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*la Sinistra del XXI secolo*

Non ho partecipato (sia per ragioni economiche, sia per provare, nel mio piccolo, a fare da ponte tra le due iniziative) all'assemblea di Roma, né a quella di Bologna, promosse in questi giorni da parti diverse di Sinistra Italiana. Ciò che scriverò è quello che avrei detto a Roma e mi riprometto di scrivere anche quello che avrei detto a Bologna.

E' uscito un articolo di Giuliano Pisapia su Repubblica, nel quale chiede a Renzi di lasciare Alfano e Verdini ed allearsi con il suo campo progressista, per il quale, in sostanza, propone la prosecuzione dell'alleanza tra sinistra e Renzismo.

Con tutto il rispetto, io credo che il compagno Pisapia abbia innanzitutto sbagliato indirizzo.

Non ci si può rivolgere a Renzi come interlocutore: non dopo il Jobs Act, la Buona scuola, lo Sblocca Italia, ma soprattutto dopo la riforma Costituzionale respinta dal popolo, sulla quale ha spaccato il Paese e la sinistra.

La stessa minoranza Pd chiede discontinuità rispetto all'esperienza di Renzi. Pisapia dunque sbaglia in primis interlocutore; sbaglia, poi e soprattutto, nel ribadire una divisione dannosa tra la sinistra che alle amministrative ha appoggiato il Pd e quella che è rimasta autonoma e purtroppo sconfitta, incapace di uscire dalla sua residualità. Questa divisione va superata: occorre dare un forte disegno politico a cui partecipino i tanti partiti, associazioni, sindacati, singoli cittadini che da sinistra hanno detto no alla riforma di Renzi, assieme ai tanti che pur avendo detto sì vogliono una sinistra forte, una Costituzione attuata, una discontinuità rispetto anche agli errori di subalternità al neoliberismo fatti dal centro-sinistra negli ultimi venti anni.

Serve lanciare un'iniziativa programmatica per il governo della sinistra, la casa comune a cui aderire. Una casa che deve poggiare sull'attuazione della Costituzione e su un modello di società alternativa al neoliberismo: il Socialismo Costituzionale. Tutte le espressioni della sinistra politica e sociale devono poter partecipare con pari dignità di agibilità e rappresentanza politica a questo processo. Nessuno deve sentirsi spettatore, servono protagonisti tutti e tutte dobbiamo avere questo ruolo.

Mentre scriviamo, l'elezione di Sergio Mattarella (esponente della sinistra DC, poi Margherita e PD) a Presidente della Repubblica è solo molto probabile, non essendo ancora finita la quarta votazione.

Il comportamento della sinistra politica presente in parlamento (Sinistra Pd e Sel) è un comportamento subalterno e per me sbagliato, nel merito e nel metodo.

Venerdì, 09 Gennaio 2015 09:48

La sinistra e i fatti di Parigi.

Non è facile esprimere un pensiero politico, che vada oltre l'umano ed istintuale sgomento dopo i fatti di Parigi. E' tuttavia necessario, io penso, fare una riflessione su come a sinistra ci poniamo di fronte a simili fatti e quali soluzioni siamo in grado di proporre.

Dopo l'iniziale cordoglio, più o meno sentito, è partita una gara all'insegna del politically correct, del buonismo, del "né con gli uni, né con gli altri". Una gara a capire le ragioni degli altri, a farsene interpreti, a dire "condanniamo ma": tutte analisi sociali giustificazioniste sul perché e sul per come, su quanto, come e perché soffrano queste persone e, in conseguenza di ciò, agiscano. Penso che questo sia il modo di porsi più sbagliato, antipopolare ed assurdo.

Venerdì, 28 Novembre 2014 09:36

Contro Galli Della Loggia, punto per punto.

in Notizie

Sul Corsera di ieri, Errnesto Galli Della Loggia, con un articolo iper critico sulla sinistra PD ma in realtà sulla sinistra in generale, ha ancora una volta dimostrato a cosa miri la grande stampa, cassa di risonanza della borghesia Italiana, che, anche quando critica Renzi (si pensi a Della Valle), lo fa da destra per "battergli il tempo", spronandolo nel suo ruolo di garante dei padroni - parola antica ma sempre attuale -, senza troppe distrazioni, esuberanze e politicismi.

Venerdì, 15 Giugno 2012 12:53

L'Iran e la sinistra: facciamo chiarezza.

in Notizie

L’Iran sarà la prossima polveriera mediorientale? Da Washington giungono ogni settimana echi di guerra contro il regime iraniano di Ahmadinejad, accusato di essere un tiranno e di portare avanti sperimentazioni sul nucleare non strettamente per uso civile.

Premesso che mi sento di ribadire con forza la contrarietà ad ogni guerra, nonché ad ogni azione di governi stranieri che minacci l’autodeterminazione di un popolo, ritengo sia opportuno iniziare a fare chiarezza su cosa sia l’Iran e quale debba essere la posizione di una sinistra socialista, comunista e marxista in merito al regime di Ahmadinejad, su cui è chiara la confusione di tanta parte della sinistra italiana.

Per fare questo è opportuno, intanto, conoscere la composizione della sinistra iraniana e le sue posizioni sul regime di Teheran. Leggendo, vi renderete conto che nessuno dei partiti citati sostiene in minima parte il regime, che ha bandito le organizzazioni socialiste, e che da parte di questi partiti c’è una richiesta alla sinistra occidentale e latinoamericana di non sostenere in nessun modo Ahmadi-nejad. Per iniziare questa analisi, ci viene in aiuto un articolo, non recentissimo, ma ancora valido dal blog di Franco Ferrari, compagno internazionalista.

A tutti voi una buona lettura.

Alessandro Tedde - Sinistra XXI

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