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Un piano per il riassetto idrogeologico e il contrasto all'economia sommersa

Lunedì, 24 Agosto 2020 12:30 Scritto da 
Una mappa del rischio idrogeologico in Italia (Rapporto Ance-Cresme 2012) Una mappa del rischio idrogeologico in Italia (Rapporto Ance-Cresme 2012) oggiscienza.it

La cronaca è più che mai eloquente: ogniqualvolta accada un violento nubifragio o una scossa sismica si ripete immancabilmente un disastro. Il futuro sostenibile della società e dell’umanità non importano al paradigma liberista del massimo profitto qui e ora: res publica è ormai parola sconosciuta

L'Unione europea ha individuato l'obiettivo primario di "migliorare la resilienza della nostra società contro le catastrofi naturali e di origine antropica". Ciò farebbe pensare a un serio programma di risanamento dei paesi dell’Europa occidentale che riguardi il dissesto idro-geologico, le situazioni di inquinamento e la connessa diffusione delle malattie oncologiche (i siti industriali tossici in Europa sono ben 622, secondo il rapporto 2011 European Environment Agency - EEA su dati del 2009). Tutt'altro. Per vincere la sfida sociale di avere “società sicure [e] attività di ricerca e di innovazione necessarie per proteggere i nostri cittadini, la società e l’economia, nonché le nostre infrastrutture e servizi, la nostra prosperità, la stabilità e il benessere politico", gli euroburocrati si affidano al business delle nuove tecnologie di controllo, sviluppate dalla lobby finanziaria-militare-poliziesca come strumenti per la guerra permanente.

La prevenzione dei disastri è demandata allo stesso tipo di governo della società che ha prodotto le catastrofi annunciate nel XIX e nel XX secolo, che dà priorità allo sviluppo economico, ai profitti e alle grandi opere anche a costo di mettere a rischio la salute. Dalla fine degli anni Ottanta, il neoliberismo ha aggravato la situazione, diffondendo il lavoro precario e quello neo-schiavistico delle economie sommerse e annichilendo le persone togliendo loro la reattività individuale o la capacità di azione collettiva per opporsi a questa configurazione economico-sociale. Dal 1990, infatti, oltre a non essere stato programmato nessun risanamento, sono aumentati i dispositivi “postmoderni” di controllo, le polizie pubbliche e private, le polizze assicurative esose e ineluttabili e conseguentemente sono aumentati la criminalizzazione razzista e il sovraffollamento carcerario.

Secondo l’agenzia Ispra del Ministero dell’Ambiente, 57 siti d’interesse nazionale dovrebbero essere bonificati con priorità per essere a norma con la direttiva europa Seveso 96/82/CE, ma in totale i siti contaminati sono più di 15mila e di 4.300 è stata analizzata e provata la tossicità. L’Italia ha circa 8 milioni di lavoratori, fra precari semi-regolari e nero totale, probabilmente più del 35% del PIL: un programma di effettivo risanamento dell’assetto urbanistico e delle infrastrutture creerebbe milioni di posti di lavoro togliendoli all'economia sommersa  se accompagnato dalla regolarizzazione dei lavoratori e delle attività di imprenditori e artigiani disponibili a lottare contro la frode fiscale.

Un simile programma dovrebbe prevedere il risanamento della corruzione nei ranghi delle agenzie di controllo, degli enti locali e delle polizie che fanno poco o nulla per la tutela della salute pubblica, dell’ambiente, delle vittime di super-sfruttamento. Esso sarebbe l'assetto favorevole di una prospettiva di sviluppo effettivamente duratura, dotata di dispositivi e meccanismi di prevenzione adeguati e di una ricerca che rinnova le conoscenze e i saperi necessari.

Nel 2014, Sinistra ecologia libertà proposte un piano per il territorio e i beni culturali, che prevedeva la messa in sicurezza del territorio e la valorizzazione dei beni culturali:

In 6.633 comuni italiani sono presenti aree a rischio idrogeologico. Più di 5 milioni di cittadini si ritrovano ogni giorno esposti al pericolo di frane e alluvioni. 43 sono i miliardi di euro necessari per mettere in sicurezza il territorio italiano ma negli ultimi 10 anni sono stati erogati solo 2 miliardi di euro per attuare gli interventi previsti dai Piani di assetto idrogeologico (PAI) redatti dalle Autorità di bacino. Per riparare i danni delle calamità spendiamo un milione di euro al giorno. Proponiamo un piano nazionale di difesa del suolo che superi la logica dell’emergenza , basato su governo del territorio e bacini idrografici, manutenzione e rinaturazione, semplificazione normativa.

In Italia esistono 4.340 musei, 46.025 beni architettonici vincolati, 12.375 biblioteche, 34.000 luoghi di spettacolo, 47 siti UNESCO. Un enorme patrimonio abbandonato all’incuria, un investimento pubblico annuo destinato alla Cultura pari allo 0,19% del bilancio statale – uno dei più bassi a libello europeo – e gli occupati nel comparto che non arrivano alle 38 mila unità. Tutelare il nostro patrimonio artistico e culturale significa tenere viva la storia antica e moderna, investire in turismo, chiamare ad una grande opera di riqualificazione generazioni di competenze ed esperti ai margini o fuori dal mondo del lavoro.

Ultima modifica il Giovedì, 27 Agosto 2020 11:55
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Alessandro Tedde

(Sassari, 1988). Avvocato e giurista, presidente di Sinistra XXI, in passato ha militato in alcune formazioni politiche della sinistra, anche assumendo ruoli dirigenziali. Nel 2008 è stato uno dei fondatori dell'allora più grande sindacato studentesco d'Italia, la Rete degli Studenti Medi.

Laureato con lode all'Università di Sassari con una tesi in diritto costituzionale sul principio di sovranità popolare, ha conseguito un diploma in Studi e ricerche parlamentari all'Università di Firenze e attualmente è dottorando di ricerca in Diritto dell'Unione europea e ordinamenti nazionali presso l'Università di Ferrara.

Sito web: www.avvocatoalessandrotedde.it

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