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*la Sinistra del XXI secolo*

Venerdì, 11 Novembre 2016 10:09

Debiti sovrani europei

Uno studio internazionale dimostra la possibilità della semplificazione dei debiti sovrani europei detenuti dalle banche a causa della loro interconnettività, secondo il modello "Se A deve a B che deve a C che deve ad A": è una buona traccia per lo studio di un'alternativa alla gestione schizofrenica del problema dei debiti sovrani, senza dover cedere ad ipotesi inutilmente radicali che non tengono conto delle ripercussioni sull'economia reale (siano esse liberiste o no).

Venerdì, 11 Novembre 2016 10:05

Giovani e formazione

A sinistra è presente un notevole deficit di formazione politica e culturare dei quadri, in particolare giovani, dovuta all'abbandono della pratica delle scuole di formazione. Siamo tendenzialmente contrari alla costruzione di classiche organizzazioni giovanili di partito, proprio per la ridotta integrazione dei giovani negli organismi dirigenti di partito. Ciò consente la riproduzione coatta di quelle dirigenze e burocrazie interne che basano le scelte strategiche sull'assenza di condivisione con la base militante. E' opinione da noi condivisa l'esistenza di un vero e proprio tappo generazionale che spesso si cela sotto una fumosa retorica tutta "giovani e precarietà" e su di un'analisi superficiale della condizione giovanile.

Da Washington giungono ogni settimana echi di guerra, spero diretti verso la polveriera mediorientale.

Ribadita con forza la contrarietà ad ogni guerra, nonché ad ogni azione di governi stranieri che minacci l’autodeterminazione di un popolo, rimane però la confusione della sinistra su come comportarsi in politica estera, dove è necessario conoscere la composizione delle sinistre dei vari Paesi e le proprie  posizioni, cercando di affiancare quelle che in politica interna esprimano una vicinanza ad un progetto generale da noi condiviso.

In generale, è necessario diffidare da quei regimi che bandiscono le organizzazioni del movimento operaio.

Non è possibile costruire un soggetto politico senza individuare il proprio nemico e, su questo piano, la sinistra è deficitaria.

Chi è il nostro nemico e, di conseguenza, chi siamo noi? Meglio ancora: chi è il nemico del nostro gruppo sociale? E chi compone quest'ultimo? Sono interrogativi mai sciolti dai gruppi dirigenti che, dopo il '91, hanno rinunciato all'analisi del nemico o all'idea stessa che un chiaro nemico esista: negli anni, così, i nemici sono stati i padroni, lo Stato, i mafiosi, i corrotti, i banchieri, gli speculatori finanziari, i conservatori, i poteri forti, i reazionari, i populisti...

Nessuno di questi, però, è mai stata associato realmente al vero nemico della fase storica: il sistema neoliberale capitalista nella sua forma imperialista postomoderna e postdemocratica, strumento di oppressione dei subalterni e di repressione dei dissidenti.

  1. La costruzione del “per”
    	consegue dalla definizione dell'”anti”.
Carl
Schmitt1
direbbe che non c'è futuro per la costruzione di un soggetto
politico2
che non abbia individuato il proprio nemico.
Su
questo piano, la proposta della sinistra è estremamente deficitaria:
chi è il nostro nemico e, di conseguenza, chi siamo noi? Meglio
ancora: chi è il nemico del nostro gruppo sociale? E chi compone
quest'ultimo?
Sono
interrogativi mai sciolti da quei gruppi dirigenti che, dopo il '91,
hanno rinunciato all'analisi del nemico, se non hanno abdicato
all'idea che esista un nemico che non sia il destino cinico e baro.
Negli
 anni, i nostri nemici sono stati i proprietari dell'apparato
industriale (i padroni), gli apparati coercitivi dello Stato
(compresa la magistratura), i mafiosi, i  corrotti, i banchieri e gli
speculatori finanziari, le istanze conservatrici (tra cui gli stessi
altri dirigenti della sinistra), i poteri forti (ma esclusa la
magistratura), i reazionari-populisti (Berlusconi, Grillo, Renzi3).

Questi
nemici, però, non hanno rappresentato che l'elemento più evidente,
in ciascuna fase, del sistema economico che usa lo stato come
strumento di imposizione del proprio dominio, di oppressione dei
subalterni e di repressione dei dissidenti. Questo sistema si chiama
sistema liberale capitalista, nella forma imperialista assunta oggi
nella società postomoderna e postdemocratica prodotta dal suo
sviluppo neoliberale.

1C. Schmitt, XXXXXXXX

2Per noi, nel senso gramsciano di soggetto storico (classe in sé), di cui il partito è conseguenza (classe per sé).

3Cioè l'espressione politica del neoliberalismo populista in Italia.

