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*la Sinistra del XXI secolo*

Il porcellum incostituzionale.

La Corte Costituzionale ha con la sentenza n1/2014, dichiarato in via incidentale la incostituzionalità della legge n 270/2005 nella parte relativa al meccanismo di attribuzione del premio di maggioranza perché non prevede una "ragionevole soglia minima" e quindi un'alterazione del sistema democratico.

Quanto alla parte della legge dichiarata incostituzionale (il Porcellum) relativa alla lista bloccata, il Giudice delle leggi ha affermato che "le disposizioni censurate, nello stabilire che il voto espresso dall'elettore, destinato a determinare per intero la composizione della Camera o del Senato, è un voto per la scelta della lista, escludono ogni facoltà dell'elettore di incidere sull'elezione dei propri rappresentanti, la quale dipende, oltre che, ovviamente, dal numero dei seggi ottenuti dalla lista di appartenenza, dall'ordine di presentazione dei candidati nella stessa, ordine di presentazione che è
sostanzialmente deciso dai partiti.

L'Italicum anticostituzionale.

Il Governo Renzi (in accordo con il centrodestra ) ha recentemente approvato un testo di legge che introduce per la coalizione una soglia del 37% che consentirebbe l'elezione del 55% dei parlamentari con il premio di maggioranza con un limite di rappresentanza fissato nella misura del 4,5% per i partiti della coalizione e dell'8% alla Camera per le forze politiche che si presentano autonomamente dalle coalizioni.

Inoltre , si prevedono collegi elettorali con mini liste bloccate scelte anch'esse dalle segreterie dei partiti.

A ciò si aggiunge che il Parlamento italiano (eletto con legge elettorale dichiarata incostituzionale) si appresta a varare sostanziali modifiche costituzionali (dopo aver costituzionalizzato l'obbligo del
pareggio di bilancio con la modifica dell'art.81 della Cost) superando il bicameralismo perfetto e rafforzando i poteri del Presidente del Consiglio.

Dalla padella alla brace: la soluzione renziana introduce, anche per via delle modifiche di rango costituzionale, un peggioramento del quadro generale attraverso cui si esprime il principio costituzionale della rappresentanza.

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