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Primi provvedimenti del governo Renzi. Che fa l'opposizione?

Venerdì, 14 Marzo 2014 19:19 Scritto da 

Nel Pd, i mugugni si sono risolti nel non votare il testo uscendo dall'aula: Civatiani, Letta e qualche Bersaniano ma nulla di più. Non vi  è stato un no secco e convinto. Qui si vede davvero come il Partito Democratico sia ancora un totem per la cosiddetta sinistra interna.

Gli altri partiti (Sel e gli altri fuori dal Parlamento), si sono limitati a ribadire la propria contrarietà e alle rivendicazioni generali: preferenze, quote rosa, antidemocraticità dello sbarramento, senza però proporre alternative vere (se non qualche volta il proporzionale puro, che con questi rapporti di forza è purtroppo irealizzabile). Emblematico che nessuno abbia citato il sistema di rappresentanza di genere presente nello statuto Cgil, compresa l'organizzazione stessa di Corso d'Italia, come il fatto che nessuno abbia detto che l'esclusione delle quote Rosa, denota un chiaro segnale classista e patriarcale. Nessuno ha compreso che se fossero state inserite le quote rosa, le si sarebbe subito smontate inserendo le preferenze. Venendo meno le quote rosa, anche le preferenze sono sparite.

Ancora meno si sta dicendo sull'idea di abolire il senato: nessuna proposta alternativa, ci si barchamena su chi dice no perché l'ha proposto Renzi e chi è d'accordo e quindi non dice nulla. Dire quale è il nostro modello di istituzioni per dare il migliore sistema istituzionale allo scopo di attuare la nostra Costituzione? Neanche a parlarne: non solo non ne siamo in grado ma non ci dotiamo neanche di strumenti per iniziare una elaborazione su questi temi!

Si passa poi all'economia, temi su cui la sinistra di classe dovrebbe essere più presente.

Renzi tra tanto fumo e poco arrosto, in stile televendita, qualche cosa di concreto però sul tavolo l'ha messa. Intanto, per ora solo a parole, meno subalternità ai dettami della Troika (celebre la fase "Non abbiamo compiti a casa da fare") ma, soprattutto, da Maggio il taglio di Irap e Irpef: cento Euro in più in busta paga ai lavoratori, che poi si ridurranno a ottantanove; rivisitazione dei contratti precari, dove si stabilizzeranno molte forme di precarietà abolendo le meno usate. Insomma non proprio cose da niente, anche se non siamo ancoa di fronte a un disegno complessivo di riforma del lavoro, cosa che verrà fatta probabilmente dopo le Europee, per non perdere consensi.

La sinistra reagisce anche qui in ordine sparso. L'opposizione interna al Pd si mette a emendare il Job Act, articolo per articolo, punto per punto, anche con osservazioni corrette dal punto di vista di classe, ma qui manca la comunicazione e quindi a parte gli addetti ai lavoratori pochi se ne rendono conto. Sel propone un ottimo piano per il lavoro, con l'ausilio del professor Gallino, con molte cose in comune con quello proposto dalla Cgil, ma a coordinarsi con il maggiore sindacato italiano purtroppo per ora manco a parlarne. Non pervenuti tutti gli altri partiti, tranne il Prc, il quale si divide tra chi, come i Ferreriani dicono che Renzi è un ignorante, senza proporre nulla, dicendo addirittura in spregio ad ogni insegnamento Gramsciano che Renzi è ciò che si merita il popolo italiano, mentre l'area di Essere Comunisti dice che bisogna valutare provvedimento per provvedimento, che se ci saranno gli ottantanove Euro la tassazione delle rendite finanziarie e la riduzione Irpef si dovrà dire che sono buoni provvedimenti, per poi passare a fare opposizione dura immediatamente dopo. Una posizione sicuramente più giusta e ragionevole, ma purtroppo priva di un progetto politico a lungo termine.

L'unico baluardo in questo momento su questo punto è la Cgil, sola a mettere in campo un suo piano del lavoro, con un alternativa chiara di società. Cgil che infatti è scavalcata da Renzi, come gli altri sindacati, attaccata dal premier con la demagogia sui permessi sindacali, pronta a mettere in campo mobilitazioni. Basterà il peso della Cgil? Abbiamo i nostri dubbi dato che purtroppo c'è tutto un pezzo di classe che la Cgil non riesce ancora a raggiungere, come ha detto giustamente Landini.

Ma da cosa deriva questa non preparazione al Renzismo e ad un suo serio contrasto? A mio giudizio da un'impreparazione della sinistra nel fare egemonia. Come dice Bertinotti - poche volte mi capita di concordare in toto con lui - nel momento in cui la sinistra insegue Renzi discutendo di cosa sia o non sia di sinistra, vuol dire che la sinistra non esiste.

Ora, rifuggendo da un pensiero nichilistico e liquidatorio, se non si può parlare di inesistenza, si può certo parlare di netta difficoltà, nel momento in cui come sinistra di classe non si è più in grado di delineare un disegno alternativo di società, delle proposte concrete per realizzarlo e non si riesce, non dico a dettare l'agenda delle questioni al governo, ma neppure a controbattere a queste con proposte chiare ed alternative, con un progetto politico di lunga scadenza.

Se non si ricomincia ad attrezzarsi e a cercare insieme il modo di farlo, è chiaro che il Renzismo rischia di sostituirsi al Berlusconismo: questo non è un governo di transizione come quelli Letta e Monti, il Renzismo è un sistema di pensiero che potrebbe, come il Berlusconismo, fare breccia tra gli italiani e durare a lungo. Forse anche più del ventennio di Berlusconi.

Ultima modifica il Venerdì, 14 Marzo 2014 19:44

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Antonino Martino

(Reggio Calabria, 1987), studia giurisprudenza a Torino. A 14 anni si impegna nella Sinistra giovanile (allora l'unica organizzazione giovanile al Liceo Classico Newton di Chivasso), ma l'anno seguente aderisce ai Giovani Comunisti da indipendente. Nel 2005 fonda il coordinamento dei collettivi studenteschi Libera Lotta, diffuso in tutta Italia, che si evolve in Sinistra Nostra superando l'ambito studentesco e, nel 2008, pur mantenendo una propria elaborazione culturale, confluisce nel Movimento Radicalsocialista. Nel 2009, pertanto, diventa Responsabile Comunicazione e poi Responsabiile Movimenti della segreteria nazionale.

Convinto della necessità di una forte sinistra unita, prosegue un percorso coerente con la propria impostazione politica di comunista che si batte per l'egemonia.
Appassionato di lettura e musica (rock e metal), fin dalla sua origine ha aderito convintamente al progetto di Sinistra XXI.

Sito web: https://www.facebook.com/profile.php?id=100005179248315&fref=hovercard

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