci e di Berlinguer, della diversità comunista intesa, al di là dei revisionismi, come contrapposizione di un modello che coniugava giustizia sociale ed onestà personale contro il modello cattolico borghese, connivente con il capitalismo e fatto di dogmi ed estetica dell'onestà

Quell'Italia è oggi più che mai attuale.

Con la questione morale, il Pci teneva a evidenziare come fosse possibile realmente coniugare la giustizia sociale e l'onestà personale, come quest'ultima non fosse neutra, non poteva esserlo, come non lo potevano essere le istituzioni democratiche rappresentative, italiane ed europee.

Non è forse urgente riscoprire una questione morale anche europea? Non è forse frutto della, progressivamente dimenticata, questione morale e diversità della sinistra, se oggi l'Europa appare sempre meno neutrale e sempre più prona ad un neoliberismo tecnocratico e dittatoriale, financo disonesto al fine di sottoporre a dominio i poopoli e i lavoratori Europei?

Non vi è forse in questo una riflessione possibile su una moneta concepita non come fonte di scambio per perseguire l'interesse comune, ma come strumento di dominio di classi dirigenti capitaliste nazionali, in guerra tra loro, ma che come nemico comune hanno i popoli ed i lavoratori europei?

Non è forse in ballo una diversità mancata in un'Europa che sulla politica estera si accoda sempre e comunque agli Usa, anche se, come nel caso delle sanzioni alla Russia, a rimetterci è la propria economia? Un'Europa che non si sottrae ad essere scenario di guerra guerreggiata tra Usa e Russia?

Penso che le risposte debbano essere affermative, così come penso che si ripartirà solo se la sinistra rimetterà in campo una questione morale ed una diversità a livello europeo, come modello egemonico da contrapporre alle attuali classi dirigenti.

Giusto è quindi sostenere le petizioni per la cacciata di Juncher, se non si dimenticano e se si ricordano delle responsabilità di ciascuno: occorre infatti ripartire seriamente avendo ben presenti il lavoro e l'investimento culturale da rimettere in campo.

Ultima modifica il Venerdì, 28 Novembre 2014 11:21

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Antonino Martino

(Reggio Calabria, 1987), studia giurisprudenza a Torino. A 14 anni si impegna nella Sinistra giovanile (allora l'unica organizzazione giovanile al Liceo Classico Newton di Chivasso), ma l'anno seguente aderisce ai Giovani Comunisti da indipendente. Nel 2005 fonda il coordinamento dei collettivi studenteschi Libera Lotta, diffuso in tutta Italia, che si evolve in Sinistra Nostra superando l'ambito studentesco e, nel 2008, pur mantenendo una propria elaborazione culturale, confluisce nel Movimento Radicalsocialista. Nel 2009, pertanto, diventa Responsabile Comunicazione e poi Responsabiile Movimenti della segreteria nazionale.

Convinto della necessità di una forte sinistra unita, prosegue un percorso coerente con la propria impostazione politica di comunista che si batte per l'egemonia.
Appassionato di lettura e musica (rock e metal), fin dalla sua origine ha aderito convintamente al progetto di Sinistra XXI.

Sito web: https://www.facebook.com/profile.php?id=100005179248315&fref=hovercard

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