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Sul Congresso Sel

Domenica, 08 Dicembre 2013 11:37 Scritto da 

Il documento Vendola, come già detto, mantiene forti difett: la sua lacunosità sulla prospettiva e sulla strategia, l'astrattezza del linguaggio, seppur emozionante in certe rievocazioni. Tuttavia, in quest'ultimo periodo, grazie al lavoro della componente "Apriti Sel" e dei compagni di Sinistra XXI impegnati in quel partito, ha visto integrati emendamenti che portano il partito ad abbandonare ogni tentazione di liquidazionismo nel famoso campo largo dei democratici, conducendo invece alla costruzione di una forza politica, autonoma ma non autosufficente, capace di arare il campo dell'unità a sinistra, la quale vede il socialismo Europeo non come steccato chiuso verso altre famiglie Europee, né come approdo strategico bensì tattico per, citando Vendola, introdurre nel campo del Pse un riformismo radicale e rivoluzionario volto a favorire il dialogo e il superamento delle attuali famiglie Europee. Obbiettivo proibitivo ma di sicuro la strada giusta per ripartire.

Un documento nazionale, dunque, sul quale non possiamo che essere speranzosi, seppur continuando ad evidenziare forti criticità. Di sicuro partiremo dall'aquisizione degli emendamenti che la componente Sinistra XXI  in Sel ha contribuito a fare passare.

A livello locale, invece, forte è stato il contributo dei compagni e delle compagne della Fiom, i quali, scegliendo Sel in maniera compatta, hanno fatto intravedere quale sia il modello di partito che hanno in mente nel sindacato diretto da Landini. Un partito basato sulla centralità del lavoro e della sua rappresentanza, radicalmente socialdemocratico, un partito che i compagni e le compagne vorrebbero sperimentare a partire dai territori dove più forti sono le realtà industriali, come Torino appunto, per verificare se l'impostazione funziona anche a livello nazionale.

Un partito in cui - questo siamo noi ad affermarlo - se vi fosse una volontà inclusiva, una componente comunista darebbe un grande contributo. Questi compagni hanno trovato una sintesi unitaria con chi, invece, ha da sempre rappresentato la parte più governista del partito, legata ai partiti tradizionali che hanno dato vita a Sinistra Ecologia Libertà. Anche da qui è scaturito un buon documento che, valorizzando le buone pratiche messe in atto da e sui territori e sul terreno istituzionale, guarda con più forza ai temi del lavoro e alla mancanza di rappresentanza di tante lotte e di chi vi partecipa. Detto ciò, delude, e fortemente, il mancato recepimento della necessità di un profondo rinnovamento della classe dirigente (fatto testimoniato dall'elezione nel federale di compagni e compagne già legati mani e piedi a correnti precise, i quali, per loro stessa ammissione, non hanno la possibilità, poiché già ricoprono ruoli amministrativi, o la voglia, poiché non vivono la militanza di partito come un valore, di partecipare a un federale), fatto questo che rischia di far ripetere ciò che già il partito di Sel ha visto essere dominate in questi ultimi due anni, ovvero la mancanza del numero legale e l'inattività del federale.

Se si pensa che solo quattro under 30, nonostante il forte lavoro del coordinamento giovani Sel Torino, sono stati eletti sul territorio, di cui solo una compagna al congresso regionale e poi nazionale, si può ben vedere quanta fatica facciano oggi i partiti, non solo Sel, a perseguire un rinnovamento vero, slegato dalle cooptazioni.

Per questo, in conclusione, emerge forte la necessità di un unità a sinistra che parta dalle generazioni di chi oggi è ancora sotto i quaranta anni, non per uno spirito rottamatore ma per la voglia di una generazione senza voce, soffocata da cooptazione e mancanza di applicazione del merito, di contare all'interno dei luoghi di militanza politica e sociale.

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Antonino Martino

(Reggio Calabria, 1987), studia giurisprudenza a Torino. A 14 anni si impegna nella Sinistra giovanile (allora l'unica organizzazione giovanile al Liceo Classico Newton di Chivasso), ma l'anno seguente aderisce ai Giovani Comunisti da indipendente. Nel 2005 fonda il coordinamento dei collettivi studenteschi Libera Lotta, diffuso in tutta Italia, che si evolve in Sinistra Nostra superando l'ambito studentesco e, nel 2008, pur mantenendo una propria elaborazione culturale, confluisce nel Movimento Radicalsocialista. Nel 2009, pertanto, diventa Responsabile Comunicazione e poi Responsabiile Movimenti della segreteria nazionale.

Convinto della necessità di una forte sinistra unita, prosegue un percorso coerente con la propria impostazione politica di comunista che si batte per l'egemonia.
Appassionato di lettura e musica (rock e metal), fin dalla sua origine ha aderito convintamente al progetto di Sinistra XXI.

Sito web: https://www.facebook.com/profile.php?id=100005179248315&fref=hovercard

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