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*la Sinistra del XXI secolo*

E' bene che la Lista "L'Altra Europa con Tsipras" abbia una affermazione. Ma a prescindere dai risultati delle europee, è urgente che anche SEL si metta in gioco per andare ad una stretta che ponga nel campo della sinistra un nuovo partito, plurale, dal basso, popolare, includente e che rinvii a tempi ragionevoli il tema della identità. In ogni caso noi socialisti dovemmo darci un ruolo, in questo quadro, per predisporre il secondo passaggio.

Riceviamo dal Comitato Lista Tsipras di Sassari e pubblichiamo.

Care e cari,

abbiamo iniziato dopo qualche peripezia la raccolta delle firme: senza questo passaggio non sarà possibile presentare la nostra lista alle elezioni europee.

Sabato 15 marzo, dalle 9,30 alle 13,00 e dalle 16,30 alle 18,30 sarà possibile firmare a Sassari all'Emiciclo Garibaldi
E' possibile firmare anche negli uffici elettorali dei Comuni di Sassari, Ittiri e Ozieri, in orario d'ufficio.
Vi aggiorneremo presto sugli altri banchetti e dov'è possibile firmare negli altri Comuni.

Come collaborare?

Le prossime elezioni europee di Maggio saranno un importante appuntamento: per la prima volta, seppur con una spinta leaderistica, i cittadini europei potranno esprimere direttamente un'indicazione a favore del prossimo Presidente della Commissione Europea. La sinistra italiana già si divide tra il sostegno a Alexis Tsipras (Presidente della greca Syriza, candidato dalla Sinistra Europea) e Martin Schultz (Presidente dell'Europarlamento, candidato del PSE).

Premesso che la nostra posizione è sempre a favore di un ricompattamento delle sinistre sulla base di piattaforme avanzate e per l'allontanamento di ipotesi di "grandi coalizioni" e "larghe intese", riteniamo che, prima di dividersi sul chi, sia opportuno scegliere che cosa sia necessario nel prossimo quinquennio europeo.

Riteniamo che prioritario debba essere un intervento radicale sul debito, con la sua drastica riduzione senza sacrifici da parte di lavoratori e cittadini. E' fantascienza? Assolutamente no!

Già nel 2011, il Professor Anthony J. Evans della ESCP Europe Business Schoo ha condotto una simulazione con i propri studenti, che dimostra che la maggior parte dei debiti sovrani degli stati europei sono connessi tra di loro e, pertanto, sia possibile semplificarli, come si faceva a scuola con le frazioni, e dunque ridurli notevolmente.

Lo schema-tipo è: A deve a B, che deve a C, che deve ad A. Dunque, all'interno del circolo A-B-C, i debiti possono essere, se non cancellati (esistendo importi tra di loro diversi), quanto meno sensibilmente ridotti, in quanto i debiti di alcuni sono coperti da crediti vantati verso altri, i quali a loro volta sono debitori di altri.

La simulazione è tale perché, allo stato, non teneva conto dei debiti non detenuti dalle banche, ma direttamente dai privati, ma comunqque si tratta di una buona base di partenza per costruire una proposta alternativa alla gestione schizofrenica della troika.

E' una proposta radicale? Non ci sembra lo sia più di altre giunte prima, come i fallimenti pilotati degli stati insolventi o il regime da caserma imposto dal Fiscal Compact.

La proposta dal punto di vista formale, prima che essere radicale, è infatti di buon senso. Radicale lo è perché, appunto, va alla radice del problema: infatti, dal gran giro di crediti-debiti in mano alle banche, sono quest'ultime a guadagnarvi, attraverso il gioco degli interessi sul debito. Serve una grande campagna sociale sulla semplificazione dei debiti sovrani.

Sulla interconnettività dei debiti sovrani europei e sulla loro semplificazione.

