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Pubblicato in La pagina dei Blog

La Sinistra nei confronti della Chiesa e del laicismo.

Mercoledì, 19 Dicembre 2012 07:46 Scritto da  Andrea Musacci

Con ciò non intendo dire che condivido tutto quel che è scritto, ma che prima di analizzare qualcosa di così importante, che riguarda masse sterminate di persone in tutto il mondo e snodi cruciali, bisognerebbe almeno aver letto il testo.

L'alternativa agli errori della Chiesa non va cercata in uno stupido e sterile anticlericalismo, ma nella costruzione di una visione di più ampio respiro rispetto alle questioni cruciali dell'umanità (che nel documento vengono – in generale – tutte affrontate).

Penso non ci sia atteggiamento peggiore di quello che estrapola in modo arbitrario frasi, sradicandole dal loro contesto per poi diffonderle col solo scopo di crearci sopra una rete di insulti, banalità, luoghi comuni e invettive più dettate dal basso ventre che da una lucida e appassionata analisi critica. Ciò deve valere sempre, non solo quando ad essere attaccato è un politico di sinistra. L'idea di Sinistra che ho in mente non ha nulla a che fare con forme becere e infantili di laicismo e di ateismo. La lotta per l'egemonia in senso gramsciano – vero obiettivo di una Sinistra degna di questo nome – non può poggiare sull'a-teismo, sull'anti-clericalismo, mere negazioni. Questi concetti, infatti, non sono fondativi di nulla, non danno basi per costruire niente, né a livello filosofico/ideologico né a livello politico/egemonico. L'ateismo – per i suoi limiti essenziali – non può comprendere che in un mondo capitalistico il vero nemico non risiede nella sacralità – declinata in molti modi – e nel senso religioso, ma nel laicismo consumista e positivista.

La laicità da luogo dell'uguaglianza si è trasformato in spazio della spersonalizzazione, da luogo neutrale è divenuto spazio dell'indifferenza, da luogo del pluralismo è divenuto spazio del relativismo. Tutto ciò è inevitabile in un universo impregnato dall'ideologia capitalistico-borghese. Ed è in questo senso che la laicità è inevitabilmente sinonimo di laicismo. Ed è per questo che in questo spazio due forme del "sacro" come la militante passione social-comunista e la "scandalosa" spiritualità cristiana non possono avere cittadinanza. E' un caso, insomma, che il consumismo si sia sbarazzato o abbia comunque disinnescato del tutto o quasi - soprattutto in Occidente - sia la prima che la seconda?

Ultima modifica il Sabato, 28 Gennaio 2017 23:28

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1 commento

  • Franco Tramonti inviato da Franco Tramonti
    Martedì, 13 Dicembre 2016 11:26

    cari compagni,
    aderisco all'UAAR in quanto ateo.
    L'essere ateo, o cristiano, o buddista, o... fa parete della sfera del privato, non mi infastidisce la vicinanza di un cristiano, di un mussulmano....
    Mi infastidisce la presenza, l'interferenza nelle istituzioni, nella scuola, nella cultura, nella politica dei vari apparati clericali e ancor più se sono organizzati in stati che tale clero sostengono (vaticano, emirati arabi etc.). La reputo disastrosa per le classi meno abbienti che alla fine ne sostengono il peso (fino a diventare Kamikaze per l'IS).
    Per me, la religione, rimane l'oppio dei popoli... ma sono per la liberalizzazione delle droghe anche pesanti!

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