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*la Sinistra del XXI secolo*

Venerdì, 08 Dicembre 2017 19:55

Transpartitismo e baricentro

Una compagna pone un interrogativo sul transpartitismo, un principio fondativo di Sinistra XXI: perché, in alcune fasi, nella tattica transpartitica di Sinistra XXI sembra essere privilegiata l'iniziativa nei confronti di una specifica componente della sinistra? Approfitto della circostanza per rimettere in ordine alcuni assi portanti della nostra azione.

Per rispondere ai dubbi della compagna, non cambia nulla rispetto a quanto storicamente Sinistra XXI ha sempre fatto: l'unica differenza è che in questi giorni/settimane si sta appunto combattendo la battaglia per la conquista di una casamatta (con il congresso di SI dal 17 al 19 febbraio), che non sarà risolutiva per vincere la lotta complessiva, ma il cui controllo può aprire nuovi spazi e spiragli per l'avanzamento della nostra strategia.

Entro febbraio il congresso di SI finirà e ad aprile, peraltro, si aprirà un'altra lotta: quella del congresso di Rifondazione comunista, dove le compagne e i compagni di Sinistra XXI impegnati in questa organizzazione saranno appoggiati e sostenuti, così come viceversa è successo in questi giorni con chi aderisce a SI.

Sfatiamo l'idea che le forze della sinistra radicale debbano essere votate alla minoritarietà e alla testimonianza e non possano ambire alla battaglia per essere partiti maggioritari (anche se in termini relativi) nei rispettivi contesti nazionali. Il tema del governo è posto come tema dell'alternativa e non dell'alternanza di governo. Questo vuol dire la presenza al governo si determina sulla base dell'affinità programmatica tra le forze e della possibilità di realizzazione di quel programma.

Ciò può avvenire, ad esempio, con una coalizione di partiti e movimenti, piuttosto che con un unico partito pigliatutto, ipotesi impossibile a sinistra, se non si tiene conto della profonda eterogeneità della proposta delle forze politiche e sociali riconducibili all'area della sinistra.

E' importante mantenere aperta e viva la dialettica interna anche alle stesse forze tra riformismo di sinistra antiliberista e forze anticapitaliste e comuniste e garantire uno spazio di azione autonoma per indipendenti di sinistra e forze civiche di sinistra.

La dialettica non è soffocata dalla presenza del partito unico, né dalla presenza nella coalizione di un partito con ruolo egemonico che rispetti i diversi partiti aderenti. L'unità possibile tra le forze è quella sul terreno dell'antiliberismo: questo presupposto consente di arrivare ad una mediazione tra forze a spinta rivoluzionaria e forze a spinta riformista: terreno su cui si può cimentare la sinistra italiana per definire un piano di unità.

L'adesione ai partiti europei è patrimonio delle forze della coalizione e non della coalizione tout court. Per una forza di classe che organizzi la classe, servono vari livelli d'azione che portino a 4 diverse unità:

  • una  unità confederativa anticapitalista, dove ricostruire una teoria generale di transizione al socialismo, che faccia del marxismo il proprio strumento di analisi, valorizzando il pensiero di Antonio Gramsci e comprendendo la centralità del sindacato di classe;

  • una unità federativa antiliberista connessa alla Sinistra Europea, per una visione maggioritaria della nostra iniziativa politica e del nostro radicamento sociale e per la costruzione né settaria né minoritaria di un modello alternativo di società;

  • unità programmatica di una coalizione del Lavoro che riaffermi la centralità del lavoro, sostituita in Parlamento dall'idea dell’equidistanza tra capitale e lavoro, per invertire la tendenza alla divisione che ha distrutto la classe operaia;

  • una unità elettorale costituzionale e democratica da attivare in caso di ascesa delle destre eversive.

La riorganizzazione del partito politico del capitale, ci pone la necessità di costruire un Partito del Lavoro (le cui forme verranno in futuro) che abbia la massa critica per opporsi nello scontro che ci attende. Serve operare in tutti settori delle alleanze indicate per impedire alcune tendenze opposte di futuribili processi aggregativi a sinistra. Per mantenere viva la cultura politica critica di sinistra alternativa anticapitalista, dobbiamo lavorare affinché tali processi unitari non finiscano per definire una tra queste alternative opposte, ma negative:

  1. la nascita e l'egemonia sulla sinistra di un partito neosocialdemocratico, agganciato al socialismo europeo come ipotesi di governance democratica della globalizzazione capitalistica e refrattario al socialismo come alternativa di società (sul modello del Labour Party);

  2. il cartello di partiti o il partitone della sinistra “a sinistra del PD” senza scioglimento delle attuali forze esistenti (sul modello della Sinistra Arcobaleno).

  3. la chiusura in una prospettiva neocomunista di sola matrice marxista-leninista o togliattiana, refrattaria ad alleanze antisistemiche (sul modello del KKE);

  4. la costruzione di un soggetto politico alternativo (apparentemente molto aperto) in rappresentanza della radicalità dei movimenti sociali, votato all'opposizione minoritaria e all'autoreferenzialità (sul modello del NPA).

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