Accedi ai servizi con il tuo nome utente e password

Accedi - Registrati

*la Sinistra del XXI secolo*

Il governo greco di Syriza, solo contro tutti gli altri paesi Ue e con rapporti di forza assolutamente sfavorevoli, ha ottenuto la proroga di quattro mesi per quanto riguarda il suo debito, in cambio di riforme strutturali, che Tsipras ha affermato non abbandoneranno la via tracciata in campagna elettorale, pur essendosi dovuto confrontare duramente con interlocutori per nulla disposti ad abbandonare i dogmi austeritari.

Una certa sinistra, anche in Italia, che non a caso è stata stranamente pompata dai media, ha gridato allo scandalo, affermando che così è troppo poco, che Tsipras è un nuovo Hollande. Pure in Grecia, Manolis Glezos ha attaccato Tsipras per l'alleanza con la destra di Anel e per lo "scarso" risultato ottenuto in Europa.

Davvero queste critiche danno il senso del poco realismo e del settarismo di alcune posizioni: in questo momento storico, attaccare l'unico governo di sinistra alla prova del cambiamento europeo, che deve anche affrontare pericoli eversivi dell'ordine democratico (sia interni che esterni), appare non solo sciocco ma anche speculare agli interessi della borghesia.

Nel frattempo, in Italia, l'assemblea nazionale di Sinistra Dem, area del Pd presieduta da Gianni Cuperlo, ha recepito l'istanza che alcuni militanti di Sinistra21 in quell'area hanno manifestato: un programma da costruire da parte di tutta la sinistra, un programma di governo come piattaforma di un soggetto politico a cui possano aderire forze politiche, associative, singoli spinti dalle loro forze individuali. Una proposta a cui ha aderito E' Possibile di Pippo Civati, altro significativo passo avanti.

Altresì, l'assemblea ha stabilito di:

  1. un'iniziativa a Milano sull'Europa, convocando le sinistre del Pse e la parte migliore del Gue per riflettere su una nuova sinistra fondata sul lavoro;
  2. una due giorni politico-culturale aperta alle sinistre del Pd, per vedere se è possibile trovare una piattaforma unitaria su cosa è sinistra, quali sono i nostri valori, come condurre la battaglia fuori e dentro il Pd (vedi resoconto di Repubblica).

Il tema del programma di governo della sinistra è tema ineludeludibile se si vuole uscire da un minoritarismo che antepone i contenitori ai contenuti, per lo più in momenti elettorali, per poi disgregarsi il giorno dopo, allontanando sempre più quadri e militanti della sinistra politica, ormai disillusi, e non essendo minimamente capace di fare egemonia tra i lavoratori non politicizzati.

Per questo, dalle sue prime mosse, apparrebbe velleitaria l'iniziativa politica intrapresa da Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, il quale, fedele alla politica dell'organizzazione, sembra teorizzare un antipartitismo dantan, basato su una presunta superiorità politica e morale della sinistra sociale su quella politica, individuando come interlocutori per una coalizione sociale solo Libera, alcuni Centri Sociali, Emergency e una non meglio precisata rete degli studenti, a fronte dell'esclusione di Sel, Sinistra PD e delle altre formazioni della sinistra.

Una proposta che non solo appare configurarsi come interclassista e velleitaria, ma anche non scevra da un'ottica populista e non conscia della realtà di associazioni come Libera ed Emergency, la cui composizione ha un orientamento politico complesso e che, almeno apparentemente, non sembrano interessate ad un coinvolgimento in una precisa coalizione sociale che non sia quella dei buoni sentimenti. Figuriamoci in una coalizione con caratteri classisti.

Ancora una volta seambra che sii scelga di costruire un contenitore senza contenuti, a vocazione minoritaria ed extraparlamentare: davvero siamo lontani dalla strada giusta, come testimonia il favore della borghesia mediatica Italiana per l'iniziativa.

Per quanto ci riguada riteniamo che la strada sia proseguire a lavorare su un programma di governo e di alternativa della sinistra per porsi l'obbiettivo dell'egemonia e del governo del paese. Solo così usciremo dalle secche in cui ci troviamo.

Civati, Landini e Vendola hanno lanciato il patto di Piazza Santi Apostoli per una coalizione per il lavoro.

Al di là delle forme organizzative che prenderà questa iniziativa, la sinistra ripete la propria tradizione di lanciare una parola d'ordine senza chiarirne i contorni, posticipando ad un futuro prossimo il compito di vedere se, diversamente dal passato, si trasformerà in fatto concreto.

Autori