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Sinistra XXI - www.sinistra21.it

Il conflitto, che viene criminalizzato dalle odierne società complesse in piena crisi di governo e di rappresentanza, è centrale nelle costituzioni-programma democratico-sociali. Queste ultime, infatti, vivono di dinamicità e possono essere difese solo dinamicamente, cioè tendendo a potenziarle nel senso del raggiungimento di un nuovo stadio sociale (e costituzionale). Questo è, in effetti, il motivo per cui questo particolare tipo di costituzione è nato.

La Costituzione della Repubblica Italiana è una di questte costituzioni. Il suo fine attuativo è la realizzazione di una particolare forma di socialismo costituzionale fondato sulla democrazia economica che emerge dal combinato disposto degli artt. 1, 3, 41 e 46. Nell’accettazione della indissolubilità originaria tra costituzione e socialismo è possibile rinvenire i fondamenti di una lotta per una costituzione materiale che non contraddica quella formale.

La sinistra, onde non presentarsi come il fronte della conservazione e della difesa dello status quo, deve promuovere un’idea ricca e articolata di democrazia alla base di una progettualità riformatrice alternativa, riconnessa alle radici del costituzionalismo democratico-sociale, che approfondisca le direttrici socialiste della Costituzione, promuovendo processi decisionali ed istituti di autogoverno popolare e dei soggetti del lavoro.

Non si può ignorare che i Trattati europei, nella lor attuale formulazione, frappongano degli ostacoli che rendono inconciliabile il il modello sociale costituzionale e quello di Maastricht.

Dalla chiarezza su questo punto discende quella sulla portata dello scontro rispetto alla Europa reale da cui la sinistra non può rifuggire: una critica all'Unione secondo un percorso strategico che di rottura dell'UE ovvero di riforma radicale dei suoi Trattati

Non ho partecipato (sia per ragioni economiche, sia per provare, nel mio piccolo, a fare da ponte tra le due iniziative) all'assemblea di Roma, né a quella di Bologna, promosse in questi giorni da parti diverse di Sinistra Italiana. Ciò che scriverò è quello che avrei detto a Roma e mi riprometto di scrivere anche quello che avrei detto a Bologna.

La riforma Renzi - Boschi danneggia la Costituzione quanto definirla la più bella del mondo!

Ma se è chiaro che bisogna votare NO al referendum del 4 dicembre, le ragioni per farlo non risiedono nel pregiudizio nazionalista di possedere la carta più bella del mondo. Un'affermazione che non ha senso per un giurista e ormai neppure per chi la coniò: Benigni, infatti, votando Si dimostra di non crederci.

La legge fondamentale dello Stato non è un'opera d'arte e, pertanto, la sua qualità non è la bellezza, bensì l'efficacia normativa.

Risultati dell'Assemblea Costituente del 1946

La più inattuata del mondo.

Una legge, infatti, si valuta in base agli effetti che produce nella società e, in questo senso, potrebbero avere ragione i sostenitori del Si, che ritengono la Carta del '48 inadeguata all'Italia attuale, nella quale nessuna forza dell'arco costituzionale è presente e, anche tra i sostenitori del NO, sono presenti forze palesemente anticostituzionali.

In realtà, è l'Italia attuale ad essere inadeguata rispetto alla sua costituzione, che, proprio perché nessuno in essa si riconosce, rimarrà comunque la più inattuata del mondo: non solo i 139 articoli della Carta, ma anche le poche leggi ordinarie approvate per darle attuazione sono costantemente sfregiate. Basti pensare alla modifica peggiorativa dell'art.18 dello Statuto dei Lavoratori (Legge n. 300 del 1970), che rappresenta anche una modifica della costituzione, pur se avvenuta su di una legge ordinaria, perché ha minato l'intangibile principio costituzionale della preminenza politica dell'interesse dei lavoratori sugli interessi confliggenti.

Difendere la costituzione significa lottare per il socialismo

La nostra carta è un unicum perché pone le basi per costruire il socialismo costituzionale, l'"ideologia comune" di un'assemblea costituente composta per l'80% da forze popolari e per quasi la metà da forze marxiste.

Quella costituzione non è attuata dai primi anni della Repubblica: sono più di sessant'anni che le forze conservatrici e reazionarie combattono una vera e propria lotta contro l'attuazione della costituzione.

Quelle forze conservatrici e reazionarie sono oggi ampiamente rappresentate nel fronte del si e in quello del no: non solo nessuna forza politica, neanche quelle più a sinistra, oggi rivendica il socialismo costituzionale della Carta, ma i sostenitori del SI hanno gioco facile a dire che bisogna cambiare se personaggi come Massimo D'alema hanno il coraggio di fare campagna per il No, dopo aver contribuito in passato a smantellare la Costituzione.

Votare NO con le ragioni di cambiamento di chi si affida al SI

Se è consentita una provocazione, il 4 dicembre bisognerebbe votare NO a partire dalle speranze di cambiamento di chi sostiene il SI: non solo non possiamo permettere che Renzi e Boschi peggiorino la Carta, ma non possiamo permettere che rimanga inattuata, così che le si possano imputare le disfunzioni dell'attuale sistema politico, che invece sono il prodotto di una inattuazione intenzionale del programma di trasformazione sociale previsto dai costituenti.

Votare NO come primo passo per costruire il socialismo costituzionale!

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