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*la Sinistra del XXI secolo*

Venerdì, 26 Settembre 2014 07:20

I "ma anche" del Pd sugli F35.

Nei giorni scorsi, alla Camera si è avuta un'altra dimostrazione del congenito "ma anche" che affligge il Pd fin dalla sua nascita.

Tre le mozioni sugli f35 in votazione: bocciata quella di Sel, Civatiani e Cnque Stelle che era per l'abolizione dei finanziamenti ai Caccia F35; approvata quella del Pd, volta a dimezzare gli f35, ma non votata dai Civatiani.

A questo punto, si potrebbe dire che è meglio un dimezzamento rispetto al mantenimento del programma.

Peccato che

Il fronte della lotta torna oggi sui diritti dei lavoratori e sul loro smantellamento.

Renzi, con la scusa che lo chiede l'Europa (falso! Leggete il rapporto OCSE) punta allo smantellamento dell'articolo 18.

Non solo, vuole riscrivere l'intero diritto del lavoro, in primis il cosidetto contratto a tutele crescenti che in realtà è la totale liberalizzazione delle facoltà di licenziare per i padroni e lo smantellamento totale di ogni tutela per i lavoratori.

Il fronte che si oppone a questa deriva liberista, intimamente di destra, pare essere oggi numeroso: la sinistra Pd, la Cgil nella sua interezza, gli stessi sindacati Cisl e Uil, la sinistra alla sinistra del Pd.

Ora però, come sempre, si dovrà vedere che capacità avrà questo fronte: si dovrà essere capaci di non chiudersi solo nel no senza proposta, si dvorà mettere in campo un'iniziativa politica forte, volta ad un confronto, senza escludere nessuno con patenti di sinistrismo e analisi del sangue.

Per fare una contoproposta punto per punto, bisogna avere una ricetta per un aggiornamento, estensione e avanzamento del diritto dei lavoratori in chiave favorevole alla classe di riferimento.

Servirà quindi subito un comitato per il diritto del lavoro, volto a creare una proposta politica che viva nella pratica delle lotte e del conflitto ma anche nell'elaborazione di una credibile alternativa.

Oggi, per come siamo messi, come in un alluvione ormai divampante, non possiamo fare l'analisi della composizione chimica di ogni singolo sasso e granello di sabbia che costituisce l'argine da costruire, ma provare a costruire l'argine il più in fretta possibile, predisponendosi già a progettare la casa futura.

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Passato il momento dell'insediamento, in cui Matteo Renzi, sulla scia della vittoria rottamatrice, annunciava "una riforma al mese", il fiorentino ha avuto qualche cambio di stile. Forse ha fortunatamente capito che la politica, specie a livello nazionale, conosce pesi e contrappesi democratici: non è quindi tanto facile stradicare tutto da soli.

Ciò non gli ha impedito di procedere con un disegno che incorpora due tradizioni politiche europee, forti anche se sconfitte: un mix di democrazia cristiana e blairismo frutto di una tradizione liberaldemocratica in salsa italiana, che riunisce il liberismo e quel pizzico di populismo e paternalismo. Sul campo delle riforme, ha subito mostrato di voler tagliare quel minimo di rappresentanza di classe che esiste in Italia: alla Camera è già passato l'italicum con l'ulteriore innalzamento dello sbarramento, niente preferenze e niente quote rosa.

Ma come hanno affrontato questa legge elettorale ii partiti e le aree della sinistra?

Sabato, 14 Dicembre 2013 12:16

Dopo Renzi e Oltre il PD.

La vittoria di Matteo Renzi alle primarie del Pd segna, anche simbolicamente, la fine di un'era.

Nessun esponente del fu Pci, né di altre forze del movimento operaio guida più il partito che ancora da molti viene considerato il più grande della sinistra. Letta e Renzi, premier e segretario entrambi provenienti dal mondo Dc, relegano l'eredità, seppur flebile, del Pci a fare minoranza nel partito.

Questo non può lasciare indifferente quella sinistra che vuole ricostuire un soggetto politico di classe, capace di porsi la sfida del governo (diciamolo: della conquista del potere), senza soggiacere invece alla governabilità e compatibilità col sistema capitalista. Non siamo oggi in grado di sapere come sarà il Pd renziano, anche se i suoi programmi non lasciano sperare nulla di buono. Sicuramente però possiamo dire cosa dovrebbe fare la sinistra.

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