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*la Sinistra del XXI secolo*

Dopo i primi giorni di governo Tsipras, l'Eruopa, nei suoi poteri forti, è apparsa letteralmente terrorizzata dalle prime mosse del greco, che ha affermato di non volersi piegare ai voleri della Troika e di non voler rinunciare al programma con cui è stato eletto.
Tramite il suo ministro dell'economia Varoufakis, Tsipras ha messo sul tavolo il tema di un'alternativa vera e seria rispetto alle fallimentari politiche di austerità e rigore della Troika.

"Il movimento operaio avanza, di sconfitta in sconfitta, verso la vittoria finale." (The Militant)

La recente sconfitta di Renzi sul voto al Senato indica comunque l'esistenza di alcune crepe all'interno del Pd. Quei pochi parlamentari dissidenti (uniti alle opposizioni di sinistra) possono svolgere, almeno nella Camera Alta, un ruolo di "guastatori" che è fondamentale. Di tale possibilità dovremmo divenire consapevoli tutti e, soprattutto, dovrebbe divenirne consapevole il gruppo cosiddetto dirigente dell'Altra Europa.

Le mie perplessità sul percorso sardo de "L'Altra Europa con Tsipras".

1)Ambiguità del regionale di SEL.

SEL Sardegna non ha ancora chiarito la propria posizione: è' interna o esterna a questo percorso?

A livello nazionale SEL è, a pieno diritto, uno dei soggetti promotori e i suoi referenti sardi, non essendo usciti dal partito, dovrebbero avallare il percorso locale de L'Altra Europa. Tuttavia, già la prima assemblea regionale non ha visto la partecipazione della segreteria regionale, né dei consiglieri regionali, in quanto non ne riconoscevano la legittimità. Dai nomi del nominato coordinamento, pare che permanga la situazione di "stallo".

Il Partito Democratico e Forza Italia vogliono l'unità europea e la moneta unica, senza mettere in discussione le politiche di austerity degli ultimi decenni.

Dicono di voler mettere in discussione l'austerity, ma non hanno credibilità, dopo avere votato il "fiscal compact" che costringerà per i prossimi venti anni le politiche di bilancio dell'Italia, nonché dopo aver costituzionalizzato il pareggio di bilancio nella nostra Costituzione, sotto pressione della Troika.

E' bene che la Lista "L'Altra Europa con Tsipras" abbia una affermazione. Ma a prescindere dai risultati delle europee, è urgente che anche SEL si metta in gioco per andare ad una stretta che ponga nel campo della sinistra un nuovo partito, plurale, dal basso, popolare, includente e che rinvii a tempi ragionevoli il tema della identità. In ogni caso noi socialisti dovemmo darci un ruolo, in questo quadro, per predisporre il secondo passaggio.

Riteniamo la candidatura di Alexis Tsipras a presidente della Commissione Europea un fatto altamente positivo, in quanto:

  • riporta la sinistra che lotta per il socialismo dentro un'ottica di governo (nel senso di "presa del potere") e la fa uscire da recinto del minoritarismo settario;
  • sfida le tecnocrazie in maniera aperta con la parola d'ordine "No all'austerità, sì all'Europa dei popoli";
  • impone ai socialdemocratici, per la prima volta dopo anni, di guardare alla loro sinistra (e non solo alla loro destra) per costruire un'alleanza di "governo" dell'Unione.

Inutile dire che, anche rispetto alla candidatura di Tsipras, vi fossero alcuni dubbi (un accento leaderista nell'identificare la proposta politica più nel personaggio Tsipras che nella sinistra europea, la spaccatura col KKE mai rimarginata, ecc), ma certo non erano e non sono tali da mettere in dubbio l'utilità e la qualità della proposta politica del Presidente di Syriza.

I veri dubbi, ahinoi, nascono in Italia e su questi Alexis Tsipras ha veramente poche colpe.

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