 

Il problema del debito sovrano all’interno dell’Euro zona è certamente sistemico. Per quanto necessario possa essere ripagare gran parte del debito pubblico, affinché esso porti ad un abbassamento dei tassi di interessi sul capitale, è fondamentale capirne la struttura e le varie ramificazioni internazionali.
Il primo passo consiste nel chiarire l’ammontare di debito interconnesso tra Paesi. Iniziamo a verificare la situazione tra Paesi quali Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna, Gran Bretagna, Francia e Germania. Il grafico 1 (Datas from BIS Locational banking Statistics & IMF World Economic Outlook Database, October 2010 – ESCP Europe Business School) fotografa la situazione, in miliardi di Euro:

Debito Europeo - prima

http://agileurbia.com/9VL

Tenendo conto dei dati prelevati, l’Italia dovrebbe 270 miliardi di Euro alla Francia, quasi 112 miliardi alla Germania e quasi 46 miliardi alla Gran Bretania. Dal grafico si evince, senza dubbio, l’enorme complessità ed interconnettività dei debiti sovrani all’interno della zona Euro e ci si rende conto, analizzando i grafici successivi, come alcuni Paesi siano meno “scaricabili” di altri per quanto riguarda possibili default sul debito. Il grafico 2 rende l’idea più chiara anche se la valuta è il dollaro, ed i dati considerati sono di periodi diversi (Bank for International Settlements – maggio 2010):

Debito Europeo

*http://www.nytimes.com/interactive/2010/05/02/weekinreview/02marsh.html

E’ interessante la situazione della Grecia la quale è oggi potenzialmente “scaricabile”, così come il Portogallo in futuro, in quanto le banche europee hanno già avuto tempo e modo di coprirsi sul possibile default. I grafici che seguono (dati del Bank for International Settlements, IMF, World Bank, UN Population Division – 2010) rendono l’idea di come la Grecia ed il Portogallo abbiano avuto (dati 2010) un livello di debito verso creditori esteri, suppur considerevole per le potenzialità greche di ripagarlo, molto inferiore rispetto ad altri Paesi europei come l’ Italia e l’ Irlanda:

Debito Grecia

Debito Portogallo

Debito Irlanda

Debito Italia

http://www.bbc.co.uk/news/business-15748696

La Grecia, quindi, deve (o meglio, doveva) alla Francia 41,4 miliardi di Euro ed alla Germania 15,9 miliardi. Il Portogallo è debitore verso la Francia per 19,1 miliardi mentre deve alla Germania 26,6 miliardi. L’Irlanda, invece, deve alla Francia 23,8 miliardi di Euro ed alla Germania la notevole somma di 104,5 miliardi di Euro. L’Italia, infine, è la vera bomba europea in quanto dovrebbe alla Francia ben 309 miliardi di Euro ed alla Francia 120 miliardi di Euro.

E’ evidente, allora, come il tema Italia (e aggiungerei Irlanda) pone un problema serio alla tenuta dell’Euro in quanto minaccia gravemente il sistema bancario internazionale. Chi ha poco debito verso il sistema bancario estero (Grecia e Portogallo) ma, essendo in difficoltà, non ha le capacità di crescita adeguate per ripagarlo, è scaricabile dal “sistema Euro” perché non più una minaccia una volta trovate le risorse adeguate per la copertura bancaria sul default. Chi, invece, ha tanto debito (Italia in primis) non è affatto scaricabile. Causerebbe la disintegrazione della moneta unica in quanto non sarebbe possibile per il sistema bancario europeo assorbirne le ingenti perdite, neanche a valle di creazione di nuova moneta da parte della BCE.

Nel maggio 2011, ESCP Europe Business School portò avanti una serie di simulazioni tenendo conto dei dati del BIS Locational banking Statistics & IMF World Economic Outlook Database, October 2010, con l’intento di semplificare l’interconnettività dei debiti sovrani della zona Euro, cancellando una parte o la totalità dei debiti che gli Stati avevano tra loro. Il primo grafico in questo articolo mostra la situazione al 2010-11.

L’idea è: se lo Stato A deve allo Stato B €0.34 (in miliardi) di debito di breve periodo, e lo Stato B deve allo Stato A €0.17 (in miliardi), possiamo cancellare il debito dello Stato B e lasciare lo Stato A con un debito ridotto di €0.17 (in miliardi). Ovviamente tutto ciò si complica se consideriamo altri Stati i cui debiti sono interconnessi, la diversificazione dei debiti, i tassi, ecc.

Tenendo conto di tutto questo, i risultati della simulazione furono sintetizzati nel seguente grafico e mostrano una riduzione dei debiti sovrani enorme. In alcuni casi la totale cancellazione dei debiti di alcuni Paesi verso altri. Risultati che renderebbero meno pesante la vita dei cittadini europei nel ripagare i debiti e gli interessi connessi, ma che renderebbero molto infelici le banche, le quali vedrebbero privarsi degli enormi profitti proprio sugli interessi:

Debito Europeo - dopo

http://www.eudebtwriteoff.com/

Manuel Santoro
Partito Socialista Italiano

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