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*la Sinistra del XXI secolo*

Giovedì, 15 Dicembre 2016 18:01

Ora è palude

Abbiamo difeso la Costituzione. Abbiamo stoppato un pericoloso progetto che puntava ad esautorare il Parlamento ed evitato una probabilissima deriva oligarchica.

E chi come tanti di noi aderiva ai Comitati del No sanno che è stata una dura, durissima battaglia fatta in mezzo alla gente. Per le strade, nei mercati, nelle scuole, davanti ai centri commerciali e, non ultima come importanza, in rete. Tante iniziative pubbliche, confronti tra politici, lezioni dei costituzionalisti.

Giovedì, 15 Dicembre 2016 17:57

La politica che vorremmo

Vorremmo una politica che si rifaccia al suo significato etimologico:Dal greco antico politikḗ ("che attiene alla pόlis", la città-stato), con sottinteso téchnē ("arte" o "tecnica"); per estensione: "arte che attiene alla città-stato”, talvolta parafrasato in "tecnica di governo (della società)".

Sabato, 31 Maggio 2014 11:16

La corruzione in Italia.

L'inchiesta della Magistratura che ha fatto emergere la "cupola" che gestiva la preparazione dell'Expò 2015 ha riportato in primo piano il fenomeno caratterizzato da corruzione,  concussione e malaffare che caratterizza le attività economiche con fondi pubblici nel nostro paese. 

La sinistra del XXI secolo deve essere una sinistra moderna, fatta di volti nuovi e metodi nuovi, ma che riprenda a fare le cose antiche.

Non deve esistere alcun cedimento teorico al liberalismo, ma devono essere appresi i nuovi metodi dell'azione politica, da ricontestualizzare e ricondurre alla teoria generale. Dunque bisogna rovesciare la piramide, facendo tornare al vertice i "fini" e al di sotto i "mezzi": così sarà possibile rinnovare senza eliminare quanto di buono c'è nell' "antico". Nel XXI secolo sì, ma fieramente, coerentemente e conseguentemente di Sinistra.

Con questi presupposti, proponiamo un corso di marketing politico-elettorale, ridenominato, in virtù del procedimento prima descritto: Teoria e Tecnica della Propaganda.

Nel presente scritto si tenterà di distinguere tra due forme di comunicazione, una impositiva, l'altra partecipativa, per mettere in chiaro le dinamiche politiche che soggiaciono alla comunicazione di massa, alla sua efficacia, al suo attuale deterioramento, ad un suo possibile cambiamento, in relazione alla funzione di tutti quegli agenti collettivi e partitici, che agiscono in una sfera pubblica essenzialmente comunicativa.

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