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*la Sinistra del XXI secolo*

L'inchiesta operaia è un metodo di intervento politico nell'azienda, inventato da Karl Marx, che fonda una conoscenza (dei lavoratori e della fabbrica) preventiva al lavoro politico e che nella storia del movimento operaio ha avuto alterne fortune.

Per la costituzione del partito antagonista, il solo di cui non si servono i grandi industriali, i quali non hanno "un partito politico permanente proprio [ma] si servono dei partiti esistenti [perché] il loro interesse è un determinato equilibrio, che ottengono appunto rafforzando coi loro mezzi, volta a volta, questo o quello dei partiti del vario scacchiere politico” (A. Gramsci, Note sul Machiavelli), più che promuovere “un accordo con i segretari delle federazioni e dei sindacati [serve] studiare ciò che avviene in mezzo alle masse operaie [nella] fabbrica capitalista come forma necessariamente della classe operaia, come organismo politico, come ‘territorio nazionale’ dell'autogoverno operaio” (A. Gramsci, L'Ordine nuovo).

Una proposta ai compagni della Pirelli e della Iveco: iniziare da noi stessi per proseguire con tutti gli altri

Un gruppo di lavoratori già impegnato sul terreno politico è da considerarsi un'avanguardia rispetto alla massa dei lavoratori dell'azienda.

Tuttavia, è possibile iniziare questo tipo di lavoro con una intervista introduttiva ai primi per fare esperienza sul metodo, purché si consideri che i risultati non rappresenteranno completamente il "senso comune" dei lavoratori dell'azienda,  meno politicizzati.

La struttura locale che svolgerà l'inchiesta non dovrà praticarla "in incognito", perché si tratta di uno strumento concreto di lavoro politico, che è anche opportuno sistematizzare e comunicare.

L'obiettivo minimo è costruire un nucleo di compagni, anche esterni alla fabbrica, che sviluppi continuativamente l'inchiesta come metodo permanente per conoscere preventivamente il terreno su cui  poter successivamente agire con più efficacia.

Caro Nichi,

dopo il via della tua campagna elettorale, ci sorgono spontanee tre osservazioni a cui ti chiediamo gentilmente di rispondere.

1)Che fine hanno fatto le fabbriche?

Il movimento delle fabbriche è scomparso dal tuo sito, mentre tutti pensavano che avrebbero avuto un ruolo importante e ben visibile nella campagna per le primarie.

2)A chi parla la tua campagna?

La campagna comunicativa è cromaticamente e stilisticamente respingente. Ci sembra volutamente tarata per essere di nicchia. Noi pensiamo, con Gramsci, che sia necessario che la sinistra riprenda con forza il suo concetto di nazionalpopolare. Questa campagna non lo è minimamente.

3)Bene, le primarie. E poi?

Rappresentare il lavoro è o non è un obbiettivo che merita qualcosa in più di una candidatura personale? Noi riteniamo che serva un grande partito del lavoro: le primarie non bastano a dare una risposta. Sei in grado di assumerti un impegno in merito?

Contiamo in una tua risposta e nella possibilità che ai soggetti politici e sociali - come il nostro - sia data la possibilità di confrontarsi sulle tematiche oggetto della campagna elettorale (primaria e secondaria).

Alessandro Tedde, fondatore di Sinistra XXI - think tank per l'alternativa di società - www.sinistra21.it

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