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*la Sinistra del XXI secolo*

I giovani della mia generazione, cresciuti ascoltando i racconti del "più grande partito comunista dell'Occidente", oggi assistono al pessimo teatrino della sinistra in Sardegna, fatto di sotterfugi, di risse, di furberie.
Il Partito Democratico è il "partito che non c'è": un'accozzaglia di correnti e correntine personali, in continua lotta fra loro, cui è servito un mese mettersi d'accordo sui nomi per la Giunta Pigliaru e che già si prepara al nuovo scontro, sulla pelle dei cittadini chiamati alle primarie per il candidato sindaco a Sassari, dove giorno per giorno si moltiplicano i candidati democratici.
Sel è attraversata dalla lotta Uras-Piras, resa palese durante il toto-assessori: una lotta fratricida tutta interna al gruppo dirigente e che poco rileva per le sorti delle persone che stanno fuori. Intanto, si aggiungono le dimissioni del Segretario nazionale dei Rossomori Melis che, i ben informati, ricollegano alla gestione padronale del partito da parte del presidente Gesuino Muledda.

All'interno della sinistra italiana è in auge la tendenza a ricondurre il dibattito politico e culturale italiano a ciò che avviene nella Capitale: sul piano politico, abbiamo visto la nascita di formazioni politiche a partire dai gruppi parlamentari, come nello Stato liberale, anziché dalle masse sul territorio.

Far coincidere l'idea di una "sinistra italiana" con quella di una "sinistra romanocentrica" è una lettura fuorviante - regressiva rispetto alla nostra Costituzione - che svilisce il concetto di "sovranità popolare repubblicana" sancito dalle importanti sentenze del 2002, nn. 106 e 306, della Corte Costituzionale (rel. Carlo Mezzanotte).

La proposta di fare  della Sardegna un centro di documentazione sul tema delle lotte popolari e di trasformazione, a partire dall'esperienza di tre sardi dirigenti del movimento operaio nazionale ed internazionale (Gramsci, Lussu, Berlinguer) fu una delle proposte della Sinistra Sarda nel 2013 (al tempo già impegnata in una lista unitaria dal medesimo nome, insieme al Partito della Rifondazione Comunista e al Partito dei Comunisti Italiani)

In questo articolo, che è la versione estesa dell'articolo pubblicato da La Nuova Sardegna del 9 giugno 2013, si pongono le basi per la costruzione di un luogo di discussione permanente (Forum per l'Alternativa sovranista e di sinistra) e di definizione di un programma comune tra le forze della sinistra italiana in Sardegna e le forze sarde sovraniste di sinistra.

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