Accedi ai servizi con il tuo nome utente e password

Accedi - Registrati

*la Sinistra del XXI secolo*

Partito Lavorista (5)

Nella società complessa, è pienamente politico il partito rivoluzionario che affronta, insieme agli oppressi, tutte le grandi questioni del suo tempo, mediante la ricerca teorica tesa a delineare un progetto di socialismo ed una strategia per realizzarlo, anche combinando una pratica sociale ed una organizzazione unitarie.

Etichettato sotto:
Venerdì, 09 Dicembre 2016 11:05

Attuare la Costituzione

Scritto da in Partito Lavorista

Costruire una rete per l'attuazione socialista della Costituzione

L'attenzione mediatica sulla vittoria del 4 dicembre 2016 è scemata e sussiste il rischio che il risultato referendario possa essere disatteso se non si mantengono in tensione le energie di militanza e di passione civica che è stato mobilitato a difesa della Costituzione. Serve, pertanto, autorganizzare una rete per attuare la Costituzione in senso socialista che promuova una difesa attiva della Costituzione lavorista.

 

"Ancora una volta è dimostrato che non è possibile, in Italia, salvaguardare le  istituzioni democratiche se si escludono i Comunisti."

Nel 1984 Enrico Berlinguer moriva a Padova, mentre nel suo ultimo discorso pronunciava queste parole. Parole più che mai attuali: la distanza della politica dai problemi delle persone - lontana dalle lotte, dai movimenti, dalle associazioni - ha fatto sì che venissero abbandonate a loro stesse tutte quelle categorie più deboli e bisognose. Il degrado, poi, della stessa politica di questi ultimi anni (sempre più corrotta da soldi e regalie e dalla malavita) ha chiuso tutti gli spazi di dialogo tra cittadini e partiti. La fiducia è ai minimi storici. Occorre un cambio di rotta: serio, onesto, che possa dare risposte ai problemi delle persone. Ripartire da due parole: LAVORO e GIUSTIZIA SOCIALE. La Federazione della Sinistra era nata proprio per essere un punto di riferimento per la difesa di queste due parole, nata nell'intento di essere una casa per tutte le associazioni che operano nella sinistra. E' stata un progetto fallimentare, mal gestito e che - ahimè - dopo 4 anni è definitivamente morta. Oggi però, occorre ripartire: rilanciare un offensiva contro quelle forze che stanno operando per distruggere tutte quelle vittorie che la Sinistra ha conquistato in tanti anni. Maurizio Landini della FIOM in questi giorni ha lanciato una proposta di cui deve obbiligatoriamente tener conto chiunque operi affinché la Sinistra torni a contare: ripartire dal lavoro e dai lavoratori. Il progetto è serio, imponente e anche Sinistra 21 deve essere parte importante del progetto. Un partito del lavoro (dove possono convivere comunisti, socialisti e associazioni della Sinistra italiana) può essere l'unico modo per rinascere, per ritrovare quella Sinistra sommersa che aspetta solo di tornare a contare. Crediamoci e ognuno di noi faccia la propria parte, piccola o grande che sia, perchè il futuro è nostro e dei nostri figli che devono nascere, crescere e diventare adulti in una società fondata sui diritti. Diritti che sono di tutti e non di pochi perché altrimenti si chiamerebbero privilegi: ed è questa la logica che ha portato il nostro Paese ad essere in queste condizioni disperate.

Dal sito del consigliere comunale di Cagliari del PRC-FDS Enrico Lobina, pubblichiamo la bozza del programma per un'alternativa della sinistra elaborato dall'Ufficio apposito del Partito della Rifondazione Comunista. Vi invitiamo a direa la vostra sul forum: http://joomla.sinistra21.it/component/kunena/20-programma/8-150-proposte-del-prc-per-il-programma-di-sinistra?Itemid=0#

PREMESSA
Spesso abbiamo sentito (e anche a noi è capitato spesso di) dire che una forza politica ha bisogno di qualificare il suo
profilo a partire dalla proposta di pochi punti programmatici e sulla base di poche esemplari battaglie di assoluto rilievo sociale. Non a caso, per noi di Rifondazione Comunista (e non solo per noi) è ancora vivo il ricordo della campagna sulle 35 ore, che a suo tempo caratterizzò fortemente la percezione di massa del nostro partito.
Concentrarsi dunque su tre/quattro obiettivi di portata generale, adeguatamente selezionati e calibrati in vista di una loro concreta realizzabilità: si tratta di una giusta indicazione, essenziale per consolidare una proiezione esterna.
Un’indicazione che, tuttavia, non sostituisce o contraddice l’esigenza di avere una visione d’insieme capace di caratterizzare, in tutto il complesso degli ambiti tematici, la nostra identità politica: in definitiva, l’esigenza di un Programma compiuto e articolato. Non è tanto da intendersi la riproposizione di un impianto strategico e ideale, più consono ad un documento di rilievo congressuale, quanto piuttosto un Programma di fase, contenente le prescrizioni di una forza politica che si trovasse a governare qui ed ora avendo la forza del consenso e dei voti: uno strumento in grado di assicurare una cornice più generale ai singoli momenti dell’agire politico e dell’impegno sociale, che nel contesto dato sia legato non semplicemente a ciò che in tempi politici ravvicinati si può fare, ma sia dislocato sul registro di ciò che per noi andrebbe comunque fatto.
Evidentemente, un tale compito di chiarificazione programmatica non potrebbe esser partorito da una sola testa (né da un pool di teste) e del resto non mancano fonti importanti cui attingere, che già operano per un approfondimento programmatico (dalla Fiom a Sbilanciamoci, ma non solo). In definitiva, tale compito deve realizzarsi attraverso un serrato confronto tra tutti i protagonisti impegnati oggi a sinistra in un duro scontro sociale: forze partitiche, istituzionali, sociali, culturali, associative, di movimento. Insistiamo sul metodo della costruzione democratica e partecipata. Non si tratta di un’esigenza estrinseca e indipendente dal merito; una tale istanza partecipativa
costituisce anzi per noi il primo punto di un programma all’altezza di un’alternativa di sinistra. Non a caso, concepiamo l’esito di questo nostro iniziale sforzo come una “bozza”, suscettibile di acquisire una sua veste compiuta solo a valle di un confronto con quelli che riteniamo le nostre compagne e i nostri compagni di strada. Ad essi e al loro vaglio critico la consegniamo, nella convinzione che valga ancora la tradizionale formula: prima i contenuti, poi gli schieramenti.

BOZZA A CURA DELL’UFFICIO DI PROGRAMMA DEL PRC OFFERTA ALLA DISCUSSIONE DI TUTTE E TUTTI

Autori