Mercoledì, 05 Marzo 2014 22:23

Meglio Tsipras che male accompagnati.

in Notizie

Riteniamo la candidatura di Alexis Tsipras a presidente della Commissione Europea un fatto altamente positivo, in quanto:

  • riporta la sinistra che lotta per il socialismo dentro un'ottica di governo (nel senso di "presa del potere") e la fa uscire da recinto del minoritarismo settario;
  • sfida le tecnocrazie in maniera aperta con la parola d'ordine "No all'austerità, sì all'Europa dei popoli";
  • impone ai socialdemocratici, per la prima volta dopo anni, di guardare alla loro sinistra (e non solo alla loro destra) per costruire un'alleanza di "governo" dell'Unione.

Inutile dire che, anche rispetto alla candidatura di Tsipras, vi fossero alcuni dubbi (un accento leaderista nell'identificare la proposta politica più nel personaggio Tsipras che nella sinistra europea, la spaccatura col KKE mai rimarginata, ecc), ma certo non erano e non sono tali da mettere in dubbio l'utilità e la qualità della proposta politica del Presidente di Syriza.

I veri dubbi, ahinoi, nascono in Italia e su questi Alexis Tsipras ha veramente poche colpe.

Dopo l'importante e molto riuscita assemblea di Roma del 18 gennaio, ad Asti il 4 febbraio 2014 presso la Casa del Popolo in via Brofferio 129, si è dato seguito alla iniziativa regionale del Piemonte: per unire e rinnovare la sinistra, unire i comunisti, dare rappresentanza politica al mondo del lavoro.

Hanno partecipato: Azione Civile, CGIL, Costituente per i beni comuni, FIOM, Movimento 2 giugno, Movimento per il Partito del Lavoro, PdCI, PRC, Rosso Ideale, SEL, Sinistra XXI e altre associazioni.

Ecco l'intervento di Antonino Martino, vicepresidente nazionale di Sinistra XXI.

Care compagne e cari compagni,

Sinistra XXI accoglie con soddisfazione questa iniziativa in quanto, per la prima volta dopo tanto tempo, si evoca una parola di cui in questi anni tanto si è sentito il bisogno e che troppo poco, o meglio: per niente, abbiamo potuto ascoltare e praticare, ovvero la parola unità.

Sinistra XXI agisce in modo coordinato nei soggetti politici e sociali, al fine di portarvi le proprie istanze, anche in sede congressuale come fecero i compagni Martino e Comi in Sinistra Ecologia Libertà, con emendamenti di minoranza su politiche giovanili e rinnovo della classe dirigente per:

  • dipartimenti giovanili e non giovanile di partito classica, che agiscano in modo coordinato con il partito a tutti i livelli e favoriscano vera partecipazione ed apertura fuori e dentro il soggetto politico;

  • formazione di militanti e dirigenti tramite scuole di formazione politica e diffusione della cultura popolare;

  • impegno del partito a favorire il ricambio continuo di una classe dirigente, secondo logiche di merito e non di cooptazione personale o correntizia.

È un esempio per le compagne e i compagni impegnati nei più vari percorsi politici di come porsi dentro i soggetti politici della sinistra, facendo vivere in essi le istanze della nostra organizzazione, senza farsi risucchiare dalle logiche correntizie interne, ben sapendo della loro insufficienza e del loro necessario superamento. 

Come conseguenza del principio transpartitico che regge Sinistra XXI, oggi pubblichiamo gli emendamenti proposti o comunque sostenuti da Antonino Martino (Vice presidente nazionale di Sinistra XXI) nel congresso nazionale di Sinistra Ecologia Libertà.

A prescindere dalla collocazione interna al congresso, che riteniamo spetti alle singole compagne e compagni decidere in coerenza con la loro militanza dentro SEL, facciamo appello a tutte e tutti gli aderenti, simpatizzanti e sostenitori di Sinistra XXI che siano anche iscritti al partito di SEL di leggere tali emendamenti e, avendoli condivisi, sostenerli convintamente nel congresso. Contemporaneamente invitiamo quanti abbiano contributi e/o altri documenti, a prescindere dalle aree di appartenenza, a trasmetterceli via email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

E' nostro interesse che la comunità di Sinistra XXI, che opera dentro e fuori i partiti della sinistra con i propri militanti al fine di giungere alla riunificazione politica del Lavoro, si mantenga unita e forte. E questo, per parafrasare Gramsci, può avvenire solo con uno stile di direzione politica che, prima di tutto, abbia la capacità di ascoltare. Pertanto, evitiamo che per l'ennesima volta un congresso di una forza di sinistra si trasformi nell'occasione per aumentare le divisioni e riprodurre i diktat e i "militarismi" e, proprio grazie alla nostra capacità di ascolto oltre i confini delle aree politiche, favoriamo l'unità d'intenti che è la vera e unica arma che i lavoratori - e in generale tutti i soggetti del Lavoro - ancora possiedono contro il Capitale.

Alessandro Tedde

(Pres. naz. Sinistra XXI)

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