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Pubblicato in Notizie

Contro Galli Della Loggia, punto per punto.

Venerdì, 28 Novembre 2014 09:36 Scritto da 

Le critiche di Della Loggia.

L'articolo si divide in due parti: critica e proposta, strettamente collegate tra loro.

Il professore inizia parlando di una sinistra slegata dal paese reale, insensibile ai bisogni dei lavoratori e delle imprese, dei mercati: tre fattori che per il professore ovviamente devono andare insieme a braccetto. Una sinistra che fa scomuniche come fosse una Chiesa, che non capisce che mai più si tornerà all'antico in economia con una spesa pubblica pari a quella degli anni pre Euro. Mai più uno stato imprenditore, mai più vecchi paradigmi!

La proposta di Galli della Loggia.

Segue a queste critiche, la proposta, un panegirico da destra di ciò che sta facendo il governo Renzi: stare nei patti di stabilità europei chiedendo un po' di flessibilità; svecchiare il mercato del lavoro procedendo con sicurezza sulla via imboccata; dare la possibilità ai mercati di sviluppare autonomamente le magnifiche sorti del capitalismo italiano, destinato a progredire e trovare la via per uscire dalla recessione.

Insomma non guardare indietro, non fare concessioni alla sinistra Pd, al sindacato, come alla destra che vorrebbe far perdere il governo in quelle che secondo il professore sono inutili chiacchiere (la legge elettorale ad esempio), ma dare sempre e continuamente una svolta all'economia "come già si sta facendo".

Il punto di vista di Sinistra XXI.

L'articolo da una lettura classista di destra di ciò che succede.

In primis, lo scollamento della sinistra. Se è vero che la sinistra si è progressivamente allontanata da alcuni, non certo si è allontanata retoricamente dal paese reale, dagli interessi del trittico "imprese, mercati e lavoratori", bensì solo dal proprio referente sociale: la classe lavoratrice, coloro che vivono di economia vera e non di finanza, dai corpi intermedi, da coloro che riescono con la mediazione e la costruzione dell'alternativa verso una progressione sociale, a dare un modello opposto e praticabile di società. Ha smesso insomma di fare politica, assecondando l'economia di carta, il neoliberismo, le tesi che vedevano i corpi intermedi come corporazioni e l'equidistanza tra lavoro e mercato. Il blairismo, insomma, che tanti danni ha portato ed è oggi rilanciato dal patto Renzi-Blair ospitato dal Corriere di ieri, con una lunga intervista all'ex premier inglese, il quale riporta le tesi di Galli Della Loggia.

Un pensiero debole, non in senso vattimiano, bensì per la brevità della propria visione: non v'è altra Europa, se non quella presente, per esso.

Ed allora un pò di risposte vanno date: certo la sinistra deve riprendere il collegamento con la concretezza, ma con il suo referente sociale appunto. Deve smettere di essere prona al mainstream, deve con coraggiosamente praticare l'Altra Europa possibile, quella che non ingabbia la vita dei propri cittadini nei dogmi liberisti del Pil al 3%, del debito pubblico che non deve superare una certa cifra, del pareggio di bilancio in Costituzione. Deve ripartire da uno Stato che ha il compito, urgente e inderogabile, di fare quel che da sola l'impresa non può fare: creare lavoro, a cominciare dal piano di riassetto didrogeologico sempre predicato ma mai praticato.

Perchè se nello Sblocca Italia, che Galli Della Loggia apprezza, ci sono 120 Mmilioni per il riassetto idrogeologico e ben 4 Miliardi per nuove grandi opere dannose per l'ambiente, allora c'è un problema di un governo che non corre troppo, bensì va lentamente e per di più all'indietro. E' possibile che oggi si discuta di come svecchiare (tradotto: licenziare), più facilmente, mentre un'offerta sul mercato del lavoro non c'è più? Mentre le imprese delocalizzano, puntando ad una produzione industriale in ridotte del Paese, atomizzata financo nei contratti, che ormai si vorrebbero stipulati in un rapporto uno a uno, tra padrone e lavoratore? Un rapporto ovviamente è incostituzionale, data l'oggettiva debolezza del lavoratore in un simile schema.

Può oggi l'Italia permettersi di non avere un piano industriale degno di questo nome? No. Noi pensiamo che se davvero, come chiede Galli Della Loggia, non dovessimo guardare al progresso, a un modo nuovo di vivere la politica, dovremmo fare ciò che lui sostiene. Dobbiamo invece guardare ad un interesse comune della maggioranza di chi vive del proprio lavoro, obbligatoriamente opposto alla minoranza che vive del lavoro altrui, speculando e ingrassando. Dovremmo, in Italia ed in Europa, programmare l'alternativa di governo, aggredendo tutti i dogmi liberisti alla base dell'Euro, se non vogliamo che da quel processo si torni indietro.

Certo, si deve controllare il debito pubblico, ma costruendo politiche che aggrediscano l'evasione fiscale, oggi incentivata anche in Europa (vedi Juncker e Renzi, con l'ennesimo condono che ovviamente ha un nome più bello e altisonante ma che questo rimane l'ennesimo condono).

Queste proposte, fatte da chi guarda alla centralità del lavoro come elemento di identità, di emancipazione e di partecipazione democratica ed antiliberista, sono le proposte innovative, non quelle di chi guarda ad un mondo sconfitto dalla Storia e i cui gravi effetti si verificano oggi più che mai. Il mondo di Galli Della Loggia, fatto di libero mercato, dogmi liberisti e dominio della finanza e dell'economia di carta sul lavoro effettivo e reale e sulla politica come strumento dell'alternativa per i popoli, come cantavano i Baustelle, "ha i giorni contati".

Ultima modifica il Venerdì, 28 Novembre 2014 11:25

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Antonino Martino

(Reggio Calabria, 1987), studia giurisprudenza a Torino. A 14 anni si impegna nella Sinistra giovanile (allora l'unica organizzazione giovanile al Liceo Classico Newton di Chivasso), ma l'anno seguente aderisce ai Giovani Comunisti da indipendente. Nel 2005 fonda il coordinamento dei collettivi studenteschi Libera Lotta, diffuso in tutta Italia, che si evolve in Sinistra Nostra superando l'ambito studentesco e, nel 2008, pur mantenendo una propria elaborazione culturale, confluisce nel Movimento Radicalsocialista. Nel 2009, pertanto, diventa Responsabile Comunicazione e poi Responsabiile Movimenti della segreteria nazionale.

Convinto della necessità di una forte sinistra unita, prosegue un percorso coerente con la propria impostazione politica di comunista che si batte per l'egemonia.
Appassionato di lettura e musica (rock e metal), fin dalla sua origine ha aderito convintamente al progetto di Sinistra XXI.

Sito web: https://www.facebook.com/profile.php?id=100005179248315&fref=hovercard

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