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I primi interrogativi del voto a Grillo e al suo movimento.

Lunedì, 04 Marzo 2013 08:29 Scritto da 

L'unico documento generale rintracciabile è il suo programma che, bisogna prenderne atto, nei suoi pochi elementi effettivamente propositivi e concretizzabili è buono per amministrare al massimo un condominio o un quartiere di una città periferica (l'invito è a leggere direttamente per rendersene conto, anche se questa operazione era da compiere prima e non dopo le elezioni. Sic!).

Nella maggior parte delle discussioni con i suoi attivisti ed elettori, quasi sempre rintracciabili su internet e nei social network, di fronte a persone non convinte di un qualsivoglia aspetto del loro movimento, non producono risposte puntualmente dirette a rendere fallaci le obiezioni che vengono loro rivolte, ma a distruggere la figura e la credibilità dell'interlocutore. L'elettore 5 stelle utilizza puntualmente risposte come "non sai", "non conosci", "non hai capito".

La sua sicumera è pari a quella di chi ritiene di conoscere, da prima dell'inizio della discussione, gli studi e gli interessi del suo interlocutore - il più delle volte uno sconosciuto incrociato su Facebook - perché tende all'identificazione di se stesso nell'altro. Come "io non sapevo", "io non conoscevo", "io non capivo" prima di votare 5 stelle, così ora è il mio interlocutore non grillino a trovarsi in quella situazione. Questo è uno degli aspetti sociologici più interessanti da indagare, in quanto - ritengo - denota una modifica dei meccanismi cognitivi, della capacità di lettura del reale sociale e dell'influenza che hanno sulle persone i media che scoraggiano la conoscenza approfondita (tv, internet e i social network in particolare).

L'approccio dell'elettore grillino precedentemente descritto è semplificabile nell'assunto "le mie idee coincidono con la Verità". Questo è l'atteggiamento tipico dei fedeli fondamentalisti e/o integralisti di una religione rivelata (le quali richiedono di credere ai dogmi, che sono veri senza necessità di alcuna spiegazione razionale) o dei seguaci dei pensieri politici totalizzanti, i quali al momento della presa del potere trasformano le democrazie che governano in stati totalitari, facendo della loro "verità" l'unica verità. De facto è il processo che ha condotto alla formazione delle dittature del Novecento

La prima di molte conclusioni che bisognerà trarre da questo voto e dagli avvenimenti che seguiranno è che, se anche il 5 stelle avesse un programma capace di risolvere i problemi dell'Italia, è la sua configurazione sociale, politica e - azzarderei - antropologica a renderlo una scelta sconsigliabile, anzi da evitare con forza. Almeno finché rimarrà possibile a ciascuno di noi esercitare la propria libera scelta politica.

Ultima modifica il Giovedì, 07 Marzo 2013 04:03

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Alessandro Tedde

(Sassari, 1988). Avvocato e giurista, Presidente Nazionale di Sinistra XXI e componente della Direzione Nazionale di Sinistra Italiana.
Laurea con lode in diritto costituzionale all'Università di Sassari, diploma post-laurea in Studi e ricerche parlamentari all'Università di Firenze. Ho fondato la Rete degli Studenti Medi (2008) e Sinistra XXI (2012).
Mi occupo di ricerca sui seguenti temi del diritto pubblico: sovranità, globalizzazione, socialismo costituzionale, forme di stato-governo, partiti

Sito web: www.avvocatoalessandrotedde.it

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